L'intervento
|Del Ghingaro incassa il sì al bilancio e rilancia: “Ha prevalso il senso istituzionale sull’odio”
Il sindaco di Viareggio: “Non è mai roseo il futuro di chi tradisce, dopo aver beneficiato per anni di incarichi e responsabilità”
All’indomani del voto sul bilancio preventivo parla il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro.
“In politica esistono momenti in cui è necessario chiamare le cose con il loro nome – dice – Quello che sta accadendo in queste settimane non è un normale confronto politico: è il tradimento di pochi rispetto a un percorso amministrativo e politico che resta solido, vivo e largamente condiviso. Il civismo che governa Viareggio da dieci anni continua a poggiare su una comunità ampia di amministratori, consiglieri, forze politiche e cittadini che credono nel programma, nei valori e nella visione di città costruita insieme. Questa è la verità sostanziale”.
“Col tempo si sono venuti a creare, in modo sempre più evidente, due “partiti” – dice il primo cittadino – da una parte chi, per ambizioni personali o rancori politici, ha lavorato per il commissariamento del Comune, auspicando il fallimento dell’amministrazione pur di ricavarne un vantaggio individuale; dall’altra chi, con senso di responsabilità, ha scelto la continuità dell’azione amministrativa nell’interesse esclusivo della città. Tra queste due strade ha prevalso la seconda. Ha prevalso la responsabilità sul livore, ha prevalso il senso istituzionale sull’odio, ha prevalso la serietà sul volgare disfattismo”.
“Voglio ringraziare pubblicamente le forze politiche che, anche da posizioni diverse, hanno scelto di sostenere il bene della città con responsabilità e lungimiranza, uscendo dal pollaio delle chiacchiere e delle offese ed entrando nel recinto dei fatti, della concretezza e degli ottimi numeri del bilancio – dice ancora Del Ghingaro – È questo il terreno su cui si misura la politica che serve a Viareggio. Accanto a questa realtà maggioritaria, esiste una minoranza che ha scelto di voltare le spalle al percorso comune. Non per divergenze programmatiche reali. Non per un cambio di rotta dell’amministrazione. Ma per ambizioni personali e calcoli individuali, a pochi mesi dal voto. Chi è stato eletto e nominato grazie a questa esperienza amministrativa ha beneficiato per anni di incarichi, ruoli di governo, visibilità pubblica, potere decisionale e opportunità politiche. Sapeva perfettamente quale fosse la strada. Cambiare oggi non significa “evolversi”: significa tradire. Non esistono alibi. Non esistono attenuanti. Non esistono giustificazioni politiche credibili”.
“Ancora più grave è che alcuni, pur avendo rotto nei fatti il rapporto fiduciario, continuino a occupare incarichi ottenuti grazie alla fiducia del sindaco e al consenso del civismo viareggino, tradendo quotidianamente quel mandato. Voglio invece ringraziare, con forza e pubblicamente, tutti coloro che hanno tenuto alto il senso di giustizia, di responsabilità e di rispetto per Viareggio. Agli altri auguro soltanto di rinvenirsi.
Perché non è mai roseo il futuro di chi tradisce, dopo aver beneficiato per anni di incarichi e responsabilità, e pretende perfino di dare lezioni di coerenza a chi continua a lavorare nell’interesse dei cittadini. Noi andremo avanti come sempre con serietà e rispetto, senza tante chiacchiere, avendo chiaro che la nostra scelta di campo è una sola: Viareggio”.


