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Covid e commercio in crisi, in piazza anche a Viareggio per le riaperture foto

Tra le richieste ristori immediati, moratoria fiscale, cassa integrazione fino al 31 dicembre e passaporto sanitario

Commercio in crisi, per il Covid 19, ed esercenti in piazza anche a Viareggio. La protesta, pacifica, in piazza Nieri e Paolini, difronte al Comune.  Al grido di salute e lavoro possono convivere. dopo un anno di pandemia, con la Toscana ancora in zona arancione, e alcune zone rosse, la rabbia e la disperazione sale a dismisura

Il presidente di Confcommercio di Viareggio, Piero Bertolani, ha innanzi tutto ringraziato tutti i presenti. “Una presenza importante – ha detto  – per testimoniare  la voglia di non arrendersi, ma anche la rabbia per quanto accaduto in questo anno per mano di un governo che poco o nulla ha fatto per aiutare un settore, quello del commercio, del turismo e dei servizi, che è invece un vero e proprio traino dell’economia nazionale”

“Oggi – ha proseguito – siamo qua per chiedere a gran voce che la gestione dell’emergenza cambi, con un rispetto maggiore verso i nostri imprenditori. Gli esempi negativi da fare, per quanto visto quest’anno, sarebbero molti: dai ristori tardivi e del tutto insufficienti, ai ritardi nel pagamento della cassa integrazione, che molti imprenditori hanno scelto di anticipare di persona ai propri dipendenti.  L’elenco è lungo. Fino ad arrivare alle tempistiche del tutto incomprensibili nelle comunicazioni, come accaduto di recente quando la Toscana è tornata arancione il giorno di San Valentino e i ristoratori lo hanno saputo ufficialmente 30 ore prima, quando gli ordini erano ormai stati fatti e le prenotazioni sold out. Ma gli esempi da fare sarebbero tanti”

“Da questa giornata – ha concluso – intendiamo lanciare un segnale forte di rabbia e di protesta, ma anche di unità. L’unità è quella che deve regnare fra gli imprenditori, i loro collaboratori, i fornitori e l’intera filiera che vive e lavora dietro ad un’attività commerciale. Quella che stiamo combattendo non è soltanto la lotta per la sopravvivenza del mondo del commercio, ma di un intero tessuto produttivo, lavorativo e sociale che dietro al commercio e assieme al commercio vive. E che senza il quale crollerà irrimediabilmente”.

Tra le richieste: ristori immediati parametrati alla perdita del fatturato, la riapertura in sicurezza di tutte le attività chiuse, la moratoria fiscale per il 2021, la proroga della cassa integrazione fino al prossimo 31 dicembre, la rimodulazione degli affitti commerciali e il blocco degli sfratti, il taglio del cuneo fiscale, la creazione di un piano di ripartenza, la vaccinazione di tutti gli imprenditori del terziario, il pagamento di tutti i bonus, ristori e indennizzi e il passaporto sanitario europeo per gli spostamenti all’interno dell’unione.

“Negli ultimi dodici mesi, mentre interi comparti del terziario sono stati completamente bloccati (palestre, i cinema, i teatri, le discoteche, il settore degli eventi) o possono lavorare solo a singhiozzo e a regime ridotto (ad esempio, i pubblici esercizi o i negozi di moda), imprese di altri settori sono rimaste ferme solo per poco più di 15 giorni – sulla mobilitazione del terziario che ha visto a Viareggio la sua manifestazione di fronte al Comune, è questa  la posizione di Confesercenti Toscana Nord con il suo responsabile Versilia Daniele Benvenuti – Come se il pericolo di assembramenti e contagi riguardasse esclusivamente le aziende ed i lavoratori del terziario. Lo Stato non può scaricare sulle nostre spalle tutto il peso di una situazione drammatica, come se la diffusione del contagio dipendesse dalla nostra attività. Se così fosse, la pandemia sarebbe già conclusa da tempo, invece i contagi continuano anche quando le nostre aziende sono chiuse. Le nostre attività si svolgono in luoghi controllati e controllabili. Gli imprenditori, a proprie spese, hanno adeguato i propri locali nel pieno rispetto dei protocolli sanitari e non possono più accettare chiusure o limitazioni ormai insostenibili. Non vogliamo che ci siano contrapposizione tra gli aspetti sanitari e quelli economici, tanto è vero che lo slogan di questa manifestazione è stato salviamo le imprese: salute e lavoro possono conviver”. Per quanto riguarda le richieste inserite nel documento consegnato ai prefetti e all’assessore Meciani, si punta tra l’altro ad una riapertura in totale sicurezza nel rispetto dei protocolli, ad una moratoria fiscale, ad un risarcimento per la reale perdita del fatturato e non solo su una sua piccola percentuale, la proroga della cassa integrazione e della moratoria dei mutui e finanziamenti fino al 31 dicembre 2021. Per quanto riguarda il Comune di Viareggio, siamo consapevoli di come i suoi interventi di sostegno siano legati ai contributi del governo centrale ma chiediamo un sforzo come messo in campo l’anno scorso; ad esempio prevedendo la gratuità del suolo pubblico fino a giugno”.

 

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