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Tra cultura ebraica e veneziana inaugura a Seravezza la mostra dedicata alle opere di Tobia Ravà foto

Sarà visitabile da sabato (24 luglio) nella chiesa del Carmine

Sarà inaugurata sabato (24 luglio) alle 18 la mostra Memorie d’Infinito. Opere di Tobia Ravà, a cura di Maria Luisa Trevisan, allestita nel nuovo spazio Cappella Marchi gestito da associazione Alkedo nella chiesa della Madonna del Carmine di Serravezza.

L’esposizione è aperta da giovedì a domenica dalle 18 alle 21, festivi inclusi, ed è visitabile gratuitamente. La mostra rappresenta un percorso attraverso la poetica dell’artista, che nelle sue opere attua una mirabile sintesi tra cultura veneziana, ebraica e mitteleuropea, in un connubio tra natura e cultura, attraverso percorsi legati alle sequenze matematiche in relazione allo spazio e al tempo.

In mostra è presente una selezione di lavori recenti riguardanti animali, in particolare architetture, boschi, piante, pesci, opere sorrette da una stessa logica matematica che permea il mondo naturale e la creazione artistica. Sono presenti diverse tecniche: vele, rasi a sublimazione e le produzioni scultoree in bronzo, pietra e marmo. In questo modo si possono stabilire rimandi tra le opere dell’artista veneziano (in particolare con le sculture), e il luogo ricco di fascino, atmosfera e storia con la vicinanza della via Francigena, le cave di marmo bianco, la vicina Villa Medicea di Seravezza, il mare e le Alpi Apuane.

Memorie d’Infinito. Opere di Tobia Ravà

Ogni opera, grazie a un reticolato di numeri e lettere ebraiche può essere letta in rapporto alla ghematrià e alla kabbalah, che l’artista studia meticolosamente prima della stesura sulla superficie dell’opera. In ogni lavoro l’artista sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso il criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall’antichità nell’alfabeto ebraico secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, così ogni successione alfabetica può considerarsi una somma aritmetica. In questo modo ogni opera rappresenta un luogo o un oggetto reale ma anche un percorso simbolico con un significato etico, spirituale e numerologico.

L’artista con le sue opere cerca di recuperare i valori legati alla bellezza e al rispetto dell’ambiente, ma anche alla storia e a tutto ciò che l’uomo ha prodotto come risultato di conoscenze e saperi. Nel suo atelier elabora tutto ciò: crea le sue opere, elucubra teorie ed effettua sempre nuove scoperte.

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