Giovani per Viareggio, Sgrò: “Sono davvero loro il futuro della città”

L'imprenditore e scrittore sostiene la lista appena presentata: "Fanno sul serio: prendiamoli sul serio"

“Il futuro sono loro? Sì, non ho più dubbi dopo l’evento di venerdì sera nel giardino di villa Lazzareschi”. Lo dice Pasquale Sgrò lanciando la lista dei Giovani per Viareggio che da pochi giorni si è presentata ufficialmente.

“Il primo incontro dei Giovani per Viareggio con gli elettori, dopo il lockdown, è stato positivo – afferma Sgrò -. Rigorosamente con mascherine, erogatori di gel sanificante, misuratori di temperatura e cartelli informativi sugli aspetti comportamentali da tenere compreso il distanziamento sociale. Tutto nel pieno rispetto del loro protocollo anti-Covid predisposto per gli incontri in sicurezza in questo periodo di campagna elettorale. Fanno proprio sul serio questi giovani, poco più che ragazzi. Seduto in disparte li ho ammirati per tutta la serata: Marian, Giulia, Carlo, Filippo, Sara… e l’ultimo arrivato Leonardo, diciott’anni appena compiuti e un viso pulito di bimbo. Microfono in mano, in un palco improvvisato sul pianerottolo di alcuni gradini, si sono alternati per presentarsi e dire perché hanno fatto quella scelta. Devo confessare che ho avuto un po’ d’invidia e la memoria mi ha riportato a quasi cinquant’anni prima quando giovane studente universitario, come la maggior parte di loro, col megafono in mano incitavo altri studenti all’occupazione della facoltà”.

“D’un tratto ho scoperto di essere contento ed ho pensato che Viareggio avrà un futuro importante grazie a questi giovani e ad altri che, sono certo, si aggregheranno nei mesi a venire. Il loro slogan Il futuro siamo noi è veramente azzeccato – commenta Pasquale Sgrò -. Rifletto che quello che questi giovani hanno messo in campo, diversi mesi prima delle Sardine, sia il progetto più interessante che abbia visto la luce in Toscana almeno negli ultimi due anni. E sono stati i nostri ragazzi, tutti viareggini. Di questo dobbiamo essere orgogliosi e mettere da parte divisioni, interessi e malanimo e insieme dare una mano per farli vincere. Non hanno bisogno di essere portati in braccio perché hanno gambe solide, né suggerimenti su cosa fare perché tengono idee chiare e la cultura per illustrarle e portarle avanti. Hanno bisogno di essere ascoltati, di essere presi sul serio, di avere spazio nelle istituzioni”.

“A tutti loro (anche a quelli che verranno), dico bravi – aggiunge -, ma anche state attenti che siete solo all’inizio. Non mollate, non vi fate omologare dagli adulti, non scendete a compromessi su onestà, fratellanza, aiuto ai più deboli, ma portate avanti i vostri ideali, senza remore. Sono tutti, ragazze e ragazzi, determinati e preparati. La loro inesperienza politica è superata da come approcciano i problemi: studio, capacità di analisi, senso della realtà. Sono giovani abituati a ragionare con questi parametri: lo fanno già nei banchi degli atenei. Li seguo da tempo e all’inizio ho cercato qualche sbavatura, sorpreso che potessero essere veri. Invece hanno dimostrato concretezza, capacità di rimboccarsi le maniche ed esserci quando serviva. Per esempio con le “panchine della solidarietà” che hanno attivato durante il Covid-19: un pensiero per gli ultimi, per chi aveva bisogno. L’hanno fatto autotassandosi, eppure qualcuno ha avuto da ridire. Sono sicuro che tra i quasi duecento iscritti attuali ci saranno giovani che lasceranno, ma si avvicineranno molti di più. L’importante è non creare un recinto, perché possa entrare chi lo desideri: chi ha paura di essere conformato dagli adulti, chi crede che tanto non serve a niente, chi magari ha altre idee o milita in altre coalizioni…”.

“Dovranno essere – suggerisce ancora Sgrò – un punto di aggregazione e perseguire un‘idea sopra e oltre ogni cosa: rendere sempre più bella e vivibile la nostra città. Solo così sconfiggeranno i seminatori di odio le malelingue, quelli che pensano che l’avversario politico sia un nemico da abbattere a tutti i costi anche quando propone cose interessanti. Giovani, diffidate dagli affabulati, dai pifferai magici ed evitate di volervi sentire adulti a tutti i costi, perché grazie alla vostra giovane età potrete tirare fuori idee nuove e stravolgenti. Osate, tanto non avete nulla da perdere, siete giovani. Ai genitori, agli adulti a chi ama veramente Viareggio dico sosteniamo questi giovani. Facciamolo, al di là delle nostre idee politiche, perché sono la risorsa migliore che la città possa esprimere. Aiutiamoli parlando di loro e con loro. Prendiamoli sul serio perché sono più bravi e migliori di noi. Sono i nostri figli o nipoti che hanno avuto il coraggio di tirare fuori il vero carattere viareggino e di decidere che il loro futuro lo vogliono scegliere loro”.

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