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Occuparono lo stabile di via Matteotti a Viareggio: tutti assolti foto

I militanti: "La lotta per il diritto all’abitare non può essere processata e in questa città continuerà fino a che tutte e tutti non avranno un tetto sotto il quale stare"

Occuparono lo stabile di via Matteotti a Viareggio: tutti assolti i militanti 

E’ di queste ore la notizia della sentenza del giudice Pezzuti del tribunale di Lucca, che ha assolto tutti gli imputati, difesi dagli avvocati Francesca Trasatti e Filippo Anonini, che erano finiti alla sbarra per aver occupato lo stabile dove, all’epoca, nacquero anche dei bambini.

“Con grande soddisfazione accogliamo la notizia dell’assoluzione – commentano la Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare e Asia Viareggio -, Ancora una volta la volontà repressiva di alcuni Pm coccia contro la sentenza della magistratura giudicante”.

“Ribadiamo – aggiungono –  anche alla luce di questa sentenza di assoluzione, che i problemi di emergenza abitativa si risolvono con politiche sociali coraggiose e adeguate e non come fossero questioni di ordine pubblico. Quanti soldi dei cittadini e quanto tempo, che potrebbero essere dedicato a questioni più serie, viene perso per tenere in piedi processi che non portano a niente e che si concludono sempre allo stesso modo. La lotta per il diritto all’abitare non può essere processata e in questa città continuerà fino a che tutte e tutti non avranno un tetto sotto il quale stare”.

“Salutiamo con gioia ed entusiasmo la notizia dell’assoluzione per tutti i residenti nella palazzina di Via Matteotti, recuperata nel 2014 da sfrattati e senza tetto – commenta Unione Inquilini -. La sentenza del tribunale di Lucca è l’ennesima conferma di ciò che andiamo dicendo ormai da tempo: chi è in stato di necessità e senza un tetto sulla testa, non può essere trattato da criminale perché decide di voler avere una vita dignitosa recuperando immobili pubblici abbandonati, senza togliere diritti a nessuno, ma anzi, facendo anche un favore alla collettività. Dove prima c’erano incuria e abbandono, oggi infatti ci sono famiglie e storie di riscatto”.

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