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Ciclovia alla Lecciona, Belluomini (Rifondazione Comunista): “Cosa insensata”

Il segretario del partito: "Questa area deve essere sempre più tutelata e conservata, trattandosi di riserva naturale"

Sulla ciclovia tirrenica alla Lecciona interviene anche Bruno Belluomini, segretario di Rifondazione Comunista della Versilia.

“Il territorio e l’ambiente non possono essere usati indiscriminatamente, così come si è fatto nel secolo passato e nei primi venti anni del presente. Si sono fatti molti danni e aperto nuove ferite in virtù della poca conoscenza e in virtù di un progresso solo economico e non culturale e socio-sostenibile – afferma -. Le scelte sul territorio non possono essere fatte secondo il pensiero di amministratori, lontani dalle reali esigenze degli amministrati e dalla scarsa conoscenza del territorio storico ambientale”.

L’idea di far passare la ciclovia dalla Lecciona e proseguire fino a Vecchiano – prosegue –  è una cosa completamente insensata frutto di una mente limitata, tesa solo a vedere un aspetto senza capire e considerare i danni irreversibili, che verrebbero creati all’ambiente in generale e alla fauna stanziale e migratoria che hanno fatto di questo piccolo lembo di terra la propria casa. Inoltre questa proposta nasce solo nella clausura del comune di Viareggio, non esiste, o almeno non né siamo a conoscenza, di quale sia l’idea del comune di Vecchiano, del Parco e della Regione”

Il partito della Rifondazione Comunista – precisa il segretario – è sempre più convinto che questa area debba essere sempre più tutelata e conservata, trattandosi sempre più di riserva naturale, che parco. Se veramente vogliamo fare la ciclovia Tirrenica, avvaliamoci dei percorsi già esistenti che hanno solo bisogno di un’adeguata manutenzione. Il viale dei Tigli sembra fatto apposta per adempiere a questo scopo, senza bisogno di arrecare violenza a terreni vergini, pensiamo quindi a risanare questo viale stupendo e i vialetti che né corrono al lato. Questi vialetti versano in condizioni di degrado assoluto e riservano pericolo non solo a ciclisti, ma anche a pedoni o a coloro che li utilizzano per esercizio fisico. In molti tratti del viale l’erba si sta impossessando del manto stradale, in altre il dislivello tra viale e vialetti supera anche i venti centimetri, i fossi laterali non vengono più curati da tempo e il terreno, sia della pineta che dei vialetti, finiscono con l’ostruire lo scolo delle acque meteoriche. Le poche volte che si procede alla manutenzione di questo patrimonio, si interviene con mezzi meccanici obsoleti degni della manutenzione autostradale,  non adatti all’intervento in questi siti delicati, spesso finiscono per urtare e ferire i tigli, tagliano erba muovono terra tritano lattine e cartacce, sconvolgono il natural declivio degli argini dei fossi e nel contempo li riempiono di detriti come fossero discariche, la potatura delle piante viene effettuata in maniera da far rabbrividire un modesto contadino. Le poche panchine rimaste, sembrano fatte per gli gnomi della pineta, vista la poca altezza con cui si elevano dal suolo, ci sono biciclette da mesi legate ai tigli completamente abbandonate, per non parlare dei cestini dei rifiuti completamente assenti. Pensiamo quindi, di dover procedere rapidamente al ripristino e alla salvaguardia di questo viale e dei vialetti, con un progetto che lo veda fruibile nell’arco delle ventiquattro ore nella completa sicurezza, e che si preveda una sorta di illuminazione non invasiva e consona al parco, visto che nel periodo estivo è frequentato anche alla notte da i turisti presenti nei campeggi”.

“Veniamo quindi a chiedere all’amministrazione comunale – conclude Belluomini –  di confrontarsi con la città e non calare dall’alto ipotesi discutibili e scellerate, usiamo, salviamo e rispettiamo quello che i nostri padri e nonni ci hanno lasciato, solo così Viareggio potrà candidarsi a città della cultura”.

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