Rifiuti, Del Ghingaro: “In Versilia serve società unica di raccolta”

Il sindaco: "No a blocchi contrapposti che impediscono lo sviluppo di un pensiero unitario e positivo per i territori"

“Il cosiddetto ‘rifiuto’ è in realtà un ‘bene comune’, una proprietà collettiva, un elemento della sostenibilità di una comunità. Può apparire un paradosso che uno scarto delle nostre vite consumistiche possa diventare una risorsa, ma così non è e molti studiosi lo hanno dimostrato, partendo dalla considerazione che quei materiali possano costituire ricchezza per alcuni e problematiche di smaltimento, di sporcizia, di povertà per altri”.

Così Giorgio Del Ghingaro, sindaco del Comune di Viareggio, in merito alla questione rifiuti.

“Il punto sta proprio qui – continua – qualcuno si arricchisce sfruttando la normale repulsione che si associa naturalmente alla gestione di quello che buttiamo via ogni giorno. Nel momento in cui facciamo il gesto di buttare nel cassonetto qualcosa, in realtà nascondiamo un pezzo di noi, della nostra vita, della nostra esistenza, lo nascondiamo agli occhi degli altri e a volte anche ai nostri. La strategia rifiuti zero ragiona al contrario – commenta il sindaco – il rifiuto non esiste, tutto può essere riciclato, può avere nuova vita, non ci dobbiamo vergognare dei nostri scarti, anzi vanno divisi, raccolti separatamente, trasformati in nuove cose”.

“Se si fa questo – continua Del Ghingaro – si evita di distruggerli con forme inquinanti e dannose alla salute, come il bruciarli, perché se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge, quei materiali bruciati, ce li ritroveremo non più in forme solide, ma magari in quelle gassose, disperse nell’aria e le relative ceneri in discarica. Un numero impressionante di particelle che avvelenano le nostre vite. Per questo la valorizzazione industriale del cosiddetto rifiuto in realtà può essere trasformata in qualcosa di virtuoso, sviluppando i sistemi di compostaggio, riciclaggio e riuso che fanno bene invece che male, danno lavoro e creano economia pulita”.

“Ecco perché da anni – spiega il sindaco – vado sollecitando la cosiddetta ‘politica’ ad occuparsi del rifiuto cambiando prospettiva e metodologia, scegliendo il bene pubblico e non la ricerca della ricchezza per alcuni a discapito della comunità. Con questa impostazione di ‘bene comune’ dello scarto dobbiamo necessariamente sviluppare una serie di azioni che semplifichino il quadro e diano una spinta alle aggregazioni fra le aziende di raccolta dei rifiuti territoriali, alla messa in funzione imprenditoriale della società RetiAmbiente che deve necessariamente diventare la proprietaria degli impianti di smaltimento e valorizzazione dell’area vasta nord ovest, con un piano industriale chiaro, in grado di permettere un governo, oltre che economico, anche politico per uno sviluppo virtuoso sul tema della gestione dei rifiuti”.

Ecco perché in Versilia si deve lavorare in maniera unitaria alla formazione di una società unica di raccolta – continua – non dimenticando la definizione del percorso di assorbimento delle infrastrutture impiantistiche del territorio dell’area vasta, per permettere una programmazione ed una gestione corretta ed appropriata dei flussi. Al di là della indubbia complessità, per motivi di difformità territoriali, geopolitiche e tecniche, questi obiettivi devono costituire l’ossatura di un organismo come quello di RetiAmbiente, che deve entrare quanto prima nel pieno della propria attività, centrando la mission che i sindaci di cento comuni soci le hanno dato”.

“Considerando che sono cambiate completamente le condizioni iniziali – spiega il sindaco – che sono stati depennati dal piano di gestione diversi impianti inizialmente previsti, ma soprattutto perché è cominciata a cambiare la strategia di approccio al rifiuto, che su molti territori di avvicina sempre di più, o addirittura si sovrappone, alla filosofia ambientale ed ecologica, che ho provato ad illustrare sinteticamente all’inizio del mio intervento, è necessario ed urgente questo cambio di passo”.

“Noi – continua – dobbiamo valorizzare quella che è stata considerata una vera e propria rivoluzione amministrativa e cioè la costituzione di RetiAmbiente, che deve ultimare il percorso iniziato verso una razionalizzazione della complessità delle aziende, una diminuzione dei costi, una programmazione impiantistica interprovinciale e regionale, una gestione condivisa e autorevole, una trasparenza nei processi e nelle attività, una chiara e definita proprietà pubblica”.

“E allora io spero in uno scarto forte della politica, la ricerca di una visione che va urgentemente recuperata. Auspico un percorso democratico e condiviso, con la consapevolezza che ‘il mondo è cambiato’ e che non è possibile adattare le modalità di pensiero di anni fa a quelle di oggi. Lo chiedo per due motivi – scrive Del Ghingaro – il primo amministrativo, perché la Versilia è un’area importante e fondamentale per il mantenimento degli equilibri di sviluppo della nuova società unica di gestione, il secondo politico, perché vanno superate di slancio le tensioni e sciolti i blocchi contrapposti che impediscono lo sviluppo di un pensiero unitario e positivo per i territori“.

Io sono ottimista – conclude – sono sicuro che riusciremo a rendere efficace il pensiero politico e costruttiva l’azione amministrativa comune”.

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