Strage di Viareggio, l’omicidio colposo è prescritto: si torna in Appello

Caduta l'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro

Strage ferroviaria di Viareggio, il processo, per il solo disastro ferroviario,  riparte dal secondo grado.  L’omicidio colposo plurimo è prescritto per tutti gli imputati, e questo ha importato l’annullamento senza rinvio. Caduta l’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro.Le responsabilità per disastro ferroviario dovranno essere  decidese in Appello, anche per riquantificare la pena.

Dopo ore in camera di consiglio, i giudici della quarta sezione penale della Cassazione, chiamati  decidere le sorti del processo per la strage di Viareggio, il disastro ferroviario dove nella notte del 29 giugno 2009  persero la vita 32 persone e un intero quartiere venne distrutto dalle fiamme sprigionate dalla cisterna carica di gpl eslposa dopo il deragliamento del treno merci, hanno letto la sentenza.

In primo e secondo grado l’ex ad di Fs e Rfi, Mauro Moretti, che aveva rinunciato alla prescrizione, era stato condannato a 7 anni di reclusione. Per lui e altri tre imputati, il Pg aveva chiesto un appello bis, e la conferma invece delle pene per gli altri imputati, in tutto circa una trentina.

Da Viareggio Il mondo che vorrei, con i familiari delle vittime, ha seguito su Facebook gli esiti della decisione della suprema corte. “E’ accaduto l’impossibile”, le prime parole a caldo di Daniela Rombi, mamma coraggio che da anni si batte per avere giustizia per la figlia Manuela, morta dopo giorni di sofferenze atroci per le ustioni riportate nella strage ferroviaria –  E’ una sentenza da brividi. Non ci posso ancora credere che sia potuto succedere tutto questo. E’ stato utilizzato un linguaggio complicato anche per gli avvocati. La realtà è diventata fantasia, la cosa più grave è che abbiano tolto l’incidente sul lavoro e questo per una mamma è un dolore grande come quando è morta mia figlia”.

Come spiegato dagli avvocati Tiziano Nicoletti e Enrico Marzaduri, due dei legali dei parenti delle vittime,  in collegamento web da Roma,  l’omicidio colposo è stato dichiarato prescritto a seguito dell’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro. Qundi la suprema corte ha rinviato alla corte d’appello di Firenze che dovrà rivalutare le responsabilità solo per il reato di disastro ferroviario.  “Non è finita quiprecisa l’avvocato Tiziano Nicoletti -. non è tutto da rifare, solo in parte.  Vedremo le motivazioni, per noi la cosa più grave è stato l’annullamento dell’aggravante sulla sicurezza sul lavoro”. “Una decisione che sorprende per la esclusione della aggravante relativa all’infortunio sul lavoro, in relazione all’omicidio colposo, che per l’effetto è prescritto – spiega l’avvocato Riccardo Carloni –  Il processo di rinvio vede comunque coinvolti gli imputati che ricoprivano ruoli di vertice in Ferrovie.  Ora dobbiamo aspettare di leggere la sentenza per capire se il nuovo esame avanti alla corte di appello di Firenze riguarda solo alcuni o tutti i profili di colpa contestati, in relazione al delitto di disastro ferroviario colposo”.

Scene di disperazione e lacrime da parte di alcuni familiari che erano a Roma, difronte alla Cassazione, una volta appresa la sentenza, che arriva a 11 anni di distanza da quella terribile notte di fuoco e morte.

“Siamo amareggiati –  ha spiegato ai microfono di Sky Tg 24 il presidente del Mondo che Vorrei Marco Piagentini, che nella strage ha perso la moglie e due bimbi piccoli, rimanendo lui stesso gravamente ustionato – Dalle carte erano emerse delle responsabilità, oggi con la parola prescrizione si cancella il lavoro per la ricerca di verità e giustizia. Oggi tutta Italia ha perso. Prescrivere l’omicidio colposo plurimo aggravato ha un sapore amaro. Oggi è una giornata di quelle che fanno male. Analizzeremo la sentenza e successivamente diremo qualcosa di più approfondito”.

Soddisfazione, invece, per il legale Carla Manduca, che difendeva Rfi con il professor Alfonso Stile: “Il verdetto della Cassazione – ha detto –  ha fatto giustizia della sentenza della corte di Appello di Firenze che abbiamo da sempre contestato: ora è stata definitivamente esclusa la condanna di Rfi per la strage di Viareggio. E’ anche stato escluso il risarcimento per tutte le 22 associazioni che si erano costituite come parti civile nel processo, mentre i familiari delle vittime sono stati risarciti”.

“E’ stato ridimensionato radicalmente il verdetto della Corte d’Appello di Firenze”, le prime parole a caldo del legale di Mauro Moretti, avvocato Franco Coppi. I giudici ermellini hanno anche confermato le assoluzioni di Giovanni Costa e Giorgio Di Marco, dirigenti di Rfi, già decise in Appello a Firenze.

I commenti politici

“Una strage come quella di Viareggio – scrive su Twitter il senatore del Pd Andrea Marcucci non può restare impunita. Giustizia va fatta”.

Sentenza indegna che fa accaponare la pelle ma che non ci stupisce visto i rapporti che intercorrono tra politica, magistratura e impresa in questo marcio paese è il commento duro di Repubblica Viareggina . Hanno ucciso, di nuovo, i nostri 32 concittadini. Siamo vicini al dolore dei familiari della strage. Ribadiamo la nostra disponibilità a mobilitarsi in ogni forma. Per noi Moretti e banda restano colpevoli a prescindere da questa sentenza faziosa.

“Vergogna. Un vecchio detto dice che le sentenze si rispettano. Questa no – commenta Rifondazione Comunista Versilia – . Non rispettiamo la prescrizione per l’omicidio di 32 persone, bruciate vive dal disastro ferroviario del 29 Giugno 2009, causato dal deragliamento e la rottura di un treno carico di GPL, che si poteva e si doveva evitare. Non rispettiamo l’offesa alla città, ai morti, ai familiari delle vittime, ai lavoratori delle ferrovie, che si vedono negata persino l’aggravante di incidente sul lavoro. Non rispettiamo quell’intreccio di potere economico e convenienze politiche che ha consegnato a Mauro Moretti una brillante carriera ai vertici delle aziende statali negli anni che hanno seguito la strage, e che ha ridotto al silenzio gran parte delle istituzioni del nostro paese. In attesa della pubblicazione del dispositivo e delle motivazioni della sentenza, esprimiamo la nostra massima vicinanza e solidarietà ai familiari delle vittime e a tutta la città di Viareggio. Non finisce qui”.

“Davanti alle scale del Palazzo di Giustizia, rimangono solo il dolore e lo sconcerto di coloro che vedono, a fronte del venir meno dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro, la prescrizione dell’omicidio colposo e, con il rinvio in Appello, l’avvio di un nuovo calvario – scrive in una nota Paolo Annale del partito Comunista di Lucca e Versilia – La Giustizia dopo undici anni non riesce a mettere la parola fine ad una vicenda dai toni agghiaccianti, che ha provocato 32 vittime, un infinito ed incancellabile dolore ai loro parenti, un lutto per l’intera città. Una Città che non ha visto la presenza delle Istituzioni ad attendere la sentenza. Il Pco Federazione Lucca Versilia esprime la propria solidale vicinanza ai parenti delle vittime e si schiera a favore del proseguimento della lotta per la ricerca della verità”.

“Sono totalmente amareggiato per il verdetto sulla strage di Viareggio – commenta il presidente della Regione Eugenio Giani – Ferisce profondamente il fatto che la prescrizione impedisca di rendere giustizia alle famiglie delle 32 vittime e all’intero territorio viareggino, alla lucchesia, alla Toscana tutta, che quella notte fu squarciata dall’esplosione”.

Una sentenza che manca di rispetto alle vittime e ai loro familiari – le parole del vice capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio Regionale Vittorio Fantozzi-  Una sentenza disastrosa come ha commentato Marco Piagentini, sopravvissuto alla strage. Come troppo spesso accade, il rispetto formale della legge non si è accompagnato a un sentimento generale di giustizia. Non è possibile che dopo 11 anni la giustizia italiana debba ancora emettere una sentenza definitiva su una strage di tale dimensioni. Come paese, lo dobbiamo a quelle 32 persone che il disastro del 29 giugno 2009 si è portato via. La prescrizione dell’omicidio colposo, causata dal venir meno dell’aggravante dell’incidente sul lavoro, sarà faticosa da accettare per chi in quel disgraziato giorno ha perso tutto, in alcuni casi anche i propri bambini, e non certo per cause naturali. Oggi è come se avessero perso padri, mogli, figli, amici per la seconda volta”.

“Non è possibile che in Italia stragi come queste restino nell’oblio”, è il rammarico del senatore di Forza Italia Massimo Mallegni – Le sentenze si rispettano ma si deve evidenziare una reale responsabilità di ciò che è accaduto. Pochi minuti fa è uscita la sentenza della cassazione che ha segnato la fine, almeno per il momento, dei fatti del 29 giugno 2009, i quali hanno rubato alla vita 32 persone che, ignare di cosa gli stava accadendo, non hanno avuto la possibilità neppure di reagire. Le sentenze si rispettano, come sempre ho fatto in tutta la mia vita, ma è evidente che in questo momento non sono certamente entusiasta di come è andata a finire. Come accade sempre in questi casi è necessario leggere le motivazioni dei giudici in ultima analisi, tuttavia immagino la disperazione delle famiglie che si sono viste strappare i propri cari e che oggi, giorno in cui speravano di poter mettere la parola fine con un nome e cognome responsabile di ciò che è accaduto, si devono rassegnare ad un non giudizio. La lettura della sentenza ha visto infatti la disperazione dei familiari delle vittime che, increduli, non sono riusciti a trattenere la rabbia e il dolore per quella strage ferroviaria senza precedenti che, ancora oggi, non trova una risoluzione. L’Italia deve riflettere a lungo sulla propria impostazione della giustizia perché non è assolutamente pensabile che nel nostro paese stragi come quella di Viareggio, e molte altre che non hanno avuto una risposta, continuino ad essere abbandonate nell’oblio e che nessuno evidenzi una reale responsabilità di ciò che è accaduto”.

“Per la Cassazione il processo è da rifare e gli omicidi colposi sono prescritti: vergogna – scrive sui social il segretario della Lega Matteo Salvini – . Trentadue morti senza giustizia da troppi anni, un abbraccio alle famiglie e a tutta la comunità viareggina”.

“Questo – ha commentato l’onorevole Umberto Buratti – è un giorno difficile per il Paese e molto doloroso per le famiglie delle vittime della strage di Viareggio. Sono, infatti, cadute -dopo due gradi di giudizio e più di dieci anni di processi- le accuse di omicidio colposo per tutti gli imputati. Sono stati dichiarati prescritti gli omicidi colposi a seguito dell’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro. Una strage come quella di Viareggio non può restare senza colpevoli. Non lo dobbiamo solo alle vittime e ai loro cari ma anche al Paese che non può accettare che lo Stato non sia in grado di accertare colpe e responsabilità.   Sono vicino al dramma che stanno vivendo le famiglie: hanno il diritto di avere giustizia. La strage di Viareggio non può restare impunita”.
“Sono sgomento – ha spiegato il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini – per la ‘prescrizione’, dopo due gradi di giudizio, un risultato profondamente ingiusto, profondamente inadeguato, profondamente lesivo per la coscienza collettiva pensando alle 32 vittime del tremendo incidente, alle loro famiglie, all’intera città di Viareggio. Credo che per la giustizia italiana e per tutti noi questo sia un momento di forte riflessione. Non è possibile infatti arrivare all’indeterminazione alla fine di un percorso processuale che riguarda fatti così gravi. Che l’accertamento delle responsabilità fosse lungo e complesso si sapeva, ma giungere alla prescrizione significa ipotecare un’idea di giustizia come strumento in grado di garantire equilibrio, equità, ricerca della verità. L’esito di oggi è esattamente ciò che non avremmo mai voluto ascoltare o leggere. È un esito che colpisce nel profondo. Che rende ancora più dolorosa quella ferita che dal 2009 resta indelebile nella nostra memoria”.
“Anche oggi – ha invece commentato il presidente della Provincia, Luca Menesini – i familiari delle vittime della strage di Viareggio non hanno avuto le risposte che aspettano dal 2009. Anzi, quel momento si allontana. Va sottolineato che la prescrizione cancella la pena, ma non il reato. In Italia la riforma della giustizia è urgente. Adesso dobbiamo ripartire con il processo bis in Corte di Appello. Nei prossimi giorni, con gli avvocati, approfondiremo ed esamineremo le motivazioni della sentenza di terzo grado. Rimane il fatto che oggi è stato scritto un altro capitolo triste e doloroso di questa già tragica storia. Come Provincia e personalmente sono vicino ai familiari delle vittime”.
“E’ andata male. Molto male. Una sentenza dolorosa ma gli imputati non sono assolti, la Cassazione attribuisce responsabilità, non stabilisce innocenza – afferma Stefano Baccelli – Penso che sia grave quello che è accaduto. Per me è una cosa inaspettata e dolorosa un giudizio di questa natura. Non per entrare nel merito di una sentenza di cui ancora non ci sono le motivazioni, ma la Cassazione in pratica ci dice che non abbiamo fatto in tempo a condannare queste persone, anche se sono responsabili. La Cassazione non li ha assolti nel merito ma ha detto non abbiamo fatto in tempo e questo è un problema serio. Non è un riconoscimento di innocenza. Se da un punto di vista legale è certamente una sconfitta per noi parti civili e una vittoria per i difensori, dal punto di vista morale è sostanzialmente il contrario. Nella sostanza delle cose la Cassazione ci dice anche che se avesse deciso sette anni dopo il disastro, li avrebbe condannati tutti anche per omicidio colposo. Moralmente sono responsabili, magari non avranno condanne di 12-13 anni e non è la stessa cosa, ma le responsabilità sono state attribuite“.

La sentenza della Cassazione è un ulteriore affronto alle vittime e ai loro familiari“. Così la capogruppo della Lega in consiglio regionale Elisa Montemagni commenta l’esito giudiziario relativo alla strage ferroviaria di Viareggio. “Siamo sbalorditi ed indignati. Una decisione che sgomenta, poiché tende a minimizzare la tragedia che si è vissuta nel giugno del 2009, causando 32 morti e drammatici strascichi in tantissimi abitanti della città. Una dolorosa ferita che, ora, si riapre in modo devastante -precisa l’esponente leghista – considerato che si dovrà celebrare un nuovo processo in Corte d’Appello in cui verrà valutato solamente il reato di disastro colposo, mentre sono prescritte tutte le ben più rilevanti accuse di omicidio colposo. Ulteriore beffa l’esclusione da ogni tipo di risarcimento per le tante associazioni che si erano costituite parti civili nel procedimento”. “Solitamente si dice che le sentenze si rispettano, ma sinceramente facciamo molta fatica ad assecondare un verdetto che penalizza enormemente chi ha tragicamente perso un congiunto in quella maledetta notte d’estate. Siamo, dunque – conclude Montemagni – particolarmente vicini ai familiari che, al pari nostro, si attendevano ben altro dai giudici della Suprema Corte; per Viareggio, la Toscana e l’Italia intera, oggi è un giorno di grande mestizia e di riflessione sulla reale equità della Giustizia“.

“Una giornata triste per Viareggio e l’Italia intera. Mi associo allo sdegno dei familiari delle vittime, che oggi hanno subito un ulteriore, drammatico colpo – è il commento dell’onorevole Riccardo Zucconi di FdI-. Con l’annullamento della sentenza della corte di appello e la prescrizione dell’omicidio colposo, la macchina della giustizia ha perso un altro colpo. Sono pronto ad attivarmi fin da subito, congiuntamente anche con altri parlamentari, affinché questa vergogna che si protrae da anni abbia finalmente fine e si ottenga giustizia per le 32 vittime innocenti e per i loro familiari. Solidarietà e vicinanza a tutti coloro che in quella tragica notte hanno visto morire i loro cari”.

“La sentenza della Corte di Cassazione sulla strage di Viareggio è una vergogna”. Non usa mezzi termini la segreteria provinciale della Fiom Cgil: “L’esclusione dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro, che ha portato alla prescrizione del reato di omicidio colposo, è inaccettabile. Siamo profondamente costernati ed indignati. Esprimiamo la nostra più totale solidarietà ai familiari delle vittime. La richiesta di giustizia che ha espresso la città di Viareggio, in tutti questi anni, non è stata appagata”.

“Questa è una sentenza dura da accettare, voglio esprimere a nome mio e del Consiglio regionale della Toscana vicinanza ai familiari delle vittime della Strage di Viareggio perché oggi hanno dovuto sopportare un altro dolore oltre a quello incommensurabile della perdita dei loro affetti”. Così il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, sulla sentenza della Cassazione sulla Strage ferroviaria di Viareggio.

“In questo momento ritengo doveroso che l’istituzione che rappresento si stringa con forza intorno a chi ha visto morire i propri familiari per un disastro che non doveva accadere – prosegue Mazzeo – Non c’è mai stata nella loro lotta quotidiana la volontà di vendetta, ma la battaglia sacrosanta di avere verità e giustizia affinché quello che è accaduto quella notte a Viareggio non ricapiti mai più a nessuno in nessuna stazione ferroviaria del nostro Paese. E’ una battaglia di civiltà che trovo profondamente ingiusto venga cancellata dalla prescrizione perché il dolore e le perdite subite da quelle famiglie non potranno mai essere prescritte”.

“La Cgil, nella vicenda giudiziaria seguita alla strage – commenta Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana -, si è costituita parte civile, perché la tragedia nasce nel mondo del lavoro ed è stata una strage avvenuta in ferrovia, che è anche un luogo di lavoro. Il mancato riconoscimento della violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro ci spaventa perché apre un precedente pericoloso che ci preoccupa molto per la salute e la sicurezza di lavoratori e cittadini, anche in vista di casi giudiziari simili sul fronte della tutela di chi subisce gravi danni e addirittura perde la vita per comportamenti tenuti sui luoghi di lavoro. Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, senza cessare la battaglia per avere giustizia per le vittime e per il mondo del lavoro, che è l’unico modo per costruire una società dove il profitto valga meno delle persone e dove chi sbaglia nelle decisioni in qualche modo ne risponda”.

“Una sentenza che ci lascia sgomenti e che ci rattrista molto. I familiari delle vittime e tutta la città di Viareggio hanno sofferto abbastanza: la strage del 2009 che ha causato 32 vittime non può rimanere senza colpevoli – le parole del segretario Generale Uil Toscana, Annalisa Nocentini -. La Uil Toscana si unisce al dolore delle famiglie e dell’intera città – aggiunge – Le sentenze vanno rispettate, ma non possiamo non sottolineare che a distanza di 11 anni ancora non c’è un responsabile dell’incidente ferroviario. I cittadini chiedono giustizia”.

Sulla sentenza emessa dalla quarta sezione penale della Cassazione nel processo per la strage di Viareggio interviene Massimo Bani, segretario generale Cisl Toscana Nord. “Esprimo sconcerto di fronte a una sentenza che di fatto annulla due gradi di giudizio e esprimo piena vicinanza alle famiglie delle 32 vittime innocenti che hanno perso la vita in quel disastro, e che ad oggi non possono dire di aver di fronte un colpevole – premette il segretario Cisl Toscana Nord -. Ma allo stesso tempo invito alla riflessione in un momento in cui, non conoscendo ancora i dettagli della sentenza, non ci sono gli elementi per poter comprendere fino in fondo le motivazioni della sentenza stessa”. “Non è stato riconosciuto l’infortunio per colpa grave e questo solleva non poche perplessità – sottolinea Bani -. Forse sarebbe il caso di rivedere anche la legislazione italiana su questi temi. Ritengo importante in questa fase darci il tempo per conoscere i dettagli del dispositivo della sentenza, e anche cercare di spingere al massimo in vista dell’appello per le motivazioni per cui è possibile farlo, in modo che la giustizia, che tale è e tale deve essere, continui a fare il suo corso per tutelare quelle famiglie a cui siamo vicini e anche il rispetto e il ricordo di quelle 32 persone che non ci sono più”.

”Quasi 12 anni dopo una tragedia che ha portato via 32 vite, i familiari oggi devono assistere alla parola prescrizione e alla drammatica delusione che porta con sè. E’ un colpo duro, per tutti. Il nostro pensiero va a quei parenti che giorno dopo giorno, udienza dopo udienza, hanno riposto con grande dignità la loro fiducia nella giustizia. A Viareggio c’è stata una strage e una strage non può restare impunita”, commenta invece Simona Bonafè, segretaria del Pd toscano.

“Una giornata triste per Viareggio e l’Italia intera – osserva il deputato di Fdi, Riccardo Zucconi -.  Mi associo allo sdegno dei familiari delle vittime, che oggi hanno subito un ulteriore, drammatico colpo.  Con l’annullamento della sentenza della corte di appello e la prescrizione dell’omicidio colposo, la macchina della giustizia ha perso un altro colpo.  Sono pronto ad attivarmi fin da subito, congiuntamente anche con altri parlamentari, affinché questa vergogna che si protrae da anni abbia finalmente fine e si ottenga giustizia per le 32 vittime innocenti e per i loro familiari. Solidarietà e vicinanza a tutti coloro che in quella tragica notte hanno visto morire i loro cari”.

Come Cgil – afferma il segretario provinciale della Cgil di Lucca Rossano Rossi – siamo indignati. La prima reazione è di dolore e di rabbia. Questa tragedia ha portato via tante vite ed ha colpito tutti noi. Dopo tutto quello che hanno passato i parenti delle vittime e la città di Viareggio, dopo anni di battaglie legali e dopo due sentenze che avevano accertato le responsabilità di questo disastro, questo verdetto suscita solo vergogna”.

La seconda reazione è lo sconcerto, e riguarda anche il mancato riconoscimento dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, nonostante sia stato appurato che le condizioni del treno merci non fossero idonee. Che ci riporta indietro di anni dal punto di vista della regolamentazione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Questa sentenza rappresenta un precedente pericoloso e pesa come un macigno sulla strada ancora assai lunga e complicata verso la sicurezza sul lavoro, ed oltre che per i parenti delle vittime è una grave offesa anche per noi e per tutti i lavoratori – conclude Rossano Rossi – La Cgil comunque non interromperà la sua lotta per un lavoro dignitoso e sicuro, e aspettiamo di avere le motivazioni della sentenza, ma stiamo anche valutando uno sciopero generale”.

 “La strage di Viareggio è senza colpevoli. E’ una sentenza vergognosa. Scriverò al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per manifestare lo sdegno di tutta la nostra comunità – commenta il sindaco di Pietrasanta Alberto Giovannetti -. Questa non è la giustizia che si merita il nostro paese. La strage è avvenuta a Viareggio ma quel treno è transitato in molti scali. Quella notte di morte ha lambito tante vite ignare. Stragi come queste non possono essere liquidate senza colpevoli; non possono restare impunite. Ci sono vittime, ci sono famiglie che continuano a soffrire con grande dignità pretendendo solo quello che in uno stato normale ci si sarebbe aspettato. La giustizia ha dimostrato di non avere coraggio. La politica ha le sue responsabilità. Dodici anni di processo sono un macigno. Con una semplice parola, prescrizione, abbiamo ammazzato due volte le vittime della strage”.

“E’ una sentenza che ci ha lasciato attoniti, un gravissimo colpo, una doccia fredda per i familiari delle 32 vittime innocenti e per le associazioni, enti e sindacati che come parti civili hanno sostenuto questa battaglia di giustizia e verità – è quanto ha dichiarato Laura Mara, avvocata di Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute, sulla sentenza della IV Sezione della corte di Cassazione e di cui si attendono le motivazioni, per avere un quadro più chiaro e preciso – Come pure – ha aggiunto – rappresenta un grave e pericoloso precedente l’annullamento delle statuizioni civili per le 20 associazioni, enti e sindacati, che in questi anni si sono costituite parti civili e che di fatto saranno condannate a pagare le spese processuali. Una beffa, che si aggiunge al danno incommensurabile della perdita di vite umane, perché i soggetti definitivamente estromessi dal processo, con la sentenza di ieri in Cassazione, dovranno restituire i risarcimenti e le provvisionali per il pagamento spese legali già percepiti in base alle sentenze di primo grado, confermate in Appello a Firenze. Questi, fra gli altri, gli effetti devastanti della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha annullato le condanne emesse dalla Corte d’Appello di Firenze contro gli ex amministratori delegati di Ferrovie dello Stato e RFI Mauro Moretti e Michele Mario Elia, rinviandone gli atti alla Corte d’Appello di Firenze. Con l’annullamento, infatti, dell’aggravante dell’incidente sul lavoro, sono scattate le prescrizioni sull’omicidio colposo. “Ciò che ‘rimane in piedi’ è l’accusa di disastro ferroviario -ha dichiarato Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di Medicina Democratica– perchè quello non lo si può proprio “oscurare”, visto che ha incendiato il cielo di Viareggio in quella orrenda notte del 29 giugno 2009, ingoiando la vita di 32 persone, donne, uomini, bambini, un ‘intera strada, la Via Ponchielli e un quartiere, con una ferita che non sarà mai più sanata!” Una sentenza choc che ha azzerato e rimette in discussione quanto pareva acquisito nei precedenti gradi di giudizio, e che ha gettato nello sconforto e in una disperazione profonda i familiari delle 32 vittime, La sentenza della Cassazione di ieri ha quindi definitivamente estromesso dal processo 20 soggetti su 22, defalcando la posizione di Medicina Democratica e dell’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Viareggio con rinvìo per nuovo giudizio alla corte di appello di Firenze, altra sezione, cui demanda la regolamentazione tra le parti delle spese di questo giudizio di legittimità, come recita il dispositivo della sentenza. Noi continueremo a Firenze in corte d’Appello e poi in Cassazione- ha aggiunto Fulvio Aurora– con tutte le nostre forze la battaglia accanto ai familiari di queste 32 vittime innocenti , anche per conto di chi non lo potrà più fare, perchè quanto accaduto ieri alla IV Sezione della Corte di Cassazione non può essere considerata una risposta di giustizia, ma un ulteriore colpo durissimo a chi ha perso in quella notte di terrore i propri congiunti: non ci fermerà questa assurda e incomprensibile decisione che di fatto “estromette” e colpisce le associazioni che si sono costituite parti civili. Una giornata quella di ieri, segnata dal dolore e dallo sconcerto per una sentenza percepita come profondamente ingiusta e incomprensibile, ma che passerà alla memoria per la forza e il coraggio mostrati, ancora una volta, in questi 11 anni di sofferenze, battaglie, speranze e attese dai familiari delle vittime, che impossibilitati a recarsi a Roma per le norme anticovid, hanno partecipato alla diretta Faceboock organizzata da uno straordinario Marco Piagentini, presidente della associazione “Il Mondo che Vorrei”, che nella strage aveva perso la moglie Stefania e due figli di 4 e 2 anni , sopravvissuto con gravissime lacerazioni nel corpo e nell’anima, insieme all’unico figlio Leonardo, all’epoca di 8 anni. Con un coraggio e una volontà encomiabili ha condotto una manifestazione “on line”, durata l’intera mattinata, intensa, struggente e di immensa “civiltà”, a cui hanno preso parte un centinaio di persone, fra familiari di questa ed altre stragi, come la Tyssenkrupp, esponenti dei decine di associazioni e sindacati, attori e registi. In collegamento dall’Equador, (4:30 ora locale) anche la commovente testimonianza di Jessica Elizabeth, che nella strage perse la madre Silva, di soli 36 anni”.

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