Porto di Viareggio, le sfide di Europa Verde su emissioni, viabilità e rifiuti

La lista ambientalista sostiene la candidatura a sindaco di Giorgio Del Ghingaro e dice la sua sull'infrastruttura

Il porto di Viareggio rappresenta una grande opportunità per lo sviluppo della città; di questo ne siamo sicuramente consapevoli tutti. Ma potrebbe inevitabilmente avere anche impatti significativi sul patrimonio ambientale della città e sulle risorse naturali presenti”. Così Europa Verde, lista ambientalista che sostiene la candidatura di Giorgio Del Ghingaro alle prossime comunali.

“A titolo esemplificativo, esaminiamo alcuni aspetti di questi possibili impatti – si legge in una nota – Il primo è costituito dalle emissioni dei motori dei natanti, e forse anche delle navi da crociera che potranno attraccare alle nuove banchine, che attualmente utilizzano ancora carburanti derivati dal petrolio (Atz, olio minerale, gasolio, ecc.). Le normative comunitarie promuovono la sostituzione di tali combustibili con altri meno inquinanti (in una fase transitoria il metano , possibilmente in forma liquida come Gnl (Gas naturale liquido) e successivamente sostituendo i motori a combustione interna con motori elettrici o alimentati ad idrogeno. Quindi, presumibilmente, arriveranno imbarcazioni che, sempre più numerose, avranno bisogno di Gnl. Tuttavia, ad oggi, non esiste alcuna previsione per la realizzazione di un distributore in grado di fornire questo combustibile. Eppure Viareggio è una delle poche realtà che sarebbe in grado di fornire persino biometano in forma liquida, purificando il biogas che si ottiene nel digestore anaerobico del depuratore  Basterebbe quindi non solo prevedere uno stoccaggio nel porto di Gnl ma anche poterlo alimentare con biometano ottenuto dai rifiuti organici da raccolta differenziata”.

“Ed è proprio la gestione dei rifiuti il secondo aspetto – prosegue Europa Verde – Ogni imbarcazione produce rifiuti speciali come, ad esempio, acqua di sentina. Poi le imbarcazioni che trasportano persone producono rifiuti comunque paragonabili a quelli domestici, tra i quali prevalgono i rifiuti organici da scarti di cucina. A questi si aggiungeranno sicuramente gli scarti della lavorazione del pescato prodotti dai mercati ittici. Una corretta gestione di tutti questi rifiuti, oltre a rappresentare una concreta tutela ambientale, può costituire una grande opportunità occupazione per l’indotto del porto di Viareggio. È evidente che tale gestione è possibile e può integrarsi pienamente con quella cittadina”.

“Un terzo aspetto è costituito dall’uso delle acque all’interno dell’area portuale – specifica Europa Verde – Le imbarcazioni hanno bisogno di acqua, la loro manutenzione ha bisogno di acqua. Ma non necessariamente dello stesso tipo di acqua. Oggi, purtroppo, si utilizza acqua potabile anche per operazioni di lavaggio, mentre si potrebbe utilizzare tranquillamente l’acqua depurata proveniente dal depuratore comunale. Nel 2002 fu finanziata e realizzata una sezione del depuratore che , avvalendosi delle innovative tecnologie basate sulle membrane di ultrafiltrazione, produce annualmente oltre 2 milioni di metri cubi di acqua riutilizzabile. Già il piano regolatore del porto prevedeva l’obbligo di realizzare un acquedotto duale per portare questa acqua alle imbarcazioni, opera che purtroppo non è stata mai completata, pur esistendo già diversi tronconi della stessa. È evidente quindi che un futuro portuale ambientalmente compatibile non può prescindere dalla realizzazione di questa fondamentale opera. Così come non si può prescindere da un corretto trattamento dei reflui e dei rifiuti liquidi, che inevitabilmente si producono nelle attività portuali”.

“Un ultimo ma non meno importante aspetto è poi la viabilità di accesso all’area portuale – dice la lista ambientalista – È anche questo, a nostro parere, il senso di uno studio di verifica ambientale per queste opere, che deve sempre partire dalla verifica se l’opzione zero, cioè non realizzare nuove opere, non sia quella migliore. Noi riteniamo che sia i cittadini viareggini che gli utenti dell’area portuale siano oramai maturi per un modo diverso di muoversi in città e nel porto, anche prevedendo drastiche riduzioni dei flussi veicolari e forti incrementi di percorsi ciclabili, pedonali o comunque sottratti all’uso delle auto. È su questo fronte che dobbiamo sentirci impegnati tutti, perchè su questo fronte si determina un importante aspetto del futuro della città”.

“Ed è questa la sfida – conclude – che Europa Verde si sente di affrontare, insieme alle altre forze che sostengono la candidatura di Del Ghingaro“.

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