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Plasma iperimmune, anche l’ospedale Versilia aderisce alla ricerca

L'appello a donare il sangue. La dottoressa Maria Silvia Raffaelli: "Nel nostro ospedale alcuni pazienti sono già stati trattati con questo plasma"

Plasma iperimmune. Anche l’ospedale Versilia aderisce alla ricerca.

Anche il centro trasfusionale dell’ospedale della Versilia, diretto dalla dottoressa Maria Silvia Raffaelli, ha aderito alla sperimentazione clinica per verificare se la terapia con il plasma di donatori che hanno contratto l’infezione da Covid  e sono guariti, può essere un’arma efficace per il trattamento dei  pazienti critici con polmonite da Sars CoV-2. Il loro plasma, infatti, contiene anticorpi specifici anti Covid-19 cosiddetti neutralizzanti perché agiscono direttamente sul meccanismo di azione del Coronavirus.

“Nel nostro ospedale – sottolinea la dottoressa Raffelli – alcuni pazienti sono già stati trattati con questo plasma. È tutt’ora in corso uno studio, chiamato Tsunami, acronimo di TranSfUsion of coNvalescent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to Sars-CoV2 promosso dall’ Aifa, dal centro nazionale sangue (Cns) e dal centro regionale sangue (Crs) per la valutazione dell’efficacia del plasma iperimmune, non ci sono, però, evidenze scientifiche conclusive sull’efficacia di questa terapia e pertanto essa è da considerarsi sperimentale. E’ importante che i pazienti guariti dal Covid donino il plasma, per coinvolgere il maggior numero di persone abbiamo invitato le associazioni versiliesi a farsi portavoce verso potenziali donatori di plasma iperimmune.  Chi fosse interessato deve contattare il centro trasfusionale, dalle 11 alle 13, al numero 0584-6055275, poiché la prenotazione deve essere effettuata sull’ AgenDona previo colloquio telefonico con un medico”.

“Il plasma iperimmune – continua la responsabile del centro trasfusionale – può essere donato soltanto da persone di sesso maschile o donne nullipare e che non abbiano ricevuto trasfusioni.  Per donare sono richiesti i requisiti standard per le donazioni di plasma più quelli specifici per il Covid-19. Infatti, per la donazione di plasma iperimmune occorre eseguire una visita come potenziale candidato donatore dopo che sono passati almeno 14 giorni dalla documentata guarigione. Di fatto possono donare solo coloro che hanno effettuato un tampone molecolare risultato negativo”.

“Al donatore, al momento della visita, oltre ai test standard, viene eseguito un test  per quantificare il livello di anticorpi anti-Covid. Se il titolo di questi anticorpi è adeguato, la donazione di plasma iperimmune può essere effettuata almeno dopo 28 giorni dall’avvenuta guarigione. Infine – mette in evidenza la dottoressa – la donazione di sangue e di plasma è di fondamentale importanza anche per il mantenimento delle cure tradizionali nei vari reparti ospedalieri. Voglio ricordare che donare sangue è sicuro, si entra all’ospedale attraverso il check-point dove è stato previsto un percorso preferenziale dedicato ai donatori.  Per evitare assembramenti, la sala d’ attesa è stata ricavata nello spazio di fronte al centro trasfusionale, in modo che vengano rispettate   le norme sul distanziamento”.

Un ringraziamento particolare alle associazioni di volontariato del sangue (Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa) e alla comunità islamica versiliese  che, prontamente, all’inizio dell’emergenza, ha fornito una lunga lista di persone diventate poi nuovi donatori. Si consideri che all’inizio della pandemia si è registrato un calo di donazioni, recuperato grazie ai vari appelli egli organi competenti e di tutte le Associazioni del Dono del Sangue presenti sul territorio. Grazie a loro siamo riusciti a comunicare sicurezza ai donatori avendo nuovamente una buona affluenza – conclude -. Un ultimo appello ai donatori di Camaiore e Massarosa che, dopo la chiusura per motivi di sicurezza dei centri di raccolta, hanno dimostrato alcuni timori a recarsi in ospedale. L’ospedale è sicuro perché vengono effettuati ben due controlli, uno all’ingresso principale e uno al centro trasfusionale”.

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