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Accorpamento del laboratorio farmaceutico del Versilia con Massa. La Uil: “Non ci stiamo”

Il sindacato: "E' un servizio indispensabile"

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“La pandemia sembra non aver insegnato nulla e ancora si gioca al Risiko degli ospedali: trasferimenti e accorpamenti di servizi e a farne le spese stavolta è l’ospedale Versilia. Se la strategia è quella di ridimensionare le funzioni di un servizio fondamentale della costa Toscana noi non ci stiamo”.

E’ la segreteria della Uil Fpl a risollevare un tema scottante, già al centro della polemica negli anni passati ma finito in secondo piano con la pandemia. Tema che ora torna di estrema attualità: l’accorpamento del laboratorio farmaceutico del Versilia con Massa.

“E’ un obiettivo che la regione purtroppo si è prefissata da tempo e che sembra non voler mollare, nonostante l’emergenza sanitaria che dovrebbe aver insegnato l’importanza dei presidi territoriali. Noi certamente non ci stiamo – prosegue la Uil Fpl -, così come non lo vogliono i cittadini. Non lo vogliamo perché è un servizio indispensabile. Lo dicono i numeri e le esigenze di un territorio che non può essere declassato sul fronte sanitario: la popolazione della Versilia supera i 160mila abitanti con i 7 comuni che la compongono. Qui si supererebbero le 7.000 prestazioni annue. Per questo crediamo che l’unica strada percorribile sia quella di investire  nel laboratorio farmaceutico del Versilia. L’impegno della dirigenza sanitaria e della politica deve essere semmai quella di intercettare le risorse del Recovery plan per effettuare le ristrutturazioni e le migliorie necessarie. Non capiamo perché non si investa nel laboratorio in una zona importante dove la popolazione in estate di fatto raddoppia e diventa così un presidio essenziale anche per i turisti in vacanza che magari devono fare una flebo”.

“Che l’ipotesi accorpamento non sia mai tramontata lo dimostra l’assenza di progettualità per una ristrutturazione/adeguamento del laboratorio farmaceutico Versilia. È proprio su presidio di Massa Carrara che sarebbe previsto il trasferimento delle preparazioni farmaceutiche oncologiche. Un’eventualità – conclude la Uil Fpl – che vogliamo scongiurare. Chiediamo alle istituzioni e alla politica di prendere una posizione netta e decisa su questo tema”.

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