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Giovane madre gestiva giro di spaccio a professionisti insospettabili video

In manette i componenti della gang smantellata dalla polizia

C’era una giovane madre al vertice di una banda che gestiva, in Versilia, lo spaccio al dettaglio di cocaina a professionisti insospettabili. Con questa accusa, gli agenti del commissariato di viareggio e la squadra mobile di Lucca hanno arrestato una donna di 25 anni. Adesso si trova ai domiciliari con pesanti accuse: aver gestito, anche durante il lockdown, lo smercio al dettaglio dello stupefacente, con la complicità perfino della madre e del compagno, che sono stati colpiti dall’obbligo di firma.

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Secondo gli investigatori, la giovane mamma andava agli incontri con i clienti in compagnia dei tre figli ancora piccoli, e, quando c’era il lockdown, fingendo di dover far visita alla tomba di alcuni parenti al cimitero.

Una montatura, secondo l’accusa, per nascondere il giro. Dopo appostamenti e accurate indagini, gli investigatori hanno ricostruito la rete dei pusher: il gip ha firmato quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite stamani dagli agenti nei confronti di altri 4 componenti della gang. Nel corso della perquisizione è stata rinvenuta e sequestrata cocaina già suddivisa e materiale per il confezionamento delle dosi.

Le cessioni, secondo l’accusa, venivano effettuate sempre trasportando piccole quantità al fine di poter addurre in caso di controlli quale giustificazione l’utilizzo per fini personali.  Dall’attività è emerso però che alcuni clienti lasciavano addirittura la tessera bancomat e gli spacciatori provvedevano a ritirare direttamente il corrispettivo, dopo la cessione dello stupefacente. Nel gruppo, capeggiato da una ragazza italiana di 25 anni di Viareggio S.S. che si faceva chiamare la Marocchina, era coinvolta anche la madre di quest’ultima, C.A. di 45 anni, la quale, oltre ad aiutare la figlia nell’organizzare le cessioni, provvedeva direttamente a consegnare lo stupefacente ai clienti, nonché il compagno S.S., un uomo di origini magrebine che si occupava di consegnare lo stupefacente presso l’abitazione della donna.

Dall’attività tecnico-investigativa è emerso che la pusher ha effettuato diverse cessioni persino portando con sé i figli di appena 1, 2 e 4 anni, escamotage adottato al fine di eludere eventuali controlli, come il fatto di essere regolarmente assunta presso un’impresa di pulizia, attività che, come dalla stessa asserito in una conversazione captata, serviva “da copertura”.

La donna, secondo la polizia, si riforniva da un gruppo di tunisini e marocchini che operavano in Viareggio nella Pineta di Ponente ed incassavano dalle cessioni circa 1500 euro al giorno.

Anche durante il lockdown la stessa ha continuato ad effettuare le consegne autocertificando di recarsi al cimitero di Viareggio per fare visita ai suoi cari.

Nel corso dell’attività d’indagine non sono mancate intimidazioni ai clienti che avevano accumulato debiti, al fine di regolarizzare i pagamenti. La “marocchina”, per vanificare eventuali perquisizioni da parte delle forze dell’ordine all’interno del proprio appartamento, aveva nascosto lo stupefacente e la somma provento dell’attività di spaccio in una cantina messa a disposizione da una terza persona.

All’esito dell’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lucca che ha richiesto ed ottenuto dal gip l’emissione di misure cautelari nei confronti degli indagati, nella mattinata di oggi la Squadra mobile della Questura di Lucca, coadiuvata da agenti del Commissariato di Viareggio e da un equipaggio della polizia municipale di Viareggio, ha tratto in arresto in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere J.M., 24 anni di origini marocchine, D. A., 39enne anche lui marocchino, D.W., 30 anni tunisino, e D. H., 38 anni anche lui tunisino.

Nel corso dell’operazione è stata, anche, sottoposta alla misura degli arresti domiciliari la ragazza ritenuta essere la mente della banda, mentre è stato applicato l’obbligo di dimora nei confronti di C.A. 36 anni e A.E. italiano, 25 anni.

Alla donna detta la “Marocchina” non è stata applicata la custodia cautelare in carcere in ragione del fatto che è mamma di 3 bimbi in tenera età.

Nel corso della perquisizione è stata rinvenuta e sequestrata sostanza stupefacente tipo cocaina suddivisa in dose e bilancini di precisione.

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