Coluccini ‘salvo’ dalla sfiducia per un voto, l’opposizione: “Maggioranza non c’è più”

Del Soldato, Gilardetti e Giannini puntano il dito sulla situazione politica a Massarosa

“Il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini rimane in carica solo per il voto che ha dato a se stesso e per il voto di un consigliere eletto all’opposizione, il candidato a sindaco Vasco Merciadri”.

Lo affermano Adolfo Del Soldato, del Pd, Leonardo Gilardetti di Sinistra Comune e Raffaello Giannini di Noi per Massarosa dopo il voto sulle mozioni di sfiducia finito 9 a 8 a favore del sindaco. Voto che secondo i consiglieri ha certificato che” la maggioranza uscita solo un’anno fa dalle urne non esiste più”.

“Il voto di Merciadri – spiegano – si aggiunge sistematicamente alla destra, senza dare conto di valutazioni e prospettive politiche ma piuttosto facendo ogni volta scena muta in consiglio comunale. Anzi Merciadri, senza nemmeno provare un briciolo di vergogna, continua a sostenere con incredibile impudenza di sedere all’opposizione. Delle due l’una: se Merciadri siede all’opposizione Coluccini è in minoranza e farebbe bene a dimettersi prendendo atto di non avere i numeri per governare. Ma se Merciadri è organico alla maggioranza, come si deve desumere dagli atti, allora deve lasciare le cariche che spettano all’opposizione a partire dalla presidenza della commissione di controllo e garanzia. O l’una o l’altra”.

“In ogni caso – proseguono gli esponenti politici dell’opposizione –  gli equilibri in consiglio comunale sono mutati. L’amministrazione, che rimane attaccata alle poltrone per un solo voto di scarto, è a guida leghista, un partito della consigliera Elisa Montemagni che porta piena la responsabilità delle misure antisociali che hanno travolto il modello costruito da sei generazioni di massarosesi. Forza Italia non è più rappresenta. Rivive a Massarosa una grottesca riproposizione in miniatura dell’esperienza gialloverde rovinosamente naufragata al governo del Paese”.

“In tutto questo – concludono – anche la giunta è a pezzi, con un assessore in meno e quelli in carica debolissimi, con deleghe fondamentali non assegnate.  L’assenza di un assessore all’istruzione è una vergogna considerata l’emergenza che vive il paese, ma non meno grave la mancanza di deleghe all’urbanistica, alle società partecipate e alle attività produttive.  Il comune è allo sbando, senza autorevolezza e una visione del nostro territorio. La giunta Coluccini non ha più niente da dire e quasi tutti lo hanno capito: ma l’agonia che si trascina può fare solo danni dopo un anno e mezzo che non potrà essere dimenticato”.

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