Cava Fornace, Sinistra Civica e Ecologista Versilia: “Cittadini e enti vanno informati e rassicurati, non minacciati”

Rosario Brillante: "I cittadini e i comitati hanno tutto il diritto di chiedere spiegazioni e ricevere risposte"

Cava Fornace,  su quanto asserito ieri (28 novembre) dalla società Programma Ambiente Apuano interviene Sinistra Civica e Ecologista Versilia.

“La società fa molto male a lanciare minacce – scrive Rosario Brillante di Sinistra Civica Ecologista –
Eserciti i suoi diritti e i propri doveri senza mai dimenticare che il territorio è presidiato da cittadini attenti allo stato dell’ambiente e alla loro salute e da sensibilità politiche e amministrative che non possono essere intimoriti, e che esercitano legittimi diritti e competenze”.

Brillante giudica del tutto inopportuno l’annuncio di denunce “per procurato allarme” rivolte da Programma Ambiente Apuano Spa a chi ritiene che quella discarica possa rappresentare un potenziale rischio ambientale e sanitario.

“La società ha affermato che renderà pubbliche in un’apposita sezione in allestimento del sito proprio internet i risultati delle varie analisi che ogni anno effettuano all’interno della discarica . Fa bene a farlo – continua Brillante – colga però l’occasione della trasparenza che si impegna ad adottare anche per informare circa la natura di quei conferimenti di fanghi pari al 10% massimo in peso sul totale che è autorizzata a depositare nella discarica.
Se in merito alla richiesta di immettere il proprio percolato nella rete fognaria l’azienda è libera di avanzare richieste agli enti competenti e a questi che spetta dare le risposte sulla loro legittimità e percorribilità. Gaia garantisce l’idoneità della rete e del sistema di depurazione a ricevere il liquidi della discarica? Lo dica, si impegni e rassicuri i cittadini. E’ questo il punto”.

“I cittadini e i comitati hanno tutto il diritto di chiedere spiegazioni e ricevere risposte sia su questi punti che circa il significato dei dati ufficiali Arpat relativi al triclorometano rilevati nei pozzi 5 e 10 nel monitoraggio che esegue – prosegue ricordando che: “nella richiesta di revisione Aia presentata dal Sindaco di Pietrasanta si legge “ Sul punto occorre rilevare che già nella relazione di monitoraggio Aia 2017 risultava una probabile contaminazione della falda per i parametri di triclorometano, tetracloroetilene e idrocarburi. Le falde acquifere che alimentano il comprensorio e i pozzi di Gaia per le acque ad uso potabile e agricolo, passano sotto e/o comunque in prossimità del sito della discarica, con una sorgente che sgorga direttamente a livello stradale, vicino al piezometro 5, immettendosi nella fossa Fiorentina e riversandosi nel colatore destro e quindi nell’ambiente protetto del Lago di Porta zona Zps. Si trova conferma anche nelle analisi presentate dal gestore e verificate durante ultima commissione di controllo della discarica dove si può leggere che i piezometri 10 e 5 sono oltre la soglia di legge per il triclorometano (cloroformio) con valori di 0.47 e 0.17 (ug/l), tanto che si potrebbe valutare una compromissione dei piezometri visto che tali parametri sono rimasti oltre la soglia di legge anche nei controlli 2018 effettuati da Paa”.

“Possono configurare rischi potenziali per la salute dei cittadini questi dati? – chiede – Non spetta all’azienda dare questa risposta – e tantomeno credo possa definire questi dati frutto di fantasie di qualcuno”.

Brillante ricorda che “se il Comune di Pietrasanta ha presentato, in accordo con i comitati richiesta alla Regione richiesta di riesame della procedura autorizzatoria Aia, anche alla luce dell’assenza del parere obbligatorio spettante al sindaco e se il Comune di Forte dei Marmi delibera un monitoraggio su tutti i pozzi del suo territorio da confine con la discarica fino al mare per verificare lo stato delle acque, più che di “procurato allarme” si tratti della necessità politica e tecnica di dare risposte alla popolazione, tranquillizzare, fornire informazioni corrette”.

“A questo punto – conclude Brillante – sarebbe opportuno che dai sindaci interessati partisse la richiesta alla Regione, presidente e assessore competente, di venire sul territorio a fornire risposte”.

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