Bruno Catalano sbarca a Viareggio con la mostra “Les Vojageurs”

Tre monumenti in bronzo che rimarranno esposti per tutta l'estate al molo della Madonnina

I Viaggiatori, Les Voyageurs , l’esposizione di Bruno Catalano voluta dall’amministrazione comunale e curata in collaborazione con la galleria Ravagnan di Venezia,  approda a Viareggio, nella fattispecie sul molo della Madonnina, dove resteranno in mostra per tutta l’estate.

La mostra consta di tre sculture monumentali in bronzo, alte circa 3 metri – Pierre David, J4 e Khadine – che raffigurano persone in movimento, in viaggio. Alcuni volti appaiono inespressivi, altri trasmettono tristezza e nostalgia, forse perché divelti dalla stanzialità e costretti a muoversi loro malgrado. Ma tutti i personaggi presentano un tratto comune, portano infatti rispettivamente con loro una sola valigia, che stringono con forza: un bagaglio di forma diversa, una valigia rigida, una borsa morbida, un semplice sacco, elementi che concorrono a dare una particolare connotazione umana, psicologica e sociale, del viaggiatore, e dunque, per certi versi, a “riconoscerlo”.

Tra gli innumerevoli linguaggi espressivi dell’arte del XX secolo, la scultura è certamente quello che ha espresso con più evidenza, tattile oltre che visiva, la radicale rivoluzione che ha attraversato e percorso l’inquieta creatività di quel tormentato periodo storico. Uno stravolgimento che ha violentemente introdotto una nuova organizzazione frantumata delle forme nello spazio ma anche, e soprattutto, l’inedito utilizzo di materiali diversi da quelli tradizionali, prima non deputati a diventare scultura.

L’opera plastica di Bruno Catalano si innesta naturalmente all’interno di questo profondo rinnovamento espressivo e costituisce un suo personale e caratterizzato contributo storico alla contrapposizione ideologica tra i pieni e i vuoti che ha caratterizzato gran parte della scultura del Novecento.

Artista moderno, cioè contemporaneo a sé stesso, Bruno Catalano ha naturalmente preso atto della storica situazione di crisi della scultura del suo tempo e, forse per una di quelle “geniali casualità” che l’arte ha accidentalmente innescato nel corso della storia, ha trovato una sua personale ed inedita via espressiva foriera di una nuova concezione dell’opera plastica, fortemente caratterizzata dalla scomposizione della figura e della mancanza definitiva di alcune parti di essa. Le sue sculture appaiono così, a prima vista, come incompiute, con parti anatomiche vistosamente mancanti che obbligano i riguardanti a chiedersi perfino come possano stare in piedi, giacchè si tratta di figure che camminano con una valigia o una borsa nella mano.

Sebbene così “mutilate”, le sue sculture conservano comunque tutte le seducenti possibilità estetiche e formali dell’opera plastica classica, e inducono anche ad una nuova e sorprendente riflessione sulla poetica e il dialogo con la materia. Una mancanza che però assegna un nuovo ruolo della luce nella scultura. Quest’ultima sembra infatti attraversare la stessa figura senza violenza, illuminandola e annullando sorprendentemente, nel contempo, la stessa fisicità della materia.

Significativa anche la scelta della location, il molo, ubicazione emblematica rispetto al tema del viaggio che conferisce alle opere un’ulteriore pregnanza simbolica, come evidenziato dallo stesso assessore alla cultura Sandra Mei. “Opere bellissime per una location incredibile – commenta la Mei – il molo della Madonnina, il nostro porto cuore della città, luogo di arrivi e partenze per definizione, naturali suggestioni per un grande artista che lascerà il segno nella nostra città. Ringrazio la galleria Ravagnan per questa importante collaborazione che spero possa portare ulteriori sviluppi”.

Ai ringraziamenti dell’amministrazione viareggina hanno fatto seguito le parole di Chiara Ravagnan, direttrice dell’omonima galleria, che ha posto l’accento sull’affinità che lega Viareggio e Venezia. “Sono molto felice di questa opportunità – dichiara Chiara Ravagnan – Viareggio è una città bellissima e sono orgogliosa che l’opera di Bruno Catalano sia qui al porto della Madonnina e in contemporanea a Venezia, due città che vivono di forti emozioni e che sanno conquistare chi sa amare l’arte e la bellezza”.

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