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Stare bene a scuola, dall’Asl percorsi di accoglienza dedicati agli studenti delle prime superiori

Quattro i campus di formazione dei Peer educator organizzati dalle operatrici della struttura di Promozione della salute

Un percorso di accoglienza dedicato agli studenti delle classi prime per prevenire la dispersione scolastica. È questa l’iniziatica promossa dalla struttura di promozione della salute dell’Azienda Usl Toscana nord ovest insieme ad alcuni istituti d’istruzione superiore per contrastare un fenomeno in progressivo aumento. La pandemia in corso ha infatti reso ancora più preoccupante gli abbandoni scolastici: con 543mila giovani che nel 2020 hanno lasciato la scuola dopo la licenza media, l’Italia è al terzo posto nell’ Unione Europea per tasso di dispersione scolastica.

Così è stato elaborato il progetto di educazione tra pari Peer … star bene a scuola al quale hanno aderito tre istituti nelle zone delle Apuane e della Versilia: il liceo Carducci di Viareggio (25 studenti formati al 30 agosto) e l’Isi Marconi di Viareggio (34 studenti formati tra il 6 e il 7 settembre) oltre al Montessori-Repetti di Carrara. Le scuole hanno proposto agli studenti del triennio di autocandidarsi per occuparsi dell’accoglienza dei compagni delle classi prime e di seguire una giornata di formazione interattiva e ludica per prepararsi a creare un clima positivo  e lo spirito di gruppo, per riflettere su cosa fa stare bene una persona che arriva in un ambiente nuovo e cosa significa accoglienza.

Nel rispetto delle norme anticontagio sono stai condotti  quattro campus di formazione dei Peer educator dalle operatrici della struttura di Promozione della salute. Durante le giornate formative, per accompagnare i Peer a svolgere il loro ruolo, sono state allenate alcune abilità di vita (life skill), tra cui la capacità di prendere decisioni, l’empatia, la comunicazione efficace e la capacità di stringere relazioni positive. Tutto questo attraverso un percorso di 8 ore  fatto di attivazioni ludiche, lavori in piccoli gruppi e dibattiti. Il compito del Peer nel gruppo è proprio quello di creare un clima positivo e di favorire l’espressione di tutti, diventano riferimento per eventuali bisogni, domande e informazioni, oltre che un modello per i coetanei. Nell’ambito del campus formativo le esperte hanno così accompagnato i ragazzi nello sperimentare tecniche laboratoriali che agevolano la conoscenza reciproca tra gli studenti delle prime classi e l’instaurarsi di un clima scolastico che offra sostegno sociale ai nuovi gruppi classe.

“Tutte le attività proposte sono state pensate e messe in pratica per aiutare i Peer a dimostrare che è possibile star bene a scuola ai tempi del Covid, rendendoli  consapevoli che il loro comportamento aiuterà i compagni più giovani a seguire le regole anticontagio – spiegano dalla struttura -. Come previsto dai tavoli di coprogettazione tra scuole e Promozione della salute, durante le prime settimane dell’anno scolastico i Peer formati svolgeranno i laboratori di accoglienza, nell’ambito delle attività promosse dalle singole scuole a favore delle classi esordienti.  Al termine della fase di accoglienza il progetto proseguirà con il modello di Peer education per l’empowerment, che svilupperà ulteriormente il protagonismo giovanile all’interno dei percorsi di Promozione della salute nelle scuole”.

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