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Ginecologia oncologica, open day di prevenzione al Versilia

L'iniziativa di Fondazione Onda sarà presente anche al consultorio del Tabarracci di Viareggio

Martedì prossimo (29 giugno) sarà l’(H)-Open day di ginecologia oncologica e saranno offerti servizi clinico-diagnostici e informativi gratuiti su tutto il territorio nazionale negli ospedali aderenti con i Bollini rosa. Un’iniziativa di prevenzione organizzata da Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere).

Anche l’ospedale Versilia aderisce all’iniziativa con visite, consulenze e colloqui di screening in presenza, che si svolgeranno dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 18, sia all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore sia al consultorio del presidio distrettuale ‘Tabarracci’ di Viareggio. La prenotazione è obbligatoria inviando una email a consultorio.tabarracci@usl12.toscana.it (tutte le info utili sono disponibili al link https://iniziative.bollinirosa.it/ricerca/index/d15).

In Italia, secondo Aiom, nel 2020 erano attese 10mila nuove diagnosi di tumore all’utero e 5mila all’ovaio. Più dell’80 per cento delle pazienti con tumore ovarico ha una recidiva della malattia e la qualità dell’intervento chirurgico con la corretta terapia di mantenimento sono fondamentali per offrire alle pazienti più qualità vita e tempo senza sintomi della patologia.

La presenza di centri di riferimento in ogni regione in cui lavorano oncologi sensibili all’umanizzazione della cura è sempre più importante. Umanizzare la cura significa individuare non la terapia più efficace a tutti i costi, ma comprendere la dinamica di vita della paziente e coinvolgerla nella scelta del proprio percorso terapeutico.

Sul sito www.bollinirosa.it sono disponibili in elenco i servizi offerti dagli ospedali aderenti e le modalità di prenotazione.

“Quest’iniziativa si inserisce nell’ambito di un progetto più ampio che ha visto anche l’organizzazione di un evento virtuale, proprio in occasione della IX Giornata mondiale del tumore ovarico, con il coinvolgimento delle istituzioni centrali e regionali, della comunità scientifica con le principali società di riferimento e delle associazioni pazienti”, spiega Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda.

“Tra tutti i tumori, ginecologici e non, quello ovarico resta ad oggi il più insidioso. Avere a disposizione centri di riferimento – dice Merzagora – in cui lavorano oncologi sensibili all’umanizzazione della cura è sempre più importante. Umanizzare la cura significa individuare non la terapia più efficace a tutti i costi seguendo i freddi indicatori delle pubblicazioni scientifiche indipendentemente da effetti collaterali e impatto sulla qualità di vita ma comprendere prima la dinamica di vita della paziente e coinvolgerla nella scelta di un percorso terapeutico che salvaguarda la qualità del proprio tempo. Lo scenario negli ultimi anni è molto cambiato grazie all’introduzione di test diagnostici e nuove terapie (anche orali) che consentono di adottare percorsi di prevenzione e di cura personalizzati. L’obiettivo generale del progetto è migliorare l’accesso a queste preziose opportunità in modo equo e omogeneo su tutto il territorio italiano. Abbiamo oggi a disposizione terapie molto innovative, connotate non solo da una maggior efficacia, ma anche da aspetti importanti come la tollerabilità a bassi dosaggi e le minime interazioni farmacologiche nel caso di terapie concomitanti; tali terapie garantiscono un prolungamento importante della sopravvivenza libera da malattia, impattando positivamente non solo sulla prognosi ma anche sulla qualità di vita delle pazienti e dei loro familiari. Questo è un aspetto che, nell’ottica dell’umanizzazione delle cure, deve essere attenzionato e che Fondazione Onda intende valorizzare anche nei percorsi dedicati all’onco-ginecologia degli ospedali premiati con i Bollini rosa con l’ambizione di averne almeno uno per regione per ridurre, ove possibile la mobilità sanitaria che tanto impatta sia psicologicamente che economicamente su pazienti che familiari”.

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