Perini Navi, Fiom Cgil: “Restano esuberi e una prospettiva non chiara per il futuro”

Fiom Cgil: "Manca una ufficialità di cui vorremmo essere esaurientemente informati per comprendere la realtà delle cose"

Rsu Perini Navi, a pochissime ore dall’udienza fallimentare del prossimo 26 gennaio, Fiom Cgil ha avuto la possibilità di un confronto con la direzione aziendale.

“Nel confronto, pur breve – si legge nella nota del gruppo – sono stati confermati i nostri dubbi sulla tenuta nel tempo di un piano di ristrutturazione del debito molto complesso, collocato in una fase di sostanziale fermo produttivo del cantiere che va avanti da quasi un anno. Il piano che attende ad ora il sostegno degli istituti bancari prevede, nel caso il tribunale fallimentare di Lucca lo accogliesse integralmente, la possibilità di utilizzare da subito una parte delle risorse del fondo Bluskye per una ripartenza veloce, diversamente i tempi potrebbero dilatarsi fino all’omologa prevedibilmente a fine marzo o inizio aprile. Questo nello scenario più ottimistico”.

“Viceversa, e la cosa ci lascia particolarmente indisposti, è il permanere di almeno 20 esuberi di cui una buona parte individuati nelle aree della produzione – prosegue il gruppo – numeri tali da mettere in discussione la possibilità, a nostro avviso di poter realizzare i propositi di qualità e puntualità per quanto riguarda le imbarcazioni in costruzione. Durante l’incontro la proprietà ha voluto rappresentare inoltre che le possibili alternative industriali di cui si era parlato e discusso nei giorni scorsi, prevedevano l’ipotesi del concordato, e avrebbero prodotto 50 esuberi e la possibilità della vendita separata dei cantieri, ipotesi ancor peggiore di quella che il fondo dice di voler garantire”.

“Sappiamo nel merito che ci sono state manifestazioni di interesse formali nei confronti del tribunale, ma, ad oggi, a noi manca una ufficialità di cui vorremmo essere esaurientemente informati per comprendere la realtà delle cose – conclude Fiom Cgil- Resta nei fatti una operazione finanziaria che rischia di produrre comunque situazioni di incertezza e possibili speculazioni a breve e medio termine”.

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