Piazza Shelley offlimits a Viareggio, Confesercenti: “Servono controlli non chiusure”

La presidente Esmeralda Giampaoli: "Non possiamo pensare di risolvere il problema con il coprifuoco se non accompagnato da un presidio del territorio"

Sul coprifuoco in piazza Shelley a Viareggio, dopo l’ordinanza di ieri a firma del sindaco Giorgio Del Ghingaro, interviene Confesercenti che critica il provvedimento del Comune.

La questione sanitaria deve rimanere al primo posto, è quindi giusto intervenire per limitare fino addirittura ad azzerare gli assembramenti, ma attraverso controlli da parte delle forze dell’ordine, perché altrimenti le così dette zone rosse non hanno alcun senso se non quello di mettere nel mirino le attività economiche che in questi mesi si sono impegnate soprattutto economicamente nel rispetto delle regole e dei protocolli”.

E’ la presidente di Confesercenti Versilia Esmeralda Giampaoli ad intervenire sulle chiusure che i Comuni stanno mettendo in campo per arginare la seconda ondata del coronavirus. “Gli assembramenti, soprattutto in assenza di dispositivi di protezione, vanno combattuti con tutti i mezzi – insiste la presidente -. Ma non possiamo pensare di risolvere il problema con il coprifuoco se non accompagnato da un presidio del territorio. I locali stanno già applicando in maniera rigida, e con evidenti danni economici, le norme del nuovo Dpcm. Sacrifici che forse per alcuni non serviranno nemmeno a scongiurare la chiusura definitiva se il governo non interverrà con nuovi sostegni concreti e immediati. Ecco dunque che occorre il presidio del territorio per impedire forme di così detta malamovida che non possono essere in maniera troppo semplicistica collegate alla condotta dei titolari dei locali”. La conclusione di Esmeralda Giampaoli. “Ovviamente su qualche collega non rispetta i protocolli, giusto che sia sanzionato. Ma occorre un presidio del territorio capillare che siamo convinti la sola polizia municipale non può svolgere. Un presidio che consenta a chi può svolgere il proprio lavoro in sicurezza e nel rispetto di tutte le normative di andare avanti. O almeno di provarci”.

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