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Del Ghingaro: “Dal cantiere del centrosinistra poche proposte e tanto livore”

Il sindaco di Viareggio: “Si libereranno forse di mema non delle responsabilità che hanno nei confronti di questa città”

“Dalla lettura dei resoconti stampa, ciò che emerge con chiarezza è che il neonato “cantiere del centrosinistra” ha finora prodotto poco in termini di contenuti e visione, ma molto in termini di livore. Livore nei confronti della maggioranza civica e libera che governa Viareggio da dieci anni, e livore – personale e diretto – nei confronti del sindaco che ha guidato questa esperienza”. Così il primo cittadino di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro. 

“Sorprende, infatti, la facilità con cui alcuni, in quel “cantiere”, liquidano in blocco l’intero percorso amministrativo di questo decennio. Si invoca la “discontinuità” come se fosse, di per sé, una patente di autenticità politica – dice il sindaco – Ma non si discute del futuro della città: si cerca solo un pretesto per escludere a priori chi ha lavorato seriamente per cambiarla. La verità è che non si criticano davvero le scelte fatte, ma chi le ha portate avanti. Si attacca me, il sindaco. E lo si fa con rabbia, con rancore, spesso con odio personale. Ma i fatti parlano più forte delle opinioni: Viareggio è uscita dal dissesto, dalle macerie che quel cantiere aveva prodotto, ha finalmente un regolamento urbanistico e presto un piano strutturale. I lavori pubblici realizzati e in corso hanno trasformato la città. La cultura è tornata protagonista, le politiche sociali sono state costanti e concrete, l’ambiente è stato al centro di scelte innovative. Viareggio è tornata attrattiva dal punto di vista turistico, è più viva, seducente, ha riacquisito la dignità perduta anche a livello nazionale”.

“È legittimo discutere, proporre visioni diverse, migliorare. Ma cancellare tutto per strategia o per rancore personale, sempre che ci si riesca, non è politica: è miopia – conclude –  Per alcuni, il problema non sono i risultati. Il problema siamo noi che quei risultati li abbiamo ottenuti. Ma non è con l’odio che si governa una città e si costruisce il futuro. Noi crediamo in un progetto che parta dalla realtà, valorizzi ciò che ha funzionato e guardi avanti senza chiudersi nei veti o nei risentimenti. Viareggio è una comunità matura, consapevole delle sfide da affrontare e capace di scegliere nell’interesse di tutti, non di una parte. “Il cantiere del Pd” si libererà di me, forse. Ma le persone che di quel cantiere fanno parte, non possono liberarsi della responsabilità che hanno verso questa città. Anche loro, prima o poi, dovranno scegliere da che parte stare. Noi l’abbiamo già fatto: dalla parte di Viareggio”.