Gabriele Tomei a Stefano Baccelli: “L’edilizia pubblica va rilanciata”

Il consigliere comunale all'assessore regionale: "Lo invito a parlare con gli assegnatari"

Edilizia popolare: Gabriele Tomei, consigliere comunale a Viareggio,  risponde all’assessore regionale Stefano Baccelli

“Qualche giorno fa l’assessore regionale Stefano Baccelli ha dichiarato che le case popolari ono una roba vecchia – spiega – che poteva andare bene negli ’50 ma che ormai è da superare. Le ha definite dei ghetti moderni ingestibili, privi di qualità dell’abitare e di qualità estetica, buoni solo a consumare suolo. Al loro posto – ha detto l’assessore – dovremmo realizzare nuovi modelli di abitazione condivisa (housing sociale, perché l’inglese fa decisamente più moderno) per giovani coppie, famiglie con disabili o con persone non autosufficienti, anziani  benestanti ma bisognosi di cura, di attenzione, di compagnia, di socialità”.

“Invito l’assessore – prosegue Tomei – a farsi un giro nei quartieri e a farsi qualche chiacchierata con gli assegnatari delle case popolari, come fanno tutti i giorni molti amministratori locali. Potrebbe verificare che i bisogni che affliggono le nostre comunità non sono solamente quelli di inclusione e di socialità. Toccherebbe con mano che la povertà economica è tornata a colpire ampie fasce sociali con una intensità di cui avevamo perso memoria. Si renderebbe conto anche lui che quando ripartiranno gli sfratti e i licenziamenti temporaneamente fermati dallo stato di emergenza, i Comuni toscani si troveranno a fronteggiare una nuova e per certi versi inedita domanda di casa e protezione”.

“L’assessore ha ragione a dire che il patrimonio abitativo pubblico è spesso malconcio e degradato – aggiunge – Ma l’assessore sa bene che questo dipende dal fatto che in questi anni il sistema pubblico non ha fatto tutto quello che avrebbe potuto e dovuto fare. La Regione per prima, che in passato non ha speso i denari impegnati per i piani casa e che più recentemente ha tolto fondi ai progetti di manutenzione straordinaria e li ha reindirizzati all’acquisto sul mercato privato di immobili nuovi invenduti. La soluzione non può essere quella di rottamare l’Erp. In questo momento storico è strategico rilanciare una seria politica pubblica della casa, senza nuovo consumo di suolo, sostenibile e inclusiva. E proprio l’assessore regionale alle infrastrutture può farsene promotore implementando tre misure, finanziabili con i fondi ordinari del bilancio regionale ma soprattutto con quelli straordinari che a breve arriveranno anche in Toscana attraverso il fondo europeo di sviluppo regionale e il fondo sociale europeo 2020-2027, così come grazie al tanto discusso (ma fondamentale) piano nazionale di ripresa e resilienza: un piano per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria degli alloggi Erp, per rendere più sicure e dignitose le case popolari occupate e per consentire l’immediato recupero e disponibilità di quelle (e sono tantissime) attualmente chiuse perché inagibili e bisognose di lavori; un piano di trasformazione e rigenerazione urbana finalizzato alla demolizione dei complessi di edilizia residenziale pubblica più vetusti e degradati e alla ricollocazione degli assegnatari in nuclei insediativi più piccoli e decongestionati (sul modello di quelli che furono i ‘contratti di quartiere’); un piano assunzionale straordinario per dotare gli enti locali (singoli o associati) di operatori socio-educativi (educatori, animatori di comunità, ecc.) in grado di integrare gli interventi di contrasto alla povertà implementati da servizi sociali e centro per l’impiego e accompagnare all’autonomia lavorativo e redditule le persone assegnatarie, in modo che possano liberamente transitare verso abitazioni a libero mercato”

“Sarebbe bello  – conclude – che Baccelli dicesse qualcosa del genere nel prossimo convegno al quale interverrà”.

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