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Strage Viareggio: protesta e striscioni del sindacato Usb Asia foto

La sigla sindacale: "La sentenza della cassazione oltraggia le sacre aspettative di giustizia dei familiari"

Giustizia per Viareggio e protesta, ieri (12 gennaio) nelle stazioni di Lucca, Massa, Pisa, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Torre del Lago e Viareggio, organizzata dal sindacato Usb Asia, con striscioni e megafono per denunciare le troppe morti sul lavoro in ferrovia e la sentenza di Viareggio. Contemporaneamente si sono svolti presidi anche a Roma sotto la Cassazione e a Livorno e Bologna.

“La sentenza emessa dalla cassazione sulla strage ferroviaria di Viareggio, che depotenzia l’impianto accusatorio e rinvia ad un nuovo processo di appello, è inaccettabile – spiegano dal sindacato –  Esprimiamo ai familiari delle 32 vittime, all’intera città di Viareggio e ai lavoratori delle ferrovie che da sempre si battono per la sicurezza il massimo della solidarietà. E’ inammissibile questo colpo di spugna sulle precise responsabilità di Mauro Moretti e di tutti i vertici delle ferrovie. In particolar modo, troviamo vergognoso l’annullamento dell’aggravante della violazione sulle norme per la sicurezza sul lavoro associata al reato di omicidio colposo plurimo”.

“E’ sempre più palese – prosegue la sigla sindacale – come mostra anche la recente pandemia, che viviamo in un paese dove i lavoratori non sono tutelati. L’ultima vittima sul lavoro in ferrovia risale solo a pochi giorni prima della scandalosa sentenza di Viareggio ed è un operaio di 55 anni morto a Jesi sui binari. Le politiche neoliberiste fatte di tagli, privatizzazioni, ristrutturazioni e smantellamenti sono la causa di questi omicidi sul lavoro. E’ sempre più palese, inoltre,  come la giustizia di questo paese usi due pesi e due misure. Da una parte facendo fare mesi di carcere, alle volte anche preventivo, a chi lotta contro opere dannose per la salute e l’ambiente come mostra l’accanimento giudiziario verso i No Tav. Dall’altra lasci impuniti o condanni a pene irrisorie i responsabili di stragi come quella di Viareggio che è solo l’ultima di una lunga serie. Le trentadue vittime della strage di Viareggio vanno ad aggiungersi alle tante vittime di stragi di stato o padronali che non hanno avuto giustizia. Dal disastro del Vajont, alla bomba della stazione di Bologna, da Piazza Fontana alla Moby Prince per arrivare ai tantissimi morti sul lavoro in ferrovia, nell’edilizia, in sanità e in mille altri settori”.

“Con questa nostra azione – conlcude Usb Asia ripetuta in varie stazioni ferroviarie, vogliamo ribadire il nostro impegno per rilanciare la lotta per l’introduzione nel codice penale del reato di omicidio nel lavoro. Continueremo, inoltre, a denunciare e contrastare le commistioni tra politica, magistratura e grande padronato. A tal proposito ricordiamo anche che a Viareggio le Ferrovie, grazie ad una sentenza della magistratura, manderanno a breve numerose famiglie in mezzo ad una strada per sgomberare uno stabile che loro avevano lasciato in stato di abbandono e degrado e che è stato recuperato e reso abitabile da chi si è autorganizzato”.

 

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