Pandemia, Annale (Pci): “Se qualcosa è stato fatto è davvero troppo poco”

L'esponente politico: "La città ha bisogno anche di lavoro e di cultura"

La pandemia imperversa e le misure invocate per contenerla si susseguono a ritmo vertiginoso, come lo stesso contagio.

Sorprende la sorpresa con cui la recrudescenza coglie la politica, come se non ci fosse stato tempo per pensare, per riflettere per organizzare. Pur nella complessità degli eventi, nelle piaghe prodotte da anni di politiche colpevoli e nella complessità degli interessi da contemperare è certo che avremmo dovuto essere pronti con una pianificazione decisamente migliore. Ciò a tutti i livelli, ciascuno con le proprie prerogative e le proprie responsabilità”, commenta Paolo Annale della segreteria del Pc di Viareggio.

A livello di Viareggio spetta dunque all’amministrazione rispondere di quanto sia stato fatto in ambito sanitario per far fronte a questa prevedibile recrudescenza – prosegue Annale – Ci saremmo aspettati che il sindaco, anche per il suo ruolo di presidente della conferenza dei sindaci della Asl, si fosse adoperato perché l’azienda sanitaria avesse dato corso all’avvio di nuove politiche per favorire il potenziamento del dipartimento di prevenzione, avesse dato impulso alla riorganizzazione delle medicina di comunità e avesse garantito all’ospedale Versilia, che versa oggi già in grave affanno, l’attenzione necessaria per consentire una gestione più appropriata dell’epidemia. Questo anche nel dovuto rispetto dei lavoratori della sanità che stanno per tornare, loro malgrado, ad essere santi, eroi e …. navigatori seppure di un mare quanto mai tempestoso”.

“Se qualcosa è stato fatto è davvero troppo poco – conclude -: Ma la città, proprio in virtù della pandemia e oltre questa, ha bisogno di molto altro, come ad esempio di lavoro e di cultura. Cosa ha intenzione di fare dunque questa amministrazione? Certo per quanto riguarda la cultura e i suoi luoghi le cose vanno a gonfie vele, stante il recente decreto che chiude ancora una volta cinema e teatri; e così per magia problemi annosi spariscono. La pandemia, alla quale occorre dare tutta l’attenzione  e il rispetto che il caso richiede, porterà dolori e miseria, soprattutto per le fasce più deboli e più povere, ma non riuscirà a fiaccare né il nostro impegno per i loro diritti né l’attenzione verso l’operato dell’amministrazione, il cui programma è troppo lontano dai reali bisogni della città e dalla nostra idea di sviluppo”.

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