Perini Navi, Fiom Cgil dice no all’ipotesi di accordo

Non piace al sindacato la soluzione proposta al tavolo regionale

Sindacati scettici dopo l’incontro su Perini Navi convocato d’urgenza dall’unità di crisi della Regione Toscana, che ha visto tra l’altro la partecipazione del dottor Tedeschi della presidenza della Regione, l’assessore regionale Baccelli con delega alla infrastrutture, Valerio Fabiani consigliere delegato dell’unità di crisi e l’assessore alle attività produttive Alberici del Comune di Viareggio; per l’azienda erano presenti il presidente e ad Lamberto Tacoli, il consulente del lavoro Meggiorini, l’avvocato Rossi e il dottor Pazzini per la direzione del personale.

“L’incontro – spiega Fiom Cgil – è stato piuttosto teso fin dall’inizio, abbiamo ribadito con forza la nostra contrarietà alla soluzione prospettata, in quanto esclusivamente di tipo finanziario con il rischio evidente di una speculazione sul brand Perini Navi e sulle concessioni demaniali su cui insistono gli immobili di Viareggio, restano inoltre i 30 esuberi dichiarati e non smentiti dall’azienda, tranne per la volontà di non voler creare un contenzioso; tutto questo rappresenta per noi nell’insieme un problema ad oggi insuperabile. Infine, il fatto che ad oggi l’azienda non abbia ancora comunicato in quali aree aziendali siano stati individuati gli esuberi, testimonia che non vi è una idea reale di riorganizzazione, ma il solo obiettivo di ridurre il costo del personale a detrimento di efficienza e capacità organizzative e produttive”.

“L’azienda, per voce dei suoi rappresentanti – si legge ancora nella nota -, ha ribadito poi la necessità della costituzione di una nuova società da mettere a pegno a beneficio del fondo per l’erogazione del prestito di 25,750,000 euro utile al piano di ristrutturazione del debito che dovrà essere presentato in tribunale entro il prossimo 15 gennaio. Nella nuova società, siccome Perini Navi non può ipotecare le concessioni demaniali (sono del demanio e quindi pubbliche), hanno pensato di farcele conferire insieme al brand e agli immobili, unitamente al ramo di impresa delle riparazioni (refit), fatto questo che a noi appare come un tentativo di aggiramento delle norme previste dal codice della navigazione, rispetto al quale siamo assolutamente contrari. In ogni caso, è stato spiegato che già da giorni l’area amministrativa dell’azienda sta lavorando all’ipotesi del concordato liquidatorio. Restiamo quindi in attesa di notizie e della convocazione dei tavoli annunciati per valutare gli sviluppi di una eventuale intesa di garanzia per la prospettiva occupazionale e produttiva della PeriniNavi”.

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