Settantasei anni dalla strage, in tanti a Sant’Anna di Stazzema per ricordare le vittime foto

Il 12 agosto del 1944, per mano dei tedeschi, furono trucidate oltre 500 persone tra cui donne e bambini.

“Si possono leggere i libri ma bisogna venire qui, a Sant’Anna di Stazzema, per comprendere fino in fondo cosa sia stata l’assurdità e la ferocia”. Cita il presidente emerito Giorgio Napolitano il ministro per gli affari europei, Vincenzo Amendola, nella sua orazione ufficiale in occasione del 76esimo anniversario della strage a Sant’Anna di Stazzema. Ricorda la visita che l’allora presidente della Repubblica fece con l’omologo tedesco Joachim Gauck a Sant’Anna, il 24 marzo 2013.

Una cerimonia commovente e sentita, come sempre, quella che si è svolta stamani (12 agosto) a Sant’Anna di Stazzema per la commemorazione dell’eccidio nazifascista del 12 agosto 1944. Insieme al ministro Amendola, a rappresentare il governo, c’era il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, candidato alla presidenza della Regione Toscana, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, ed altre rappresentanti delle istituzioni. Erano presenti, oltre alle altre autorità della Provincia di Lucca, anche i tre candidati nella lista regionale del Pd, scelti dalla Versilia: Claudia Dinelli, Simone Leo, Gisa Mazza. 

“Lo spirito della visita era la riconciliazione. Se la memoria è intatta è merito della comunità di Stazzema. Enrico Pieri ed Enio Mancini sono straordinari esempi di umanità, come è stato riconosciuto anche dalla Repubblica Federale di Germania che ha conferito loro l’onorificenza di Cavalieri al Merito”. Il ministro Amendola ha ribadito la centralità dei luoghi di memoria come pilastro per la costruzione dell’Europa. “Il fondamento dell’Unione Europea è nei luoghi come Sant’Anna di Stazzema, che hanno visto la tragedia dei nazionalismi, dell’uomo contro l’uomo. L’Ue trova origine qui. Solo chi ha conosciuto la guerra riesce a non adoperare un linguaggio di contrapposizione, che non è politica ma imbarbarimento. Bisogna non farsi attrarre da una narrazione idealizzata del passato. L’Ue è l’antidoto al ritorno dei muri, del fanatismo nazionalista. Essere qui, come disse Napolitano, non è una liturgia ma un impegno per quello che dovremo fare ogni giorno per l’Italia e per l’Europa”.

Amendola ha ribadito che il contrasto alle guerre e quello alle divisioni “sono i fondamenti dell’alleanza sulla quale lavoriamo oggi per renderla più forte e più legata ai desideri dei cittadini”. Secondo il ministro, celebrare quanto avvenuto a Sant’Anna di Stazzema “non è solo memoria, ma un impegno per quello che va fatto ogni giorno”. Uno spirito, ha evidenziato, “che non deve cedere alla dimenticanza di questi brutali atti di violenza dell’uomo sull’uomo”.

Si scaglia contro l’avanzare del fascismo nella nostra società il sindaco di Stazzema Maurizio Verona. Una battaglia iniziata già due anni fa con l’istituzione dell’Anagrafe antifascista del Comune di Stazzema, proseguita sul terreno della memoria ogni giorno e proiettata in avanti con una nuova proposta. “Raccoglieremo le firme per avanzare una proposta di legge popolare contro la propaganda fascista”, ha detto il sindaco. “Ormai ovunque vediamo gadget che richiamano il fascismo. Negli stadi, nei palazzetti dello sport, nelle strade, sui muri vediamo svastiche e simboli neonazisti. Così come nel linguaggio e nei toni. Per troppi anni abbiamo sottovalutato. Passa anche il messaggio che il fascismo ha fatto anche cose buone: chi sostiene questo non ha studiato la storia ed è complice delle ideologie criminali. L’assuefazione e l’indifferenza a certi comportamenti sono le cose peggiori”.

Nel Comitato promotore per la proposta di legge popolare, per la quale serviranno 50mila firme per essere presentata, fanno parte diverse personalità. “Hanno dato la loro adesione Bruno Possenti dell’Anpi Nazionale; il nipote di Ferruccio Parri, Ferruccio Parri (è omonimo), il figlio di Aldo Cervi Adelmo; Silvia Calamandrei, nipote di Piero Calamandrei, giovani e altre personalità. Enrico Pieri, presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, con grande emozione, ha ringraziato tutti i presenti per aver onorato i martiri di Sant’Anna di Stazzema invitando tutte le istituzioni a mantenere alta l’attenzione per la memoria e a proseguire l’impegno verso Sant’Anna di Stazzema.

“L’eccidio Sant’Anna di Stazzema – ha commentato il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini – è stato uno dei peggiori massacri che abbiano colpito l’Italia prima della Liberazione del 25 aprile. Dovremmo studiare un po’ di più la storia di quel periodo con le atrocità accadute per mano dei nazifascisti: forse alcune persone sarebbero meno superficiali nel vaneggiare recuperi incoscienti del passato e saremmo un po’ più orgogliosi della nuova strada che il nostro Paese ha deciso di prendere dopo la Seconda guerra mondiale”.

“Morirono in 560, donne vecchi e bambini, travolti dalla barbarie nazifascista – scrive sui social l’assessore Valeria Giglioli – Oggi ho avuto l’onore di rappresentare il Comune di Lucca alle celebrazioni per il 76esimo anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema. La memoria di chi ha dato la vita per la libertà è radice della nostra Costituzione e della nostra comunità nazionale. Oggi più che mai abbiamo tutti bisogno di ricordare quello che è stato. Perché non possa più essere”.

In occasione dell’anniversario della strage di Sant’Anna un pensiero arriva anche dal capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci: ”Settantasei anni da una strage indicibile, che qui, nella provincia di Lucca, non potrà mai essere dimenticata. Furono uccise 560 persone, una ferita che non potrà mai essere riassorbita. Ed ogni anno, ogni 12 agosto, ripetiamo la stessa preghiera: mai più”.

“A Sant’Anna di Stazzema per non dimenticare – ha commentato il presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini – A Sant’Anna di Stazzema perché presente e futuro siano di libertà. Per tutti”.

“Mi sono commosso” afferma Alberto Veronesi, candidato al consiglio regionale nel collegio Lucca – Versilia nelle liste del Pd e presente alla manifestazione, “incrociando lo sguardo di Enrico Pieri, uno dei due superstiti dell’eccidio (insieme ad Enio Mancini), che sono la memoria vivente di uno dei più orrendi crimini nazi fascisti che la storia ricordi”.

Una mattinata che però ha sollevato anche qualche polemica: dopo le vicende dei giorni scorsi, che hanno visto Veronesi al centro di polemiche a seguito della sua protesta contro il comizio di Matteo Salvini e Susanna Ceccardi in centro a Viareggio, aveva invitato la candidata della Lega a salire con lui a Stazzema: lei non ha risposto alla lettera ma, a sorpresa, si è presentata.

“Quando un avversario politico riconosce le tue ragioni, devi essere soddisfatto, soprattutto su un tema importante come questo”. “Sono contento che Susanna Ceccardi sia venuta. Anche se…” – aggiunge Veronesi “nessuno ha in tasca ‘l’antifascistometro’ in grado di misurare il tasso di lealtà ai valori della nostra Costituzione”. Veronesi richiama le parole del presidente della Repubblica Mattarella, affermando “non va dimenticato che quanti sottovalutano la violenza, alla fine se ne rendono complici”. E conclude: “Nei prossimi giorni saremo vigili nel verificare se certe dichiarazioni troveranno riscontro nei comportamenti oppure se si tratta solo di boutade elettorale”. 

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