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Covid nei cantieri navali di Viareggio, Riva (Fiom): “Tamponi a tappeto a tutti i lavoratori”

Il sindacalista: "La mobilità è continua, con il rischio, specie in caso di asintomatici che il virus si sparga ovunque senza lasciare tracce evidenti"

Focolai di Covid in Darsena a Viareggio, nei cantieri navali?

La presenza del virus nelle imprese della cantieristica viareggina non è una novità, ma un problema presente fin dalla comparsa del Coronavirus  – spiega a Lucca in Diretta Nicola Riva della Fiom Cgil –  Ad oggi non abbiamo notizie precise di focolai, ma semmai di episodi che si cerca di circoscrivere quando possibile cantiere per cantiere, attraverso azioni mirate ma sempre più estese da parte della sorveglianza sanitaria con l’Asl che effettua tamponi a un numero sempre crescente di lavoratori”.

Il problema vero – precisa il sindacalista – che è anche il pericolo del contagio, sta proprio dentro il modello Viareggio di costruzione/riparazione delle imbarcazioni. Un modello che prevede una terziarizzazione spinta di quasi tutte le attività produttive, che significa affidare a una moltitudine di aziende il lavoro del cantiere. Aziende che provengono anche da molto lontano, Campania, Sicilia, Liguria,  con al proprio interno lavoratori di ogni etnia che spesso hanno anche problemi a comunicare correttamente in italiano. Queste imprese e coloro che vi lavorano, spesso saltano da un’azienda all’altra quotidianamente, ciò significa che la mobilità tra lavoratori, imprese e cantieri è continua, con il rischio, specie in caso di asintomatici che il Covid si sparga ovunque senza lasciare tracce evidenti”.

“Ci risultano poi dei buchi evidenti per quanto attiene al rispetto dei protocolli, per quanto attiene agli accessi ai cantieri, che ci dicono vengano di frequente evasi – aggiunge Riva con l’utilizzo da parte di più addetti dello stesso tesserino di riconoscimento, piuttosto che per gli ingressi che a volte avvengono in gruppi o di nascosto, fatto sta che questo rende ogni attività di controllo problematica e a quanto ci risulta non sempre c’è collaborazione da parte delle imprese che evidentemente hanno più premura per il lavoro che per la vita delle persone”.

E’ necessario quindi – conclude – che si prosegua con una campagna estesa di test e di tamponi, rivolta a tutti gli operatori (lavoratori coinvolti) diversamente, come già accaduto alcuni mesi fa, si rischia che la situazione sfugga ulteriormente di mano. Anche se a molti imprenditori la cosa non piace, bisogna istituire in ogni azienda le figure dei delegati alla sicurezza dei lavoratori (previsti per legge) ed il loro coordinamento a  livello di cantiere, affinchè si possa fattivamente e andando oltre il solo interesse imprenditoriale a costruire una rete di protezione per i lavoratori, per la salute e la sicurezza nei cantieri. Alla fine ciò potrà solo giovare anche alle aziende”.

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