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Rimpasto di giunta a Viareggio, Pd presenta mozione di censura istituzionale

Per i dem la nuovo composizione viola le norme sulla parità di genere: “Pronti anche a rivolgerci al prefetto”

“Un rimpasto improvviso, deciso in solitaria dal sindaco di Viareggio, che ancora una volta mette in evidenza un modo di governare distante dal confronto e dal rispetto delle procedure e della prassi. La nomina del nuovo assessore, elevato contestualmente al ruolo di vicesindaco e investito di deleghe di primaria importanza, rappresenta non solo una scelta calata dall’alto, ma anche un atto di evidente rottura all’interno della maggioranza e una violazione della norma”. A dirlo è il Pd di Viareggio che ha presentato una mozione di censura istituzionale in Consiglio.

“Non ci troviamo solo di fronte a un atto del sindaco che mina la credibilità dell’amministrazione – scelta che ha spinto tre consiglieri comunali ad abbandonare i gruppi di maggioranza per il gruppo misto – dice – ma apre anche a un grave problema di procedure: la nuova composizione della giunta non rispetta la legge Delrio 56/2014, la quale afferma che «nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3mila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”. Un fatto grave, che non solo contrasta con le norme vigenti, ma vanifica anni di impegno per l’equilibrio e la parità nelle istituzioni”.

“Siamo di fronte a una scelta che non rilancia, ma indebolisce l’amministrazione e la città. Una decisione frettolosa, priva di confronto, che concentra poteri e responsabilità in poche mani, il tutto per ‘punire’ degli assessori come recentemente chiesto da Miracolo, presidente del Festival Puccini – scrive il Pd – Richiamiamo quindi il consiglio comunale ad esprimere una chiara censura istituzionale verso le modalità con cui questo rimpasto è stato condotto, chiedendo al sindaco di ristabilire quanto prima il rispetto della legge e delle quote di genere. Il Partito Democratico si rivolgerà anche a Sua Eccellenza il prefetto perché venga immediatamente ristabilito il rispetto della legge all’interno dell’organo che dovrebbe guidare la città”.