Strage di Viareggio, Marco Piagentini: “La richiesta del pg ci sgomenta e ci indigna”

Il presidente del Mondo che Vorrei: "Dopo aver assistito a più di 180 udienze pretendiamo giustizia"

Sono sconcertati i familiari delle vittime della richesta del procuratore generale della Cassazione di annullare le condanne a Mauro Moretti e rinviare il processo alla corte d’appello di Firenze.

“Ci aspettavamo che dalla parte della corazzata dei potenti studi legali, allestita dagli imputati, venissero fuori assurdità al limite dell’immaginabile – commenta oggi (3 dicembre) Marco Piagentini, presidente del Mondo che Vorrei – in questi lunghi anni di frequentazione, ahinoi, delle aule giudiziarie ne avevamo viste e sentite tante. Ci coglie invece di sorpresa, ci sgomenta e ci indigna, l’atteggiamento e la posizione assunta che il Procuratore Generale ha avuto ieri (2 dicembre) in aula durante lo svolgimento della prima udienza del processo di Cassazione”.

Certi che l’agire della Procura Generale sia totalmente svincolato da qualsiasi pressione esterna – prosegue – possiamo pensare che la posizione espressa sia da imputare alla mole di documentazione talmente complessa e articolata che la procura stessa si sia trovata a dover analizzare in un lasso di tempo relativamente breve, tale da rendere inopportuna la richiesta di rinvio a giudizio per Mauro Moretti. Tempo relativamente breve, rispetto all’approfondimento minuzioso e sistematico effettuato dalle precedenti Procure in cui le posizioni e le responsabilità degli imputati, tra cui quelle di Moretti, sono state scandagliate e accertate fino in fondo”. “Auspichiamo, quindi, – conclude Piagentini – che ciò non diventi il pretesto per nascondere quella giustizia che, dopo aver assistito a più di 180 udienze, pretendono le 32 vittime, i familiari e la città di Viareggio da 11anni e mezzo

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