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Casa Filippo debutta a Pitti Uomo Firenze

Il nuovo brand di Filippo Di Bartola porta la cucina toscana della memoria tra gli eventi food della Fortezza da Basso e della Stazione Leopolda

Ingegno e cucina made in Tuscany si fondono in un nuovo brand che parte dalla Versilia: casa Filippo. 
Filippo Di Bartola, che ha fatto del suo ristorante Filippo a Pietrasanta (e poi anche a Forte dei Marmi) un luogo dove l’esperienza a tavola è un tributo alla tradizione, lancia il nuovo percorso che veicola un progetto che attinge alla filiera corta per piatti dei genuini ricettari casalinghi.
Casa Filippo diventa infatti marchio di sintesi di una filosofia che strizza l’occhio al passato per confezionare proposte attuali e tradurre al contempo l’abilità del rapporto che si costruisce in sala. Il debutto del brand avrà una passerella d’eccezione, quella di Pitti Immagine Uomo a Firenze dove Di Bartola si è aggiudicato l’affidamento del servizio catering diventando protagonista del food per giornalisti, buyers e per tutti gli eventi distribuiti alla Fortezza da Basso e alla Stazione Leopolda. Per il 2026 Pitti sarà ispirato al tema motion e Filippo con la sua brigata sarà artefice di una sorta di salto indietro in un tempo che fissa composizioni eterne: ecco quindi i suoi cavalli di battaglia come le polpettine rosse (che erano quelle cucinate ai frati Salesiani nel convento di Pietrasanta), tordelli al ragù con pasta fatta a mano, roast-beef di chianina,pappa al pomodoro e altre prelibatezze che, in una logica di movimento, cambieranno ogni giorno.
Casa Filippo
‘’Casa Filippo – racconta Di Bartola – è il nuovo contenitore che racchiude la nostra proposta di artigianato, cucina e ospitalità che quest’anno compie 18 anni. Non a caso il nome richiama la magia domestica. Ho sempre presentato una cucina correttamente innovativa che rassicura il cliente senza sensazionalismi. Oggi che la cucina italiana è stata finalmente riconosciuta come patrimonio immateriale Unesco, conferma quanto sia parte della nostra cultura il rispetto della materia prima e la conoscenza delle ricette della tradizione. Questo retaggio è una partenza indispensabile per parlare di cucina moderna’’.