La polemica
|Bufera sul post per il referendum dell’assessora Puccetti di Massarosa: insorge il centrodestra
“Per parlare con me di contratti e licenziamenti presentarsi con il certificato del voto”. L’opposizione chiede scuse e dimissioni
Bufera contro le dichiarazioni dell’assessora alle politiche sociali del comune di Massarosa, Alberta Puccetti. Le affermazioni dell’assessora, giudicate discriminatorie riguardo la libertà di voto e l’astensionismo, hanno scatenato la reazione di vari esponenti politici di centrodestra.
Così ha scritto l’assessora in un post: “Da oggi in poi per tutti coloro che si rivolgeranno a me, amici, amici di amici, parenti eccetera lamentandosi di contratti assurdi, licenziamenti illegittimi pregasi presentarsi con tessera elettorale che attesti di essere andati a votare nelle giornate dell’8 o 9 giugno, altrimenti passare oltre a passo svelto, grazie. Io mi domando se qualcuno si è preso la briga di capire almeno cosa si era chiamati a votare. Avanti così che andiamo lontano. Beviamole tutte e lasciamoci lavare il cervello dagli altri”.
I commenti
“È inaccettabile che un rappresentante istituzionale, con la delega tra l’altro alle politiche sociali, si lasci andare a commenti di natura discriminatoria esclusivamente in base a libere scelte individuali, minando i principi fondamentali di imparzialità e rispetto per le scelte dei cittadini – afferma l’onorevole Fdi, Riccardo Zucconi -.La libertà di voto, così come il diritto di astenersi, sono diritti sanciti dalla Costituzione e dalla legge e in nessun caso possono diventare oggetto di discriminazione o di condanna. L’invito ad allontanarsi con passo svelto rivolto a chi non si allinea a una determinata linea politica e non mostra la scheda elettorale – non potendo dimostrare di aver votato al referendum – non solo è grave e fuori luogo, ma rappresenta un insulto alla dignità di ogni lavoratore e cittadino. I referendum, con tutti i loro limiti e costi (circa 350 milioni ogni volta solo per poterli fare), rappresentano uno strumento democratico e non un pretesto per divisioni politiche strumentali”.
Conclude così Zucconi: “Chiedo quindi che l’assessore Puccetti si scusi pubblicamente a passo svelto per queste affermazioni che ledono il rispetto istituzionale e la coesione sociale, oppure che prenda atto della gravità delle sue parole e rassegni immediatamente le dimissioni. La libertà del voto è un bene sacro, non un mero strumento di schieramento politico, e qualsiasi tentativo di politicizzare o discriminare un cittadino sulla base delle scelte elettorali è inaccettabile in una democrazia matura”.
Così aggiungono Marzia Lucchesi e Pietro Bertolaccini di Per Massarosa e Nicola Morelli e Pietro Cima della Lega: “È intollerabile che un assessore ricatti così i propri cittadini, ma lo é ancora di più se l’assessore si occupa del sociale. Forse l’assessore Puccetti, offuscata dalla rabbia per il flop del referendum, non si é accorta che si stava rivolgendo al 70% dell’elettorato, una larga maggioranza che ha esercitato il proprio diritto a non esprimersi. E per questo, tanto per rimanere sulla sua sponda politica, le rispondiamo con le parole di Napolitano: “Non andare a votare é un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria” L’assessore non ha neppure tenuto conto di quella parte del suo Pd che ha aspramente criticato la scelta referendaria e che chiede un resoconto ai vertici (vedi Gualmini, Gori e altri), ma la cosa peggiore è che la signora Puccetti è attualmente l’assessore di un Comune italiano e che, come tale, a maggior ragione dovrebbe riconoscere la democraticità delle scelte elettorali e inchinarsi alla volontà del popolo italiano anziché usare la propria posizione per punire chi ha scelto diversamente da quanto lei avrebbe voluto. Il 70 per cento è una grandissima maggioranza (poco meno dei 3/4) ma di questo all’assessore ben poco interessa abituata com’è a lavorare all’Interno di una Amministrazione che agisce sempre senza tener conto della voce dei cittadini e sempre sul pie’ di guerra contro le opposizioni. Infine, tra le altre cose, l’assessore non ha considerato che, da circa 4 anni viene pagata da tutti i cittadini e, stando alle percentuali referendarie, soprattutto da quei cittadini che hanno scelto di non votare. Dopo affermazioni così gravi e antidemocratiche, l’assessore Puccetti dovrebbe dimettersi chiedendo scusa a tutti i cittadini del Comune e al popolo italiano e il Pd dovrebbe prendere le distanze da quanto lei ha scritto”.
“Quando si fa politica in democrazia si deve sempre accettare l’esito dì una elezione o di un referendum. Dispiacendosi se sì perde, ma rispettando il risultato del pronunciamento popolare e le motivazioni dì chi ha compiuto ciascuna delle legittime opzioni a disposizione (nel caso del referendum anche l’astensione). E magari cercando di capire cosa si è sbagliato se il nostro messaggio non è passato. Non è di tale avviso l’assessora alle pari opportunità del Comune di Massarosa Alberta Puccetti che, sui social, non pensa che chi ha votato in maniera difforme da lei o non è andato a votare abbia semplicemente idee diverse o diversi modi dì rispondere ai quesiti referendari”. Affermano gli esponenti di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, capogruppo nel consiglio regionale della Toscana, Alberto Coluccini e Michela Degl’Innocenti, consiglieri comunali di Massarosa.
“No, l’assessora pensa che non abbiano capito cosa si era chiamati a votare e che si siano bevuti il cervello, e già questo palesa disprezzo e arroganza – proseguono – Ma va molto oltre, compiendo un vero e proprio abuso di potere laddove aggiunge Da oggi in poi per tutti coloro che si rivolgeranno a me, amici, amici di amici, parenti eccetera lamentandosi di contratti assurdi, licenziamenti illegittimi ecc ecc pregasi presentarsi con tessera elettorale che attesti di essere andati a votare nelle giornate dell’8 o 9 giugno, altrimenti passare oltre a passo svelto, grazie. Riteniamo inaccettabili tali prese di posizione intimidatorie, che ove pronunciate da altre forze politiche avrebbero fatto insorgere contro lo squadrismo fascista, e invitiamo l’assessora a scusarsi pubblicamente e a rassegnare immediatamente le proprie dimissioni”.
Conclude l’onorevole Elisa Montemagni della Lega: “Parole in libertà, offensive e deliranti, da parte dall’assesore Puccetti, un assessore contro i cittadini di Massarosa che legittimamente hanno deciso di non andare a votare. La previsione costituzionale del raggiungimento di un quorum è la prova che anche il “non recarsi alle urne” è una scelta legittima. Se poi si vuol sostenere che oltretutto il 70%, dei cittadini sono ignoranti perchè non si sono informati sul voto allora la visione del mondo che rende a tutti è anche peggiore. Col massimo rispetto di chi ha votato ci dovrebbe anche essere lo stesso rispetto per chi ha deciso diversamente. Del resto è chiaro da tempo che per certa sinistra la democrazia è bella solo quando fa comodo a loro. Solo quando li appaga”.
“Pensare poi di chiedere a qualche cittadino, che gli paga lo stipendio, di esibire la tessera elettorale o di “passare oltre a passo svelto” in caso avesse bisogno di aiuto, altro non è che la prova dell’inadeguatezza nel ricoprire il ruolo di assessore al sociale. Qualcuno, a partire dal sindaco che l’ha nominata dovrebbe ricordare alla signora Puccetti che lei è chiamata a fare il suo lavoro in modo neutrale, che deve rispondere a tutti i cittadini anche quelli che non la pensano come lei e che non la hanno votata, se intende far diversamente forse è il caso di rassegnare le dimissioni e far spazio all’imparzialità di cui la Pubblica Amministrazione ha tanto bisogno. Mi domando per ultimo se lei si sia “presa la briga” di attivare il cervello prima di sparare certe assurdità sui social, con una cattiveria e un livore che non calzano bene a chi ricopre un incarico delicato come il suo. Inadeguatezza anche in questo caso che, purtroppo, siamo soliti vedere in chi ci amministra a Massarosa”.


