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Salvatori: “Coesione sociale e inclusione devono essere obiettivi centrali”

Il programma della candidata sindaca per il sociale

“Per un vero cambio di passo sui temi della disabilità e più in generale delle pari opportunità per tutti e a tutti i livelli è necessario che questo sia un obiettivo trasversale a tutti i settori”: parte da questa considerazione la riflessione, che si fa proposta, della candidata sindaca di Seravezza Valentina Salvatori e della coalizione Creare Futuro: “A partire dal sociale a tutti gli altri aspetti dalla pianificazione urbanistica, alle opere pubbliche, dagli investimenti sul territorio alle politiche educative e allo sport – aggiunge -. La coesione sociale e l’inclusione devono essere centrali, linee guida interpretate in maniera condivisa ed integrata da parte di tutta l’azione amministrativa”.

La Salvatori scende nel dettaglio con proposte concrete: “Se parliamo di rigenerazione urbana dobbiamo progettare una città più accessibile a tutti, puntando all’obiettivo “zero barriere architettoniche”, incrementare dotazione di giochi inclusivi nei parchi giochi sia pubblici che delle scuole, lavorare con le associazioni sportive per rendere tutti gli impianti e le relative discipline davvero praticabili a tutti. Vogliamo fare della nostra montagna un’eccellenza del turismo inclusivo con un ambizioso progetto che preveda la realizzazione di sentieri da rendere fruibili anche ai soggetti diversamente abili con joilette e ai non vedenti con accompagnatori, con specifici percorsi sensoriali (riproduzione di monumenti in scala come esperienza tattile per i non vedenti, strada dei profumi con essenze mediterranee della nostra flora)”.

La Salvatori lancia anche la proposta di un tavolo permanente con le associazioni. “Voglio promuovere un confronto strutturato con i diretti interessati, le associazioni che tutelano i diritti delle persone diversamente abili, non solo in materia di servizi del sociale ma per valutare con loro i progetti e le realizzazioni a tutti i livelli, una commissione permanente che ci aiuti, oltre alle indicazioni di legge, a capire se stiamo andando nella direzione giusta e cosa si possa migliorare per rendere ancora più aderente il nostro approccio inclusivo alla realtà di chi vie queste tematiche ogni giorno”.

“Tutto questo ovviamente insieme alla volontà di confermare e potenziare i tanti servizi già presenti – conclude la Salvatori – alcuni dei quali gestiti a livello di zona distretto (centri diurni di socializzazione per disabili, aiuto alla persona, contributi per la vita indipendente, per le persone affette dalle gravissime disabilità) altri direttamente a livello comunale (inserimenti in Strutture residenziali per disabili, borse lavoro, trasporto sociale, assistenza specialistica in ambito scolastico e domiciliare)”.

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