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A 101 anni dalle 3 giornate rosse la commemorazione della nascita di Repubblica Viareggina foto

Pescatori, marinai, calafati e donne proclamarono la Repubblica Socialista di Viareggio quel 2 maggio di oltre un secolo fa

Repubblica Viareggina commemora i 101 anni delle tre giornate rosse e la nascita, appunto, della Repubblica Viareggina. 

“Auguriamo a tutte le viareggine e a tutti i viareggini un buon 2 maggio giorno di ricorrenza importante per chi seppe alzare la testa e ribellarsi in quel lontano 1920 – spiegano – Sono passati 101 anni dalle tre giornate rosse e dalla nascita della Repubblica Viareggina che noi ricordiamo con immutato entusiasmo. Abbiamo ricordato questa data appendendo alcuni striscioni con parole d’ordine chiare e precise come: anticapitalismo, femminismo ed ecosocialismo. Contenuti che stavano in quella rivoluzione di oltre un secolo fa e che vide protagonista la nostra città. In più di un secolo questa città ha dovuto affrontare numerose avversità dalle guerre mondiali, all’austerità, dagli omicidi, agli scandali, dalle stragi come quella ferroviaria del 29 giugno, al dissesto, fino alla pandemia ma sempre ha saputo reagire perché le viareggine e i viareggini sanno resistere e lottare”.

“E l’augurio quindi – aggiungono –  per questi tre giorni non è un augurio di festa ma è un augurio di lotta perché è della lotta che abbiamo bisogno per costruire tutti assieme un domani migliore.In epoca di riappropriazione linguistica vogliamo fare nostre e rivendicare le parole di un magistrato, che da anni tenta di reprimere chi lotta per il diritto all’abitare e gli antirazzisti che contestarono Salvini. “Ribellione, veemenza e feroce discordia.” Questi sentimenti furono provati sicuramente da chi contestò il comizio razzista nel maggio 2015; ma anche da chi portò solidarietà alle famiglie con i neonati sgomberati in mezzo alla strada; da chi ha visto prescrivere i reati per i responsabili della strage ferroviaria del 29 giugno; da chi vide Berlusconi venire a fare la sua passerella dopo l’esplosione del vagone ferroviario, da chi ha perso un padre, un figlio o un collega di lavoro mentre cadeva da un ponteggio di un cantiere; per chi ha visto morire un amico o un compagno per l’eroina. Ribellione, veemenza e feroce discordia furono sicuramente provati da chi vide l’ultimo dell’anno del ‘68 la polizia sparare alla Bussola e ferire Soriano Ceccanti o chi ricorda i monarchici uccidere un bambino di nome Ermanno Lavorini. Queste emozioni furono provate da chi prese la strada dei monti quando la nostra terra fu occupata dai nazisti e furono provate da quei pescatori, marinai, calafati e soprattutto da quelle donne che proclamarono la Repubblica Socialista di Viareggio quel 2 maggio di oltre un secolo fa”.

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