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Qualità delle cure, il direttore di neonatologia del Versilia eletto nuovo segretario del gruppo di studio del Sin

Luigi Gagliardi: "Il miglioramento consiste nel giapponesizzarsi"

Il direttore del reparto di neonatologia e pediatria dell’ospedale Versilia e responsabile dell’area pediatrica dell’Azienda Usl Toscana nord ovest Luigi Gagliardi è stato eletto per il triennio 2021-2024 nuovo segretario del gruppo di studio di Qualità delle cure della società italiana di neonatologia (Sin), cioè la società che rappresenta tutti i medici italiani che si occupano di neonati e che conta oltre 3mila iscritti.

“Il miglioramento della qualità delle cure  – spiega Gagliardi – è un’attività centrale nell’ambito della nostra pratica clinica. Detto in parole semplici, si tratta di vedere i processi di cura appunto non come atti isolati, ma come dei processi coordinati, dove ogni azione è legata alle altre e dove l’esito finale dipende dal buon funzionamento di tutta la catena. La filosofia di base è che il miglioramento deve essere continuo, non fermarsi mai. Soprattutto nelle attività di equipe come la neonatologia, bisogna tendere a ottimizzare il lavoro e tutti sono chiamati a partecipare al miglioramento. Solo la conoscenza concreta di come funziona un percorso di cura ci permette di renderlo sempre più adeguato alle esigenze della cittadinanza, eliminando gli sprechi, non solo in termini economici ma anche di tempo e discomfort del paziente e del personale”.

“E’ quindi necessario eliminare le attese inutili, o generate da colli di bottiglia organizzativi, e quella parte di attività che non porta frutto, la muda per usare la parola giapponese – va avanti Gagliardi -. Ecco, se dovessi dire in cosa consiste il miglioramento della qualità, direi che consiste nel giapponesizzarsi. Chiunque sia stato in quel paese capisce cosa intendo: fare le cose bene subito, anche quelle più banali, senza dovere poi ritornare a lavorarci; soprattutto, essere affidabili e consistenti. Tornando alla medicina in neonatologia, ad esempio, ci sono comportamenti apparentemente banali, ma che fanno la differenza: evitare che si raffreddi il neonato (che può diventare ipoglicemico), posizionare un catetere venoso centrale correttamente, senza doverlo poi riposizionare, mettere direttamente la nutrizione parenterale evitando infusioni temporanee, favorire da subito l’ingresso e la permanenza in reparto delle mamme in modo da favorire la montata lattea, iniziare subito l’alimentazione e sospendere al più presto le infusioni, così da minimizzare il rischio di infezioni, avere a disposizione a questo scopo latte per i bambini direttamente dalla banca del latte umano, porre in ogni fase la massima attenzione all’igiene e non rischiare di provocare infezioni correlate all’assistenza. Questi principi valgono dappertutto, anche nei setting meno invasivi e nei neonati sani. In particolare, abbattere le infezioni correlate all’assistenza deve rappresentare un obiettivo prioritario per tutti noi”.

Luigi Gagliardi, 65 anni, nato a Milano, si è laureato in medicina e chirurgia alla Statale di Milano e si è specializzato in pediatria e poi in biometria a indirizzo epidemiologico sempre a Milano. Ha lavorato negli ospedali di Lecco, e a Niguarda, al Vittore Buzzi e alla Mangiagalli a Milano, prima di arrivare all’ospedale Versilia. Nel 1993-94 è stato honorary consultant in neonatal medicine all’Hammersmith Hospital di Londra. È stato anche segretario della sezione di epidemiologia della European society for pediatric research. È stato, inoltre, tra i fondatori  del Network neonatale italiano della Sin, un progetto di collaborazione tra terapie intensive neonatali sui neonati di peso molto basso che conta al momento attuale circa 80 terapie intensive neonatali italiane e permette confronti internazionali, oltre che un proficuo benchmark nazionale.

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