Il pittore versiliese Carlo Carli dona un quadro alla chiesa di Santa Maria Incoronata a Milano

Racconta la sofferenza della città durante il Covid-19

Si svolgerà venerdì (2 ottobre) la cerimonia di donazione da parte del pittore versiliese Carlo Carli alla parrocchia di Santa Maria Incoronata di Milano, la seconda per importanza del capoluogo milanese, dell’opera Sofferenza a Milano.

La chiesa collocata nella centralissima via Garibaldi è tra le più affascinanti del capoluogo lombardo con la sua caratteristica doppia facciata che ne fanno un capolavoro del ‘400 italiano. “Milano – commenta Carlo Carli – è stato uno dei luoghi simbolo della sofferenza italiana: la città che non si ferma mai, ha dovuto farlo per un nemico invisibile che ha seminato morte, paura, timore per il futuro che ad un certo punto è divenuto intellegibile. Da qui la volontà di ritrarla e coglierla in questo momento terribile della nostra storia. Milano diventa il simbolo della sofferenza”.

L’opera è realizzata con tecnica mista grafica, digitale, pastelli a cera su tela e fa parte di un più ampio ciclo che il pittore versiliese ha dedicato al tema della pandemia che ha colpito il mondo a partire dai primi giorni del 2020 e che ha sconvolto la vita di milioni di persone con centinaia di migliaia di morti e che ancora condiziona il nostro vivere quotidiano, le nostre abitudini, gli spostamenti, i normali gesti di saluto fino all’arte, al lavoro e ogni ambito della nostra esistenza: “Il lockdown ci ha costretti in casa, obbligato all’uso di guanti e mascherine, e i luoghi della socialità si sono trasformati in spazi deserti di riflessione”, dice l’autore.

Tra le tante immagini resta impressa quella di Papa Francesco in una desolata piazza San Pietro da cui ha lanciato un disperato messaggio di speranza all’umanità. Carlo Carli lancia un medesimo messaggio di disperazione rappresentando un’altra piazza, piazza Duomo a Milano, simbolo della cristianità, ma anche della socialità della operosa Milano, deserta, in cui colloca il Cristo tratto dalla Deposizione (1602 – 1603) del milanese Caravaggio conservata nella Pinacoteca Vaticana.

Sullo sfondo la piazza abbandonata e a fianco due figure femminili con mascherina che sono ormai oggetti della nostra nuova normalità. L’opera vuole rendere omaggio e memoria alle vittime del Covid 19 con una vicenda che rappresenta il tempo del virus, nei giorni più difficili, metà marzo (l’opera è datata 15 marzo), quelli in cui non si poteva intravedere un futuro, nei giorni della massima disperazione, quando dalla Lombardia i contagi crescevano senza sosta e le vittime aumentavano. I testi critici sono della dottoressa Claudia Baldi.

Nel periodo della pandemia Carlo Carli ha realizzato un ciclo di quadri che hanno provato a raccontare la pandemia per immagini, una delle quali è la Madonna del Sole, che nel ‘600 salvò Pietrasanta dalla peste e a cui vennero mandati omaggi anche da Milano: “Lo scoprimento in piena pandemia della Madonna lega due periodi drammatici della nostra storia che anche da non credenti non si può non cogliere, rimanendone affascinati”, dice il pittore.

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