Arte contemporanea
|Alkedo Aps, estate ricca di eventi fra mostre e nuovi atelier
Alla Cappella Marchi la personale dell’artista romana Giulia Seri, domani apre a Querceta il centro indipendente Belli Art House
Una realtà molto attiva nata nel cuore della Versilia e presente da anni sul territorio.
Abbiamo avuto un’interessante conversazione telefonica con Lorenzo Belli direttore artistico dell’associazione versiliese Alkedo Aps. Belli ci ha parlato dell’associazione e delle sue prossime iniziative oltre che della sua storia. Facendoci poi una rivelazione su un’altra prossima realtà artistica e culturale che sta aprendo le sue porte a Querceta.
“Alkedo Aps – dice Lorenzo Belli – nasce nel 2007. Da qualche anno facciamo ricerche sul territorio dell’intreccio tra arti visive e natura, in contesti educativi, formativi, sociali e terapeutici organizzando escursioni, laboratori, soggiorni residenziali e didattici. Come da statuto, l’associazione persegue le finalità di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali e del paesaggio e la loro fruizione nonché la tutela e valorizzazione dell’ambiente, del paesaggio e della cultura materiale ed immateriale. Alkedo Aps – mette in luce – è da anni impegnata a fornire supporto alle diverse realtà presenti sul territorio, motivata dalla consapevolezza del fondamentale ruolo che l’educazione e la formazione hanno come strumenti preventivi e integrati per la diffusione della cultura”.
“Innanzitutto – spiega Belli – monitoriamo e valutiamo l’impatto delle nostre azioni ponendo particolare attenzione all’impatto ambientale e all’accessibilità e fruizione degli spazi e contenuti. Cercando anche di migliorare la vita della comunità e del singolo individuo, attraverso percorsi ed iniziative turistico-culturali, gestione dei luoghi della cultura, attività formative come corsi residenziali, convegni, workshop e laboratori, servizi museali ed informativi, servizi educativi e gestione ed organizzazione di mostre d’arte”.
Molto importante è stato per l’associazione versiliese nel 2020 lo spazio che gli ha fornito il Comune di Seravezza. “Siamo – spiega Lorenzo Belli – così potuti rimanere a fare arte sotto il nome di Spazio Cappella Marchi che è diventato lo spazio che ci ha fornito il Comune di Seravezza oltre che il nome del nostro progetto. In questo modo ci troviamo da qualche anno ospiti della ormai ex chiesa settecentesca della Madonna del Carmine costruita dalla famiglia Marchi di Seravezza nel 1779 e poi successivamente sconsacrata negli anni ’70 del ‘900 e donata al Comune di Seravezza. Alkedo Aps così anche in questo luogo ai giovani artisti ed a quelli più affermati offre una location dove noi dell’associazione insieme con loro studiamo per tutto il tempo preparatorio necessario l’ambiente prima di sviluppare un progetto”.
Alkedo che opera infatti in contesti formativi, sociali e terapeutici organizza escursioni, laboratori, percorsi didattici per scuole primarie e secondarie, laboratori artistici e soggiorni residenziali anche per giovani artisti emergenti e studenti delle Accademie di Belle Arti. “Dal 2008 al 2016 – racconta Belli – abbiamo organizzato i soggiorni educativi L’estate nei parchi realizzando laboratori di botanica, land art, teatro, scrittura, fotografia e cucina per bambini, attività di riscoperta culturale ed ambientale come le esperienze estive per diversamente abili “Soggiorno-esperienza estiva con la Joelette” ed escursioni de La via dei marmi di Michelangelo e Gli antichi oggetti raccontano durante la Settimana europea dei parchi. Inoltre l’associazione versiliese sta realizzando grazie alla Banca di Credito Cooperativo della Versilia, Garfagnana e Lunigiana il progetto Università della Montagna a seguito della pubblicazione di Una chiesa da salvare. Cittadinanza attiva per i beni culturali. Dal 2014 al 2017 abbiamo gestito gli spazi residenziali e didattici per la Fondazione Centro Arti Visive di Pietrasanta, accogliendo studenti di Accademie d’arte italiane e straniere e professionisti nel campo del design, dell’arte e della moda, organizzando workshop e seminari. Nel 2020 si è creata la webserie di 6 puntate Arte in Pillole, presentata sui canali Instagram, Facebook e Youtube dedicata al mondo dei nuovi universi artistici e delle contaminazioni culturali”.
“Alkedo – dice Belli – ha quindi come scopo la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico, paesaggistico, naturale e ambientale, con particolare riguardo al Parco dell’Alpi Apuane e alle zone limitrofe, favorendone la fruizione e la conoscenza e diffondendone la cultura ambientale. L’associazione Alkedo è articolazione territoriale della Federazione Nazionale Pro Natura, associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente. Aderisce inoltre alla Carta Europea del Turismo Sostenibile Cets avendo organizzato dal 2008 al 2016 soggiorni educativi alla riscoperta culturale e ambientale. Aderisce a Un Global Compact delle Nazioni Unite, è socio amico dell’associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf), socio aderente alla Anna Lindh Foundation e socio-fondatore della Rete Italiana per il Dialogo Euromediterraneo – Ride Aps. Alkedo è stato anche promotore dell’inchiesta pubblica su progetti relativi agli impianti idroelettrici fluviali Serra e Vezza, arrivando alla firma del Contratto di fiume nel 2019 secondo l’iter regionale. Nel 2012 ha fondato il Comitato Salviamo la chiesa di Michelangelo, cui ha fatto seguito un’esperienza di cittadinanza attiva per il recupero di un bene culturale comunitario come la Pieve di San Martino alla Cappella sita nei luoghi di Michelangelo Buonarroti”.
Alkedo è stata quindi nel tempo presente nell’organizzazione di mostre ed eventi di carattere didattico ed espositivo, impegnandosi a supportare diverse realtà presenti sul territorio. Oltre che occupandosi con passione e dedizione dell’intreccio tra arti visive, uomo e società. “Ricordiamo – elenca Lorenzo Belli – che dal 2017 ha sviluppato a Seravezza progetti educativo-espositivi interattivi per Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi e Fondazione Terre Medicee. Alkedo ha creato modalità di formazione, istruzione e trasferimento di conoscenza sulle tematiche relative all’inquinamento marino e delle coste sfociate nel 2020 con il progetto didattico-espositivo finanziato dal Comune di Forte dei Marmi. Nel 2019 ha vinto il bando Toscana in contemporanea 2019 con Genius Loci, un progetto didattico-artistico svolto presso la chiesa di San Cristoforo in collaborazione con il Comune di Lucca e Photolux festival. Nel 2020/2021 si occupa della rassegna Modigliani a Pietrasanta in collaborazione con il Comune di Pietrasanta. Anno in cui è anche coautore del progetto transnazionale Nedita che supporta la creatività delle nuove generazioni di artisti in dialogo con alcuni maestri del’900 organizzando esposizioni di alto livello in Italia ed in Olanda. Queste sono solo alcune sue iniziative, collaborando anche con altre realtà locali pubbliche e private”.
L’occasione è stata propizia anche per farci presentare la mostra personale dell’artista romana classe 1988 Giulia Seri che inaugura venerdì (29 agosto) alle 18 nella Cappella Marchi a Seravezza (via Gino Lombardi, 38). “Giulia – dichiara Lorenzo Belli – dona vita a La speranza è un cuscino di spine. La sua esposizione è curata da Giorgia Munaron che collabora da qualche anno con l’associazione. Cappella Marchi di Seravezza si trasforma così in uno spazio di accoglienza e riflessione fino al 21 settembre. Le opere di Seri nascono infatti da un’urgenza personale e universale: fare della fragilità una materia viva, capace di raccontare ciò che spesso resta invisibile. La mostra raccoglie ceramiche ed oggetti che dialogano con le pareti segnate del tempo del luogo, creando un ambiente intimo e meditativo. In questo spazio sospeso, l’artista costruisce un lessico visivo che attinge tanto all’esperienza quotidiana: la cura, la terapia, i rituali che accompagnano la malattia. Ma attinge anche alla memoria collettiva, fatta di simboli e allegorie. Le ceramiche leggere come gusci d’uovo, le siringhe e le tazze trasformate in oggetti rituali, le pillole che diventano amuleti, parlano di un corpo vulnerabile ma tenace. Emblematiche sono le bambine di pane, figure fragili e destinate a decomporsi, che incarnano il paradosso di una forza custodita dentro la debolezza”.
“Queste immagini, apparentemente candide – rivela il direttore artistico versiliese – racchiudono il dolore e lo restituiscono al pubblico in forme delicate, decorate, a tratti perfino gioiose. La scelta cromatica di rosa, azzurri, bianchi, glitter è una dichiarazione di resistenza: colori leggeri e festivi che si sovrappongono alla gravità dei temi trattati, come un velo che non nega ma rende sopportabile la realtà. L’acquerello, la delicatezza dei materiali come il pane e la ceramica, l’utilizzo di toni pastello, di fiori e glitter stridono col contenuto doloroso, quasi quindi a volerlo attenuare, mitigare e rendere accettabile, cercando un briciolo di bellezza e compassione nella pena. Pettinare il dolore, profumarlo di festa, renderlo più lieve: è questo il gesto poetico che guida l’intera ricerca dell’artista. Seri unisce quindi rigore analitico e sensibilità lirica. Il contesto della Cappella Marchi, già luogo sacro e oggi spazio espositivo, amplifica questa dimensione. Le sue pareti segnate e imperfette si fanno eco delle ferite narrate dalle opere, accogliendole in una cornice che unisce spiritualità e laicità. Ne nasce un’esperienza immersiva, dove il visitatore non è spettatore passivo ma parte di un dialogo che chiede empatia, ascolto e sospensione del giudizio”.
Il titolo della mostra tratto da un proverbio orientale, ci introdurrà in un percorso che non elude il dolore ma lo attraversa, trasformandolo in esperienza condivisa. La mostra, organizzata in collaborazione con comune di Seravezza e Fondazione Terre Medicee, diventa così un invito a guardare senza paura la fragilità, riconoscendone la dignità e la bellezza.
“Un percorso – spiega Belli – che si muove tra intimità e condivisione, tra ferita e rinascita, dove il dolore si trasforma in una nuova forma di luce. Seri che oggi vive e lavora a Firenze dopo la laurea in biologia si dedica alla pittura e alla ceramica come autodidatta. La fragilità è protagonista da tempo del suo lavoro, che anche per l’occasione parla di malattia, di disabilità, di morte, di perdita e disperazione. Le opere assumono una funzione apotropaica, esorcizzando fantasmi passati e futuri: sono preghiere, ex voto, talvolta incantesimi, magie per dimenticare o trasformarsi. La mostra di Seri sarà visitabile dal sabato alla domenica ore 18-21 a ingresso libero. Per informazioni scrivere a info@alkedo.org”.
A partire da domenica 24 agosto poi ci sarà un’importante novità a cui sta lavorando Lorenzo Belli. Si inaugura
, un nuovo centro indipendente e no profit dedicato all’arte contemporanea a Querceta (via Fratelli Rosselli, 96) tra memoria e ricerca contemporanea nel cuore della Versilia.
“Lo spazio nasce all’interno della casa che fu di mio nonno Silvio Belli – ci racconta Lorenzo Belli – sindaco di Seravezza per 10 anni fra il 1970 e il 1980, prima ancora assessore comunale dello stesso Comune e figura centrale del panorama culturale versiliese tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso. Intento è stato quello di riattivarne l’eredità intellettuale e sociale attraverso una progettualità rivolta al presente dopo la sua scomparsa nel 1998. La villa ed il giardino sono stati oggetto di una recente ristrutturazione che ha lasciato intatto il design visionario dell’architetto Lorenzo Iacopi, così come i marmi e gli arredi originali degli anni Cinquanta. Frutto del lavoro degli eredi Belli in collaborazione con l’associazione Alkedo APS, il progetto – mette in luce Lorenzo Belli – nasce dal desiderio di creare un hub culturale dinamico ed accessibile, intrecciando mostre, residenze artistiche, eventi e incontri in costante dialogo con il territorio, gli artisti e con le persone. Un ruolo centrale è occupato dalla Collezione Belli, una raccolta di circa 300 opere d’arte moderna e contemporanea che riflette la passione umanistica e le relazioni personali di Silvio Belli con numerosi artisti attivi in Versilia tra gli anni Sessanta e Novanta. Oggi questo patrimonio è al centro di un processo di catalogazione e archiviazione in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Belli Art House si configura come un luogo di incontro e sperimentazione: una casa, un archivio e uno spazio espositivo aperto alla ricerca contemporanea, con particolare attenzione agli artisti emergenti e alla costruzione di dialoghi intergenerazionali ed internazionali. Il progetto per le residenze artistiche, riservate agli artisti associati, prende il nome di Habitat: uno spazio di produzione e confronto, favorendo una relazione diretta tra autori, abitanti e visitatori”.
“Questo – prosegue – anche perché un artista non viene da un altro mondo ma specialmente in un contesto come quello in fermento versiliese nostro obiettivo è anche quello di far conoscere questo territorio sotto il punto di vista artistico e culturale e far capire alle persone un po’ come avveniva dopo metà del secolo scorso cosa c’è dietro all’artista da accompagnare e dialogarci durante il suo operare ed al fare arte dando valore anche a tutte le particolarità che si possono celare nel fiorente mondo artistico in Versilia”.
L’inaugurazione dello spazio Belli Art House in programma domani (24 agosto) alle 18,30 sarà accompagnata dalla mostra bipersonale di Matteo Nuti e Marco Salvetti, intitolata Al limite con un testo a cura di Giorgia Munaron. “In questa prima esposizione – racconta Lorenzo Belli – il tema del limite diventa soglia, tensione, attraversamento. La pittura di Matteo Nuti si configura come un dispositivo, un campo di possibilità dove ogni gesto implica una decisione: i bordi della tela sono confini reali che racchiudono e definiscono, trasformando il segno da precarietà a presenza concreta. Marco Salvetti, invece, manifesta il limite nella materia: superfici dense e stratificate in cui colore e gesto si misurano con la resistenza del supporto, fino a sfiorare la scultura. Il loro incontro genera un cammino su una linea sottile, dove l’equilibrio non è mai garantito. Le opere non illustrano il limite, ma lo incarnano, invitando il pubblico a sostare in quella soglia fragile e potente in cui ciò che sembra dissolversi trova forma e ciò che appare saldo si rivela pronto a mutare. Al limite inaugura così il percorso espositivo di Belli Art House, luogo in cui passato e presente si intrecciano per generare nuove visioni. Per visite su appuntamento – conclude – scrivere a hello@belliarthouse.com”.


