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Un 2021 d’oro per la Banca del latte dell’ospedale Versilia

54 donatrici e quasi 400 litri di latte raccolti nell'ultimo anno dalla struttura. Arrivate per la giornata della prematurità le testimonianze di due madri

Prosegue speditamente l’attività di raccolta e di conservazione del latte materno della Banca del Latte dell’ospedale Versilia. Anche in questo 2021 segnato dalle complicazioni pandemiche si registra un bilancio straordinario per la struttura, che dall’ 1 gennaio a oggi ha coinvolto ben 54 donatrici e raccolto 390 litri di latte, 287,95 dei quali donati ad altri territori o aziende.

Il latte raccolto, offerto da donne donatrici che ne dispongono in abbondanza, viene distribuito gratuitamente, dopo opportuno trattamento, ai piccoli pazienti bisognosi e costituisce un aiuto fondamentale per alcuni bambini malati.

La struttura di Lido di Camaiore, di cui sono referenti la dottoressa Ilaria Merusi e la coordinatrice Alessandra Manfredi, nasce l‘1 gennaio 2005 in seno alla struttura di pediatria diretta dal dottor Luigi Gagliardi e dal 2008 si impegna, assieme alle banche del latte del Meyer, di Lucca, Arezzo, Siena e Grosseto, a garantire il fabbisogno di latte materno ai bambini che ne necessitano a partire dalla regione Toscana. Il centro dell’ospedale Versilia, insieme alle altre strutture toscane, è inserito nella Rete Regionale delle Banche del Latte Umano Donato (Reblud), che si pone ogni anno nuovi obiettivi.

Intanto, in occasione della giornata mondiale della prematurità che si celebra oggi (17 novembre), sono pervenute all’ospedale Versilia due testimonianze di madri che hanno voluto raccontare la loro esperienza e condividerla con i futuri genitori.

La mamma di Nora

Un incubo…. a lieto fine,  13 ottobre, settimana di gravidanza 29+6, mi trovo in ospedale per perdite di sangue improvvise, senza alcun tipo di sintomo fisico. I medici mi comunicano il trasferimento all’ospedale Versilia per problemi legati alla placenta. Viaggio in ambulanza durante il quale a tutto ho pensato tranne che a quello che mi è successo un paio di ore dopo: emorragia per distacco di placenta, cesareo d’urgenza e la mia bimba che nasce 2 mesi abbondanti prima rispetto al previsto. Il mio ultimo pensiero prima di entrare in sala operatoria e chiudere gli occhi è stato uno solo “chissà se rivedrò il primo amore della mia vita, mio figlio maggiore”. Sapevo che le cose non stavano andando per niente bene… anzi… il mio compagno cercava di tenere duro per entrambi, ma quando anche lui è crollato sentendosi dire ‘si fa nascere la bimba’, ho pensato che tutto fosse perduto. Non posso negare che il risveglio e i primi giorni dopo l’intervento per me siano stati molto molto duri, soprattutto quando vidi per la prima volta la mia bimba, 24 ore dopo la nascita, sedata e intubata. Non avevo la minima speranza di tornare a casa insieme a lei.Il primo segnale di fiducia è arrivato solo nel momento in cui ho visto dal mio seno uscire le prime goccine di colostro. Per me quello è stato l’inizio di un nuovo capitolo di questa storia., l’inizio di tutto, la prova che il miracolo della nascita si spinge oltre ogni possibile e immaginabile. Da lì piano piano e con immenso stupore è arrivata la montata lattea, che con immenso impegno, per la mia piccola Nora, tutti i giorni ho continuato a stimolare, nonostante i viaggi avanti e indietro dall’ospedale per vederla e poterle stare un pochino più vicina. Questo mi ha portato ad un’altra immensa gioia, quella di poter donare il mio latte alla Banca del Latte dell’ospedale Versilia, gesto per me davvero di immenso significato. Spero che la mia testimonianza possa servire a quelle mamme che si trovano o potrebbero trovarsi nella mia stessa situazione; non perdete mai la speranza, perché non ci sono i limiti per ciò che noi donne possiamo fare per i nostri figli, ed anche quando tutto sembra perduto, noi e solo noi sappiamo tirare fuori tutta la forza possibile per aiutare i nostri bambini a superare le difficoltà. In tutto questo non posso che ringraziare immensamente tutto il personale medico e infermieristico del reparto Utin (Unità di terapia intensiva neonatale) dell’ospedale Versilia, per avermi dato la voglia di sperare e di andare avanti, nonché per essersi presi cura della mia piccola Nora

La mamma di Riccardo

Ho sempre immaginato il parto come il momento più magico per una donna, il momento più magico per me. Bello, naturale, totalizzante. Avrei potuto stringere il mio bimbo tra le braccia dopo aver faticato ore per fargli incontrare la luce e la vita. Sto scrivendo queste parole nella tua cameretta, che abbiamo terminato di arredare il 15 novembre dell’anno scorso, giorno in cui entravo nella 34esima settimana di gestazione. Ero a 6 settimane dal grande incontro, c’era tempo. La verità è che l’indomani mattina non sono stata bene e sono corsa in ospedale. Pioveva. Ho salutato il mio compagno che non poteva entrare in reparto e in una ventina di minuti mi sono trovata in sala operatoria per un cesareo d’urgenza, pronta per essere addormentata. Non l’avevo nemmeno messo in conto un parto del genere. Mi sono svegliata in una stanza da solae dal braccialetto ho visto che ho partorito alle 7,49 un bimbo di 2330 grammi. Ma dov’era? Ti ho visto dopo 12 ore in un’incubatrice. Per cinque giorni ho potuto solo infilare le mie mani lì dentro, senza poterti far sentire la mia presenza. Da lì è cominciata la tua storia  amore mio, sei il mio miracolo, nei giorni in ospedale eri tu che davi la forza a me. Sei la mia luce ed essere la tua mamma è il regalo più grande che questa vita potesse darmi. Ti osservo e non avrei mai immaginato quanto orgoglio potesse darmi ogni tuo nuovo gesto, ogni tua nuova abilità. Spero di essere la mamma che ti meriti, io ce la metterò tutta. Buon primo compleanno, dolce amore mio! Ti amo! Ringrazio le infermiere dell’Utin dell’ospedale Versilia per avermi fatto sentire in famiglia, l’associazione Piccole stelle Onlus, la dottoressa Ilaria Merusi per essere sempre stata un punto di riferimento, il dottor Marco Balderi per aver salvato la vita a me e a Riccardo e la dottoressa Daniela Vitolo per avermi seguita egregiamente e premurosamente durante la gravidanza e durante la degenza. L’azienda Usl Toscana nord ovest coglie l’occasione per ringraziare tutte le mamme donatrici di latte per il loro gesto di grande solidarietà ma anche il personale che si impegna per questa importante attività.

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