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Risorse per la sanità territoriale: Paolo Annale chiede un incontro ai vertici dell’Asl

Il candidato sindaco comunista: “Il vero problemaè il vincolo di spesa per il personale del Servizio sanitario nazionale”

Sul tema della sanità interviene anche il candidato sindaco del Partito Comunista, Paolo Annale. 

“La sanità pubblica è oggetto da anni di attacchi scientificamente condotti per fare della salute una merce e aprire al mercato privato. La sanità versiliese oltre a soffrire di questi problemi, nostra gli effetti dell’incapacità da parte dei sindaci di una visione di insieme che potesse superare i vari campanilismi.  Il clima che si è respirato negli ultimi dieci anni è stato di fatto di un generale disinteresse, fatta eccezione per alcuni e rari casi. I cittadini e le cittadine di fronte all’impossibilità di avere risposte dal Servizio pubblico hanno cercato soluzioni a pagamento, se potevano permetterselo, o impropriamente attraverso il pronto soccorso”.

“Il bilancio è grave e allarmante; non solo le persone più fragili e meno abbienti stentano ad accedere alle cure ma le condizioni di lavoro dei sanitari si sono aggravate, di fronte alla fuga verso il privato. Sono sempre meno coloro che continuano a presidiare la sanità pubblica, espressione di un diritto costituzionale. Oggi il panorama sembrerebbe rischiarato dall’apertura della Case di comunità, risposta che il Pnrr ha cercato malamente di offrire per sanare i molti problemi della sanità territoriale attraverso cospicui investimenti nell’edilizia sanitaria. Ma il vero problema era e rimane il vincolo di spesa per il personale del Servizio sanitario nazionale (Ssn), che risale alla finanziaria del 2004, tuttora in atto. In un tale panorama gli sforzi compiuti sembrano essere vani e solo di facciata”.

“In questi giorni, con un ritardo di circa un anno sulla tabella di marcia, apre nominalmente la casa di Comunità del Terminetto, mentre l’ospedale di comunità dell’Ex Tabarracci è ancora di fatto sulla carta. Con quali risorse umane verranno popolate queste realtà, tanto più in un panorama che vede irrisolti i rapporti con la medicina di base? I sindaci al di là delle inaugurazioni e delle dichiarazioni di circostanza si sono posti il problema? Per avere risposte certe abbiamo chiesto un incontro con la direzione dell’azienda sanitaria, alla quale ribadiremo la nostra attenzione e il nostro impegno affinché venga tutelato il diritto di accesso alle cure per tutti e tutte”.