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Tano Pisano invoca la pace: a Pietrasanta il nuovo murale contro la guerra

S’intitola ‘PACE’ la nuova opera site-specific. Colori e simboli per ritrovare libertà e immaginazione contro la brutalità del presente

Due anni fa rilesse Guernica, il capolavoro di Picasso. L’anno scorso omaggiò le Alpi Apuane con una citazione Michelangiolesca. Stavolta Tano Pisano, artista siciliano di nascita e versiliese d’adozione, ammette di essere sopraffatto dalla realtà, di percepire la mancanza di spazi mentali di libertà e di sentire il bisogno di una chiamata alla pace, da contrapporre alle troppe chiamate alle armi.
Si intitola semplicemente PACE il nuovo murale di Tano Pisano collocato sul muro esterno del complesso monumentale di Sant’Agostino, nell’omonima via a Pietrasanta, all’altezza di Piazzetta Mitoraj.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per giovedì (10 luglio), alle 19, alla presenza del sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, e dell’artista che ormai da quasi 10 anni risiede della Piccola Atene. Poi l’opera resterà visibile liberamente fino al prossimo 6 gennaio 2026. 

“Il ruolo dell’arte come messaggera di pace, di speranza e ponte tra le culture è insostituibile – dice il sindaco Giovannetti -. E a Pietrasanta si manifesta in ogni forma e luogo, nasce e vive nelle nostre piazze e nei nostri spazi espositivi, attraverso i grandi maestri e gli artisti emergenti. Questo profondo legame tra espressione artistica e valori universali, oggi rappresentato dal nostro concittadino Tano Pisano in questo suo nuovo murale, è anche l’asse portante della candidatura di Pietrasanta a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027 e un monito perpetuo a non dimenticare mai quell’umanità che ci unisce, oltre ogni distanza e differenza”.

Anche in questa occasione, la creazione site-specific di Tano Pisano si presenta come una costruzione poetica e astratta: un’opera composta da 48 pannelli in plexiglas montati su una struttura in legno ancorata a una base metallica, progettata appositamente per non danneggiare il muro. L’installazione, che misura sei metri di larghezza per due di altezza, è sempre visibile gratuitamente, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

L’opera, vivacemente colorata, invita ad osservare con attenzione ogni suo dettaglio: una ricerca pittorica complessa che, nella parte destra, rivela la sua natura di monito. Qui emerge l’immagine ispirata a uno dei celebri ritratti del Fayyum, dipinti straordinariamente realistici risalenti tra il I secolo a.C. e il III d.C., ritrovati in una necropoli egizia. Questi ritratti, realizzati in vita, venivano poi posti sui sarcofagi dopo la morte. Nel lavoro di Pisano, il volto raffigurato nella parte superiore è sovrastato dalle bandiere di Palestina e Israele, poste fianco a fianco, così vicine da annullare per un istante l’idea stessa di conflitto.

Inoltre, nel nuovo murale c’è un riferimento a Guernica, il capolavoro di Pablo Picasso custodito nel Museo Reina Sofia di Madrid. Nella parte inferiore del murale di Tano Pisano, infatti, è ben evidente una mano che impugna una spada spezzata: la stessa era comparsa in Guernika, il murale che l’artista siciliano aveva realizzato a Pietrasanta nell’estate del 2023. Ovviamente il riferimento è all’assoluta inutilità della guerra, qui tradotta in un’immagine forte.

“In questo murale ci sono tante cose della mia pittura – afferma Tano Pisano – che è un’opera per tornare a far volare la mente, per trasferire la realtà in spazi diversi. Perché oggi c’è troppa realtà e così poca fantasia e poesia. Siamo travolti dalla realtà, mentre noi abbiamo bisogno dell’astrazione, perché l’arte è libertà di pensiero. Un po’ come avveniva nei quadri di Giorgio Morandi, l’arte serve anche a dare etica e moralità a chi non ce l’ha. È una questione di soggetto, che ha una sua coscienza, e non di aggettivo, cioè dei vari mi piace o non mi piace. E alla fine – conclude l’artista – guardando il risultato di questa mia ultima costruzione poetica, mi sono sentito vicino ai grandi pittori del Novecento, come Burri, Capogrossi, e ai miei riferimenti di quando ero giovane, come Mirò”.