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Vertenza Sea Ersu, posizioni diverse tra sindacati

Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel Usb: "Il distacco dei lavoratori non è concordato"

Le segreterie territoriali di Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel Usb, con i loro segretari Luca Mannini, Antonio Andreozzi, Filippo Ferrari e Roberto Antoni, esprimono il loro parere sulla vertenza di Sea

“Apprendiamo nostro malgrado e con sommo stupore, che i colleghi di Fp Cgil pedissequamente e quasi quotidianamente, ormai scrivono comunicati per ribadire la loro posizione in merito alla vertenza Sea Ambiente e distcacco non concordato dei lavoratori di Sea Ambiente – spiegano –  Premesso che noi, non abbiamo nulla contro nessuno, nè potrà essere di certo una decisione o un’idea diversa dalla nostra a toglierci il rispetto e la stima per le persone che seppur tra mille difficoltà svolgono un ruolo che di questi tempi è diventato assai arduo. Non vorremmo che passasse il pensiero: che sia una lotta interna tra sindacati”.

Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel Usb spiegano il perchè.

“Ad ottobre 2019 quando Sea Ambiente perse l’appalto di Camaiore – precisano –  i lavoratori non di certo per loro volere non passarono ad Ersu. A gennaio 2021 l’affidamento del servizio è stato dato a RetiAmbiente che controlla le società operative locali,  quindi Ersu e Sea Ambiente. Ad aprile 2021 dopo varie riunioni fatte con l’azienda in cui si parlava di eccedenze del personale è stato deciso in maniera unilaterale ( solo l’azienda ) il distacco temporaneo di 19 lavoratori e la comunicazione è arrivata per pec venerdi 26 marzo, con partenza del distacco dal prossimo 1 aprile”

“Per amore della verità, sgombriamo subito il campo da eventuali equivoci – aggiungono -: tutti i protagonisti di questo ginepraio, il macigno l’hanno ereditato, e non creato. Ora ci viene spontaneo dire: il sindacato ha il rispetto dei suoi interlocutori o viene considerato come un corpo estraneo, che subisce in maniera passiva le decisioni altrui? Perchè i lavoratori ed i loro rappresentanti devono essere così bistrattati? Perchè devono pagare colpe non loro?  Le opzioni erano passaggio dei lavoratori a settembre 2019, in base all’articolo 6 del contratto collettivo nazionale, o in base all’accordo del passaggio di appalto di Camaiore nel lontano 2002, dichiarare lo stato di crisi,  attivare le procedure previste per legge, ed a quel punto erano soggetti al distacco temporaneo gli ultimi arrivati e non i lavoratori che hanno un’anzianità di servizio di 20 anni. Di queste tre ipotesi, invece sono stati utilizzati criteri che hanno scontentato tutti.  Altro punto fondamentale è il protocollo d’intesa firmato a luglio 2015, da Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel con Ato Costa ( all’epoca RetiAmbiente non c’era ) che gli è stato trasmesso a gennaio 2021, dove c’è scritto che i lavoratori non si possono spostare dalla sede di lavoro per almeno 5 anni, salvo richieste volontarie, o motivate esigenze organizzative, concordandone con i sindacati criteri e modalità”.

“Essendo RetiAmbiente il gestore di 100 comuni e 4 province, che controlla 15 aziende( 13+ 2 in salvaguardia ), ed avendo diverse unità locali ( cantieri ), che ne dicono gli amici e compagni della Fp Cgil se un lavoratore venisse spostato di 50 chilometri – proseguono le sigle -, limite imposto dal decreto legislativo 276/2003 che regolamenta i distacchi, oltre il quale bisogna fare un accordo con i sindacati. Vedete qui non è la distanza che intercorre tra la sede della Sea Ambiente e quella di Ersu, non sono i 25 chilometri circa ( andata e ritorno ) che ogni lavoratore deve fare a proprie spese, oltre all’incidenza sulla vita personale, familiare e professionale. Qui c’è in discussione il futuro e l’esistenza di tutti. Il Sindacato è, e sarà in grado, di far rispettare gli accordi sottoscritti? Quando e se verrà fatta la fusione, con la nuova azienda che chiameremo per praticità la terra promessa, avrà come estensione geografica una porzione di territorio che andrà dalla Lunigiana a Viareggio. Sono appena 150 chilometri andata e ritorno, un’inezia, quindi i lavoratori della nuova azienda potranno essere spostati da una sede di lavoro ad un’altra o basterà che disti solamente 50 chilometri?”

“Noi – concludono –  crediamo che il rispetto sia la base delle relazioni interpersonali e sociali, nonchè delle relazioni industriali. Lo pretendiamo e lo vogliamo, e se non ci venisse dato, ce ne faremo una ragione.
Dimostrazione del fatto, che mancano due settimane allo sciopero e forse sarebbe opportuno che anzichè tirare fango addosso a noi qualcuno si attivasse, per un tavolo di confronto, con tutte le parti in causa per addivenire ad una soluzione, giusta e congrua, al torto subito. Siamo pronti e aspettiamo con fiducia, i nostri telefoni sono sempre acccesi. La storia insegna, che non è certo creando divisione e confusione, o magari acredine tra i lavoratori  che si risolvono le vertenze e le problematiche”.

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