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Marcucci contro le ‘incertezze’ del Pucciniano. Miracolo: “Prende le distanze da una stagione amministrativa di cui è stata parte”

Il presidente della Fondazione: “Il Festiva merita rispetto, verità e coerenza un confronto serio sul suo futuro”

“Nel programma elettorale della candidata sindaca Marialina Marcucci c’è un passaggio che non può passare inosservato. Parlando del Festival Pucciniano, la candidata fa riferimento a ‘dieci anni di incertezze’ e propone di garantire alla Fondazione una governance stabile e autorevole, una reputazione solida a livello globale e un ritorno ai massimi livelli internazionali”. A parlare è il presidente del Festival Pucciniano, Fabrizio Miracolo. 

“Parole importanti, che suonano però come una sorprendente autocritica. Perché Marialina Marcucci non arriva oggi da fuori, né può presentarsi come spettatrice di ciò che è accaduto – dice Miracolo – fino a poco più di un anno fa ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Fondazione Festival Pucciniano, partecipando direttamente alla vita e alla gestione dell’ente proprio negli anni che oggi il suo stesso programma descrive come segnati da incertezze. Tra i principali sostenitori della sua candidatura figurano inoltre Sandra Mei, assessore alla cultura del Comune di Viareggio per circa dieci anni, e Franco Moretti, direttore generale della Fondazione Festival Pucciniano per oltre vent’anni. Entrambi sono stati protagonisti delle scelte amministrative, organizzative e culturali che hanno segnato una lunga stagione del Festival e delle politiche culturali cittadine. Per questo appare singolare che oggi si tenti di presentare come proposta di cambiamento ciò che, nei fatti, è anche un giudizio critico sull’esperienza amministrativa e politica degli stessi protagonisti che hanno governato o contribuito a governare quel sistema”.

“Se davvero ci sono stati ‘dieci anni di incertezze’, come afferma il programma della candidata Marcucci – prosegue Muracolo – allora quelle incertezze non possono essere attribuite genericamente ad altri. Appartengono anche alla storia di chi, in quegli anni, sedeva nei ruoli di responsabilità della Fondazione e delle politiche culturali cittadine. Il punto non è polemico, ma politico: non si può prendere le distanze da una stagione amministrativa dopo esserne stati parte integrante. Non si può invocare oggi una governance autorevole come se il problema riguardasse sempre e solo qualcun altro. E non si può chiedere credibilità per il futuro senza assumersi fino in fondo la responsabilità del passato”.

“Il Festival Pucciniano merita rispetto, verità e coerenza – conclude – Merita un confronto serio sul suo futuro, non tentativi di riscrivere la storia recente o di cancellare ruoli, scelte e responsabilità. Il centenario della morte di Giacomo Puccini avrebbe dovuto rappresentare per Viareggio e Torre del Lago una straordinaria occasione di affermazione internazionale. Proprio per questo il futuro del Festival deve essere costruito con competenza, visione e senso di responsabilità, senza ambiguità e senza comode rimozioni”.