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Stop biglietti nominativi, soddisfazione dal Carnevale di Viareggio

L'associazione Carnevalia: "Bene il via libera all'emendamento"

Grazie ad un emendamento proposto dal senatore Gianluca Ferrara e approvato in Senato con il decreto capienze gli organizzatori dei Carnevali italiani sono esonerati dall’applicazione della legge Battelli, ovvero dall’emissione di biglietti nominativi. La legge Battelli, entrata in vigore nel 2019, nasceva con l’intento di eliminare il rischio del secondary ticketing, ovvero il bagarinaggio per tutte le manifestazioni con più di 5.000 spettatori e aveva messo in crisi tutti i Carnevali a cui si accede con biglietto di ingresso. C’è soddisfazione anche dalla Fondazione Carnevale di Viareggio.

“L’istanza – si legge in una nota – era motivata dalle insormontabili difficoltà organizzative che i Carnevali si trovavano a dover gestire per l’emissione del biglietto nominativo con la conseguenza di creare lunghissime file alle casse per l’acquisto del biglietto, oltre che avere effetti sulle finalità sociali di alcune tipologie di biglietti come quello cumulativo del Carnevale di Viareggio che soddisfa l’esigenza di far accedere la famiglia ai corsi mascherati”.

Un iter lungo e che ha richiesto anche una audizione nella prima Commissione affari istituzionali del Senato di alcuni giorni fa, durante la quale sono stati ascoltati il presidente di Venezia Piero Rosa Salva, il presidente del Carnevale di Putignano Maurizio  Verdolino  e il vice presidente della Fondazione Carnevale Marco Szorenyi, che hanno illustrato le enormi difficoltà degli organizzatori dei Carnevali nella gestione della biglietteria derivanti dall’applicazione della legge, oltre che rappresentare il venir meno della funzione sociale del biglietto per partecipare alle manifestazioni carnevalesche.

“A conclusione del lungo e difficile iter che ha portato all’approvazione dell’emendamento l’associazione Carnevalia – si legge in una nota – intende ringraziare il senatore Gianluca Ferrara per aver promosso l’emendamento, il ministro della Cultura Dario Franceschini che ha compreso le difficoltà e sostenuto l’istanza e i parlamentari che hanno contribuito all’approvazione dell’emendamento”.

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