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Ci sono giorni che non accadono mai, sul palco di Torre del Lago anche la musica di Ennio Morricone foto

Domani (10 luglio) lo spettacolo con protagonisti Sergio Castellitto e Isabella Ferrari

Ci sono giorni che non accadono mai è il titolo dello spettacolo che si terrà al gran teatro all’aperto Giacomo Puccini di Torre del Lago domani (10 luglio) e che vedrà protagonisti Sergio Castellitto ed Isabella Ferrari.

Musica ‘inedita’ di Ennio Morricone, registrata dall’orchestra Corelli e diretta da Jacopo Rivani, in omaggio al grande artista, due volte premio Oscar, scomparso pochi giorni fa.

E’ il primo spettacolo di prosa, nell’ambito di una coproduzione con Ravenna Festival, e prima rappresentazione in Toscana, che descrive nei testi di Valerio Cappelli, giornalista e inviato de il Corriere della Sera, gli effetti della pandemia e del forzato isolamento su una relazione d’amore. Spettacolo che Castellitto mette in scena, segnando così il proprio ritorno al teatro dopo 15 anni nella doppia veste di interprete e regista per una pièce concepita proprio durante le settimane di isolamento.

“È strano, perché racconti la storia di due personaggi sapendo che di fronte a te c’è una platea che, bene o male, ha vissuto la stessa esperienza – commenta Sergio Castellitto – Questo potrebbe creare un corto circuito emotivo interessante. Questa situazione ci ha costretti ad accorgerci di noi stessi e degli altri; in questi mesi abbiamo preso la nostra anima e l’abbiamo ibernata, sospesa. Adesso la tiriamo fuori dal surgelatore della psiche e aspettiamo che il calore la scongeli per vedere cos’è diventata. Quando si scioglie, risenti la materia, il sapore del pensiero, l’odore dell’anima. Le parole di questo lavoro serviranno anche a questo”.

Una storia con due personaggi, Evaristo è un musicista che vive a Roma, Silvia fa l’estetista e vive a Piacenza.
“L’eros del mio personaggio è naturale, carnale, spontaneo come può esserlo quello di una passione che si accende in segreto”, commenta la Ferrari.

Silvia ed Evaristo si sono conosciuti su Facebook alcuni anni fa. Due persone che non potrebbero essere più diverse. Sono diventati amici, si sono visti, lui ha conosciuto il compagno di lei. Durante il lockdown si sentono, si confidano: sono due coppie in profonda crisi. Disagio, inquietudini.

La fantasia nell’isolamento esplode. Presto nasce una intesa fra loro. Le telefonate diventano quotidiane. Parlano dell’intimità sessuale che non c’è più con i loro partner, la loro complicità si fa sempre più esplicita, si mandano foto, video scabrosi, salta ogni freno inibitore. Sognano insieme in una dimensione di libertà. Si promettono una storia d’amore. Ma il tempo passa e sono impossibilitati a vedersi per il lockdown.

Inganni, promesse, noia, illusioni, sogni. La realtà presenterà il conto. Un serrato ping pong anomalo, non normale: ma prima vivevamo in maniera normale? E siamo sicuri che non esiste quel mondo parallelo? Una storia virtuale affidata alla sensualità della parola; una variazione sul tema eterno di amore e morte; un thriller dell’anima; suggestioni da Tarantino a Schnitzler; momenti pieni di una disperata ironia. La rappresentazione della solitudine e dell’impotenza dei sentimenti nel tempo sospeso del virus. Settimana dopo settimana, l’attesa fra i due diventa insopportabile. Ci sono giorni che non accadono mai.

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