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Balneari, Buratti (Pd): “Si lavori a una riforma organica che non penalizzi il settore”

Il deputato del partito democratico: "Noi siamo pronti a sostenere il lavoro del governo per affrontare e risolvere la questione delle concessioni sul demanio marittimo"

“Il Governo dovrà rappresentare in Europa la specificità della nostra offerta turistica balneare e schierarsi con le nostre imprese”. Così il deputato del Partito democratico Umberto Buratti introduce i lavori in corso per una riforma del settore balneare che tenga conto del demanio locale.

“Ricordo il lavoro svolto dal ministro dell’economia Gualtieri sulla questione dei balneari pertinenziali, che nessuno prima di lui era riuscito ad affrontare e a risolvere – va avanti Buratti -. I Comuni costieri e le imprese balneari hanno bisogno di certezze e di un quadro giuridico idoneo che tuteli e rafforzi il nostro sistema turistico. Se lo Stato volesse potrebbe rideterminare i canoni concessori e contestualmente avviare una riforma complessiva dei beni demaniali. Ogni volta, infatti, che si parla di spiagge si evidenzia il basso gettito dei canoni con l’immancabile esempio del Twiga. Ebbene poco distante da quella struttura e a 100 metri dalla storica Capannina, lo Stato è proprietario di un immobile abbandonato che non rende niente: zero canoni, nessun gettito fiscale e occupazione”.

“La partita delle attività sul demanio vista esclusivamente come lo sfruttamento di un bene pubblico deve essere affrontata e non è più rinviabile, ma non può essere il prodotto di un dibattito ideologico che non tiene conto della realtà italiana – conclude Buratti -. Noi siamo pronti, come parlamentari Pd, a sostenere il lavoro del Governo per affrontare e risolvere la questione delle concessioni sul demanio marittimo e a collaborare con il ministro Garavaglia per far sì che ci sia una soluzione definitiva e condivisa da tutto il Governo”.

Anche Fratelli d’Italia interviene sul tema. “Gli imprenditori balneari nel tempo hanno fatto importanti investimenti offrendo servizi, attraendo turisti da ogni parte del mondo e dando lavoro a migliaia di lavoratori stagionali e non – spiegano il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Francesco Torselli, il vicecaporgruppo Vittorio Fantozzi, e il consigliere Diego Petrucci -. Adesso, con la legge sulla concorrenza e la spinta Draghi per la messa a gara delle spiagge c’è il forte rischio che le spiagge toscane finiscano in mano agli stranieri, ricchi facoltosi o fondi speculativi internazionali magari russi o cinesi, con pesantissime ricadute in termini di qualità, indotto e identità. Come fatto dalla Spagna che ha stabilito una durata di 99 anni per le concessioni, anche il Governo italiano e la Regione Toscana, soprattutto sulla base degli investimenti fatti dagli imprenditori balneari avrebbero potuto prevedere concessioni per più anni, magari 25 o 30. Dalla Versilia alla Maremma, da sempre, i nostri stabilimenti balneari rappresentano un fiore all’occhiello e costituiscono un grande volano per il turismo regionale. Disperdere tale patrimonio di impegno, fatica, ingegno, tradizione sarebbe follia. Basta con la Toscana terra di conquista per gli stranieri”.

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