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Tesseramento negato, in sette fanno causa al Pd: “Ci vediamo in tribunale”

L'ex sindaco Leonardo Betti ed altri esponenti del "vecchio" partito danno mandato all'avvocato

Pd contro Pd. E la vicenda, a quanto pare, approderà nella aule giudiziarie. 

“Se non vogliono confrontarsi a Viareggio nella sede del Partito, lo faranno a Lucca in Tribunale”.

Lo rendono noto l’ex sindaco Pd di Viareggio, Leonardo Betti, e altri esponenti di spicco  – Gianmarco Romanini, Elena Micheli, Batista Ceragioli, Grazia Sinagra, Adalgisa Mazza e Gemma Borin – si sono rivolti a un legale per fare causa al partito: la richiesta di di potersi tesserare.

“E’ possibile immaginare – scrivono – un Pd delle ampie vedute, del progressismo di centro sinistra e un Pd tutto viareggino, chiuso in sé stesso, spaventato dalla democrazia e dal confronto?”.

“E’ stata una rocambolesca campagna elettorale quella dello scorso anno a Viareggio – spiegano -,  durante il quale il Pd, che aveva espresso un proprio candidato, fu commissariato e la scelta del candidato fatta convergere sull’attuale sindaco, Giorgio Del Ghingaro”.

A seguito di quella campagna ai dissidenti del Pd non fu permesso di rinnovare l’iscrizione al partito.

Oggi, dopo mesi e mesi, tornano all’attacco e chiedono il rinnovo della tessera del Pd.

“Sentiamo la necessità di esprimere, democraticamente, la nostra idea, di far vedere che il Pd è non è solo quello che accetta tutto senza dibattito e confronto – aggiungono -. Esiste un Pd critico, diverso, non accondiscendente. Ma ad oggi ancora nessuna risposta. Brutto scoprire che la chiara volontà di estromettere le voci dissenzienti con un fare autoritario ed inspiegabile fosse proprio del commissario comunale Marco Simiani, diretta promanazione della segretaria Bonafè nonché responsabile nazionale del tesseramento del Pd. Muro di gomma anche da parte del segretario versiliese, Riccardo Brocchini. Ecco perché, pur dispiacendoci non ci resta che tutelare i nostri diritti in una sede terza ed imparziale. Per questo motivo abbiamo dato mandato all’avvocato Stefano Genick affinché tuteli i nostri diritti e costringa il Pd a ridarci quel che di diritto che ci appartiene, ovvero la tessera”.

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