Stazione Viareggio senza capostazione da dicembre, il sindaco scrive a Ferrovie

Il primo cittadino si è mosso ufficialmente dopo la denuncia dell'associazione Il Mondo che Vorrei

Ormai da sei mesi, dal dicembre scorso “con il pretesto dei pensionamenti, la stazione ferroviaria di Viareggio è senza il capostazione. Inoltre, per diverse settimane, dato che anche addetti deviatori sono stati pensionati, la stazione è rimasta impresenziata, giorno e notte”. Lo denunciano, a ridosso dell’undicesimo anniversario della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 i familiari delle vittime.

“Il sacrificio dei nostri morti non è servito a nulla – dicono – Stare senza capostazione è un rischio, la nostra vicenda non ha insegnato nulla”. La sera del 29 giugno 2009, ricordano infatti, fu proprio il capostazione Carmine Magliacano, dopo l’esplosione della cisterna con gas gpl e con gli incendi in corso, a far fermare in tempo un treno Intercity in arrivo da Roma e un altro treno locale da Pisa prima che arrivassero sul luogo dell’incidente. L’Intercity era a 2 chilometri e in circa un minuto sarebbe sopraggiunto sui binari del disastro.

Nella battaglia a fianco dei familiari delle vittime c’è il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro che chiede di reintrodurre la presenza del dirigente al movimento, sia di giorno sia di notte. Del Ghingaro ha inviato la sua richiesta ai vertici di Ferrovie e Rfi in una lettera inviata il 19 giugno. “Faccio mio l’appello dell’associazione il Mondo che Vorrei – dice il sindaco di Viareggio – e ricordo che proprio grazie alla presenza di tale professionalità, il 29 giugno di 11 anni fa venne evitato un disastro ancora più grande di quello accaduto”.

Il sindaco Del Ghingaro ormai da anni è impegnato a promuovere la sicurezza nel trasporto su rotaia: un percorso iniziato nel 2017 con la richiesta di caratterizzare l’Osservatorio nazionale permanente sulle politiche del trasporto pubblico locale anche in ambito Rischio merci pericolose trasportate, offrendo una sede fissa in città per il gruppo di lavoro che si sarebbe eventualmente costituito.

Ulteriore richiesta, l’adozione di un protocollo d’intesa che potesse coinvolgere tutti gli enti portatori di interesse così da avere contezza immediata delle caratteristiche di ogni trasporto pericoloso.

Ma rispetto a questo “ai vari incontri, l’ultimo dei quali a Roma con il sottosegretario di Stato Roberto Traversi, il 20 novembre 2019 – sottolinea Del Ghingaro – è seguita poca concretezza. E a tutt’oggi non abbiamo certezza di quanti carichi pericolosi attraversino Viareggio, di cosa trasportino con esattezza e di conseguenza, di come intervenire in caso di incidente”.

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