L'intervento
|Fare Viareggio: “No alle immagini di fantasia per spaventare i viareggini sull’asse di penetrazione”
La civica che sostiene Marcuci: “Si parla dell la vita quotidiana di persone reali, che meritano sicurezza, non rendering falsi”
“Non possiamo stare in silenzio davanti a chi usa immagini generate dall’intelligenza artificiale per spaventare i viareggini su un’opera che questa città aspetta da anni. Nei giorni scorsi è circolato un render prodotto con l’intelligenza artificiale — un’immagine che non corrisponde ad alcun documento ufficiale, ad alcuno studio tecnico, ad alcuna delle commissioni consiliari che hanno lavorato alla variante urbanistica per l’asse di penetrazione. Anche perché siamo alla previsione urbanistica e un progetto non esiste”. Ad andare all’attacco è Fare Viareggio.
“Chi lo ha messo in giro – Antonella Serafini, della compagine di Federica Maineri, – ha partecipato a quelle commissioni e lo sa benissimo, ma ha scelto di mostrare ai cittadini qualcosa di falso. Non è informazione. È inganno. E noi non lo accettiamo – dice la civica che sostiene Marialina Marcucci per la corsa a sindaca – L’asse di penetrazione non è un’opinione: è un progetto reale, costruito su anni di lavoro istruttorio, con documenti e studi tecnici che chiunque può leggere. Chi sceglie di ignorarli e di sostituirli con immagini di fantasia lo fa perché non ha argomenti. Lo fa per seminare paura. Lo fa perché sa che, sul merito, non ha una risposta da dare alle famiglie della Darsena e ai lavoratori della nautica”.
“Noi quella risposta ce l’abbiamo — ed è concreta. Le famiglie che abitano alla Darsena non possono continuare ad andare a dormire con il timore che uno yacht da centinaia di tonnellate sbatta in una casa facendola crollare ed è solo grazie alla bravura dei nostri manovratori che non è mai successo niente – dice ancora Fare Viareggio – Questa non è una statistica: è la vita quotidiana di persone reali, che meritano sicurezza, non render falsi. L’asse di penetrazione serve a loro e si farà. Serve anche alle imprese del distretto nautico viareggino — quelle che costruiscono il 30 per cento dei superyacht tra 30 e 70 metri di tutto il mondo, con un fatturato di 3,5 miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro. Imprese che hanno bisogno di crescere, non di essere bloccate da colli di bottiglia infrastrutturali che dureranno altri vent’anni se non interveniamo adesso”.
“Insieme al completamento della Via del Mare, l’asse sblocca le aree produttive, ridà respiro al porto e restituisce vivibilità a un quartiere che lo merita Dobbiamo dirlo anche chiaramente: nel centro sinistra che si oppone a questa opera convivono posizioni inconciliabili. C’è chi è favorevole al tracciato individuato in questi anni. C’è chi propone tracciati alternativi che i tecnici giudicano non realizzabili — il che significa, nella pratica, non farla. E c’è chi è contrario e basta, come Serafini, senza alternative da offrire – commenta Fare Viareggio – Questa non è complessità: è l’assenza di una visione. E chi non ha una visione non può guidare una città. Il progetto che sosteniamo affronta la mobilità in modo serio e integrato. L’asse si accompagna allo spostamento degli istituti scolastici di secondo livello fuori dal quartiere Darsena: meno traffico, più sicurezza, spazi restituiti a chi ci abita. E si inserisce nel piano per 50 chilometri di rete ciclopedonale che collega i quartieri e costruisce una città più sostenibile per tutti, tutto l’anno — non solo d’estate”.
“Noi non usiamo immagini false. Usiamo i documenti, quelli veri – conclude l’intervento – E continuiamo a farlo. Noi non usiamo immagini di fantasia per spaventare i viareggini — usiamo i documenti, quelli veri, quelli che esistono. L’asse di penetrazione si farà, perché è giusto per chi lavora, per chi abita in Darsena e per il futuro di questa città”


