Verso il voto
|Nella coalizione di Marcucci due candidati ‘impresentabili’ nell’elenco della commissione antimafia
Bufera sui nomi di Dello Margio e Rao, che violerebbero il codice di autoregolamentazione. Coalizione per Grilli: “La candidata si dissoci”
C’è anche Viareggio nella bufera degli “impresentabili” sollevata dalla Commissione parlamentare antimafia in vista delle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Nella lista nera dei 28 candidati segnalati a livello nazionale dall’organo parlamentare presieduto da Chiara Colosimo, figurano infatti due donne in corsa per un seggio nel prossimo consiglio comunale viareggino, entrambe schierate a sostegno della candidatura a sindaca di Marialina Marcucci, ex presidente della Fondazione Carnevale.
Le verifiche svolte sui candidati riguardano il rispetto del codice di autoregolamentazione dei partiti. È bene subito chiarire che il termine “impresentabile” non comporta la perdita del diritto a candidarsi o a essere eletti: i requisiti previsti dal codice etico sono più stringenti rispetto alle norme di legge e la valutazione ha una valenza esclusivamente etica e morale, senza che siano previste sanzioni penali o di ineleggibilità.
Il primo nome emerso dall’elenco letto dalla presidente della commissione è quello di Tania Dello Margio, candidata nella lista Marialina Marcucci sindaca. In base a quanto riportato dalle agenzie di stampa, nei suoi confronti la Corte d’Appello di Firenze avrebbe emesso il 14 novembre 2023 una sentenza di condanna a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre a 800 euro di multa, per i reati di estorsione e turbata libertà degli incanti. Successivamente, il 19 giugno 2024, una nuova pronuncia ha confermato la condanna per il reato di estorsione, annullando invece con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello fiorentina la condanna relativa solo ad alcune specifiche condotte di turbata libertà degli incanti.
L’altro profilo evidenziato dall’Antimafia è quello di Maria Giulia Rao, in corsa nella Lista Santini Viareggio, sempre in appoggio alla coalizione di Marcucci. Rao, già al centro delle cronache locali nei giorni scorsi, è attesa proprio oggi in aula per una nuova udienza del processo a suo carico. Secondo la documentazione esaminata dalla commissione parlamentare, il gup del Tribunale di Livorno ha disposto il 17 aprile 2025 il suo rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. A questo provvedimento si somma quello del gup del tribunale di Firenze che, il 10 giugno 2025, ha ordinato un secondo rinvio a giudizio per più episodi legati al reato di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.
Immediato l’intervento della coalizione avversaria, quella che sostiene Sara Grilli: “La notizia riportata dagli organi di stampa è di estrema gravità politica – si legge in una nota – Nelle liste a sostegno della candidata sindaca Marialina Marcucci risultano due candidate indicate dalla Commissione parlamentare Antimafia tra i cosiddetti “impresentabili”. Secondo quanto emerso si parla di estorsione e turbativa d’asta, corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Non si tratta di valutazioni generiche. Fatti che, pur non impedendo per legge la candidatura, pongono un evidente problema politico, etico e istituzionale. La vicenda assume contorni ancora più inquietanti se si considera che proprio a una di queste persone sarebbe stato affidato un ruolo o comunque un contributo sui temi della sicurezza”.
“Un fatto che lascia sinceramente sconcertati e che rende necessario un chiarimento immediato davanti alla città. La sicurezza non può essere affrontata con leggerezza, superficialità o ambiguità. È un tema che riguarda la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, il rispetto delle regole, la credibilità di chi governa e di chi pretende di rappresentare la legalità. Diventa francamente difficile comprendere quale idea di sicurezza e tutela della legalità si voglia proporre ai cittadini quando si sceglie di affidarsi a persone finite al centro di situazioni di questo tipo. Una scelta che appare quantomeno discutibile e che solleva interrogativi profondi sulla serietà e sull’affidabilità dell’intera proposta amministrativa. Nel pieno rispetto della legge e della presunzione di innocenza, resta però un dato politico ineludibile: chi si candida a governare una città deve assumersi la responsabilità delle persone che sceglie, presenta e valorizza pubblicamente”.
“Per questo non basta il silenzio – conclude la coalizione civica -. La candidata Marcucci deve spiegare come siano state selezionate queste candidature, se fosse a conoscenza delle situazioni emerse e soprattutto deve prendere con chiarezza le distanze da vicende che rischiano di compromettere la credibilità della sua proposta politica”.


