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Nautica, Del Ghingaro alla Regione: “Viareggio ha bisogno di risposte” foto

Il primo cittadino: "Logica dell’attesa rischia di mortificare l’economia di una città e il primato nazionale sulla nautica da diporto"

“Viareggio chiede attenzione”. Così il sindaco Giorgio Del Ghingaro interviene per chiedere infrastrutture e progetti per il distretto della nautica, tra i motori dell’economia toscana di settore.

“In questi anni la città ha dimostrato tenuta di bilancio, celerità di risposte, capacità di investimento – spiega Del Ghingaro -. Ora c’è bisogno di infrastrutture e di progetti: assurdo ignorare un distretto che porta tanta ricchezza non solo al territorio ma a tutta la Regione. In questi giorni abbiamo assistito ad accordi stretti fra capoluoghi costieri di altre regioni: dai porti al turismo, dalle fiere ai saloni. La Toscana invece, cosa sta facendo? Non ci risultano a livello regionale, progetti di cooperazione o accordi con altre realtà relativi al settore nautico. Ma anche sul locale, non ci sono purtroppo novità sulla via del Mare, né sul sabbiodotto, né sul piano regolatore del porto, né sulla costituzione della società fra Comune e Regione per gli investimenti alla Madonnina e al Triangolino”.

“Nulla di fatto sull’autorità portuale, ente imposto dalla Regione in epoca passata e divenuto nel tempo un imbarazzante limite per la città – prosegue il primo cittadino -. I protocolli che riguardano la darsena, discussi, approfonditi e poi sottoscritti con la Regione, pronti un anno fa per essere attuati ,ancora aspettano concretizzazione. Eppure la filiera della nautica toscana è quasi esclusivamente orientata al settore superyacht con 5 mila imprese nautiche, circa 18 mila addetti diretti, 70 specializzazioni. L’intero distretto toscano può contare su un valore della produzione di 2 miliardi di euro complessivi per la nautica, pari al 50% del dato nazionale. In questo campo Viareggio è punta di diamante, cuore di uno dei più importanti distretti nautici al mondo. Sono 10 i principali brand della cantieristica mondiale che hanno il proprio quartier generale a Viareggio: Azimut Benetti, Codecasa, Perini Navi, Rossinavi, Overmarine Mangusta, San Lorenzo, Italia Superyacht, Vismara e Gipi, oltre alle tante altre realtà vitali e dinamiche del comparto”.

“Il settore economico viareggino legato alla nautica comprende una grande varietà di attività, professioni e mestieri che coinvolgono più di 70 diversi tipi di profili dall’industria al turismo – va avanti Del Ghingaro -. La flotta dei pescherecci più numerosa della regione. Nella nostra città operano nel settore nautica, circa 1300 imprese, con 8 mila addetti occupati nelle attività di cantieristica, subfornitura, servizi e riparazioni, commercio e noleggio, area portuale. Piccole e medie aziende, grandi imprese e artigiani d’eccellenza, rappresentativi dei cinque sotto settori del comparto nautico a cui si aggiungono tre marine per l’accoglienza di superyacht e servizi turistici a corredo di grande qualità con la possibilità di godere di Viareggio e di tutta la sua alta offerta in termini di shopping, ristorazione e hotellerie, cultura, paesaggio e ambiente”.

“Nei saloni autunnali di Cannes, Genova e Monaco, i nostri produttori stanno facendo bella mostra di sé e numeri importanti: si osserva un aumento di oltre il 20% a fine di questo anno sui bilanci e un incremento dell’export per tutta la nostra area che trascina anche gli altri settori – conclude il primo cittadino -. In questo quadro positivo e dinamico stride l’immobilismo della Regione: una logica dell’attesa che rischia di mortificare l’economia di una città e il primato nazionale, di Viareggio e della Toscana, sulla nautica da diporto. Uno stallo incomprensibile che non possiamo esimerci dall’evidenziare: questa amministrazione, per quanto di propria competenza, continuerà a garantire, come ha
sempre fatto, la massima apertura alla collaborazione per lo sviluppo del comparto nautico viareggino. Alla Regione spetta l’ulteriore passo avanti: nel rispetto della storia del nostro territorio, delle imprese e dei lavoratori“.

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