Il pasto a scuola a Massarosa? Si porta da casa, nello zaino. La lamentela di una mamma

Il post denuncia sui social: "Un bel peso nello zaino, fatto di borraccia, borsa termica, posate, tovaglietta e thermos... oltre ai libri"

Il pasto a scuola? Da casa. Succede a Massarosa, dove il Comune, come noto, è in dissesto. Le lamentele da parte di alcuni genitori non sono mancate. Ed è soprattutto una mamma, Giada Malfatti, a “denunciare” pubblicamente, sui social, la vicenda che la riguarda in prima persona, avendo una bimba che frequenta la scuola di infanzia a Stiava.

Un bel peso fatto di borraccia, borsa termica, posate, tovaglietta e thermos con all’interno il “pranzo” che la mamma prepara con più attenzione possibile e a regola dovrebbe rimanere caldo per 4/5 ore prima di esser consumato – spiega in un post dove ha taggato anche il sindaco Alberto Coluccini – Pranzo, nello zaino, al quale, ovviamente, si aggiungono cose di routine: dal cambio completo, al gel disinfettante, e quanto serve ad una bambina che frequenta l’asilo”.

“Stamani mia figlia mi sembrava più un asinello”, aggiunge ironicamente sostenendo anche che “un Comune che non mette come priorità i bambini, non può ritenersi sensibile, giusto… e normale. Ai nostri figli, pranzo freddo e pesi sproporzionati, mentre chi prende queste decisioni, scommetto che il pasto caldo a pranzo lo pretende. Sono senza parole”.

“E così ieri sera il glorioso servizio mensa del Comune è stato definitivamente distrutto”. Sull’argomento pasti interviene Adolfo Del Soldato, ex amministratore nella precedente giunta targata Franco Mungai e attuale consigliere dell’opposizione: “Non più un servizio a domanda individuale, i cui costi sono in parte sostenuti dalla collettività – spiega il politico – ma un servizio in concessione che deve pareggiare entrate e uscite: se la matematica non è un’opinione si mangerà di meno, si pagherà di più, a meno di giochi di prestigio che non sono chiari nella grossolana delibera del consiglio comunale. Naturalmente “c’è il dissesto”: ci sarà fino in fondo, è stato fatto come alibi perfetto per ogni atto di demolizione del Comune”.

“Fino a quando? – si chiede Del Soldato – difficile dire, la maggioranza per adesso c’è anche se si regge su un solo voto. Di chi lo sappiamo: di un consigliere che faccia ciò che vuole ma ci risparmi inaccettabili prese di giro. La presa di giro che siederebbe all’opposizione e la presa di giro che sarebbe sensibile agli ultimi. Quando il primo bambino sarà messo in un angolo perché i genitori non hanno pagato (si è votato contro anche su garanzie minime su questo), la tronfia ipocrisia delle parole vuote farà particolarmente schifo”.

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