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La satira reo dadaista torna a colpire: falsa notizia su arresti, perquisizioni e sequestro al Varignano

Associazione sovversiva, banda armata e fabbricazione e detenzione di esplosivi i reati inventati. I link alla falsa notizia imperversano sui social

La satira dadaista torna a colpire, anche durante le festività.

A sei anni dal funerale per la morte del personaggio inventato Luca Fani, oggi (28 dicembre) dall’officina Dada Boom di Viareggio si sono inventati un’operazione di polizia, con il supporto della Digos di Lucca, addirittura pubblicando due link che, anche se solo apparentemente, riportano a due note testate nazionali, Repubblica e Nazione, e che parlano dei dettagli di arresti, di perquisizioni, di un latitante in fuga e del  sequestro dell’immobile al Varignano sede, da anni, di mostre dadaiste.

Notizia, ovviamente bufala, che gli stessi hanno spammato sui social, creando scompiglio.

“Per tre di loro sono scattate, anche, le manette e sono stati portati alla casa circondariale di San Giorgio a Lucca in attesa dell’interrogatorio di garanzia – scrivono i reo dadaisti – A tutti gli indagati è contestata l’associazione sovversiva e il concorso. Ai tre arrestati vengono contestati anche i reati di banda armata e fabbricazione e detenzione di esplosivi.  L’operazione ribattezzata Eversione Dada vede al centro i militanti dell’officina d’arte fotografica e contemporanea Dada Boom che ha sede in via Minghetti 12 a Viareggio. Proprio all’interno dello spazio in affitto, che ha ospitato mostre artistiche e conferenze, sono stati trovati diversi chili di polvere pirica sembra appartenente al professor Giacomo Verde scomparso lo scorso 2 maggio. Verde era da tempo monitorato dagli inquirenti per le sue performance artistiche sempre sopra le righe come quelle in cui numerosi televisori venivano sottoposti a distruzione fisica e soprattutto per i video da lui realizzati (S’era tutti sovversivi dedicato all’anarchico Franco Serantini e Solo Limoni dove si schierava con i no global che sfasciarono tutto al G8 di Genova). Il cattivo maestro, Giacomo Verde, aveva la passione per la polvere pirica e molti suoi allievi hanno proseguito a costruire esplosivi. A cosa fossero destinati questi artefatti non è ancora dato di saperlo ma la magistratura, che per il momento ha messo sotto sequestro lo stabile di via Minghetti, ha intenzione di scoprirlo. All’interno dell’Officina è stata ritrovata anche una grossa voragine nel pavimento. Che questo cratere sia stato opera di un’esplosione accidentale o di altro è ancora in fase di accertamento. Chiunque avesse sentito o notato qualcosa in merito è pregato di comunicarlo alle autorità competenti”.

“Tra gli inquirenti  – prosegue l’articolo fake – c’è il massimo riserbo sulle indagini ma secondo alcune fonti alcuni indagati avrebbero già ammesso le proprie responsabilità definendosi Reo – Dada e dichiarando che il movimento artivistico continuerà a splendere ancora piu forte, risorgendo come é risorto il profeta Luca Fani. Alle perquisizioni si sarebbe sottratto un giovane residente al Terminetto L.C., di 42 anni al momento introvabile che avrebbe lasciato l’appartamento in mano ai suoi 15 gatti. Il ricercato era già noto alle cronache perché in passato mise dei lassativi nel brodino caldo servito dalla zia di Duilio ad un concerto di Gino Paoli. Intanto la politica si divide. Ringraziamenti alle forze di polizia per l’operato da esponenti della Lega che ricordano come questi facinorosi siano quelli delle galline insurrezionaliste che lanciarono uova al Capitano. Solidarietà agli arrestati giunge, invece, dal Partito dei Carc. Silenzio dal Pd che non si pronuncia aspettando l’esito delle indagini. Per il momento l’Officina è chiusa e regna lo sconcerto tra i tanti che frequentavano il noto circolo Arci viareggino”.

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